sabato 28 maggio 2011

28/1/2010 – MEDICINA - Cellule della pelle trasformate direttamente in neuroni - L'esperimento non ha richiesto il passaggio dalle cellule epiteliali a celule staminali - Copyright ©2011 La Stampa

WASHINGTON
Nuova speranza nel campo della medicina rigenerativa. Un gruppo di ricercatori di Stanford, scrive Nature, è riuscita a trasformare nei topi semplici cellule epiteliali direttamente in neuroni senza la necessità di ricorrere a staminali di alcun tipo.

L'esperimento potrebbe un giorno consentire di prendere campioni di pelle e trasformarle in tessuti su misura per trapianti o per trattare malattie degenerative del cervello come Parkinson o Alzheimer, o riparare il midollo spinale.

«Questo studio rappresenta un grosso passo avanti», ha spiegato Irving Weissman, direttore dell' Istituto della Biologia delle Cellule Staminali e la Medicina Rigenerativa dell'Università di Stanford in California. In precedenza oltre a ricorrere alle staminali embrionali, che avevano forti implicazioni etiche, si era riusciti a far regredire cellule epiteliali in staminali e poi a trasformarle in altri tessuti. Con questa nuova tecnica si salta il passaggio intermedio.

Secondo quanto riportato da Nature i ricercatori hanno usato “tre geni” per ottenere la mutazione da cellule epiteliali in quelle nervose, battezzandole “cellule neuronali indotte”, “in grado di replicare le funzioni di quelle autentiche”.

Semplicemente «abbiamo indotto un tipo di celula a diventare un altro tipo completamente differente», ha spiegato il dottore Marius Wernig coordinatore dello studio. L'equipe di Stanford punta ora a replicare l'esperimento sull'uomo anche se tutto è molto più delicato.

Resta comunque un grosso svantaggio: «Le nuove cellule ottenute saltando un passaggio al momento non si moltiplicano e non vivono a lungo come le staminali». Wernig crede comunque che «trovando il giusto cocktail di fattori di trascrizione (quei geni che dicono cosa fare agli altri) si potrà trasformare qualsiasi cellula in ciò che si vuole». 

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