giovedì 15 dicembre 2011


17/11/2011 - CONTRACCEZIONE, QUESTA SCONOSCIUTA (ALLE RAGAZZINE) - Gravidanza indesiderata, un incubo per una teenager su 2, http://www3.lastampa.it

La gravidanza indesiderata è l'incubo delle adolescenti a causa della propensione ad avere rapporti non protetti
Nonostante temano le gravidanze indesiderate, le adolescenti non si proteggono. La SIGO: “Ignorano la contraccezione, servono più spazi educativi”.

Lo spirito era forte, ma la carne era debole… così, per il 47 per cento delle adolescenti italiane (una su 2) che ha rapporti sessuali, fare all’amore diventa un incubo: l’incubo gravidanza indesiderata, prima preoccupazione del dopo rapporto, mentre il rischio di contrarre una qualche malattia turba solo l’11 per cento – una ragazza su dieci.

Nonostante siano preoccupate (dopo) le ragazze italiane continuano a non proteggersi, e i dati parlano chiaro: ben il 37% affronta la prima volta senza alcuna precauzione, un terzo (31%) ignora i metodi contraccettivi e il 20% sceglie il coito interrotto.
L’identikit della adolescente del Ventunesimo secolo è dunque quello di una persona che ha le idee poco chiare e, con tutta probabilità, dotata di scarsa o nulla informazione. Ecco quanto emerso dall’help line SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), attivato nel 2007, dalle quasi 11mila richieste giunte per mezzo di un numero verde e un servizio e-mail con un esperto a disposizione nel sito www.sceglitu.it.

Ieri, in un convegno nazionale a Roma, SIGO ha, per questo motivo, lanciato una proposta per migliorare il livello di informazione: «Dobbiamo offrire più occasioni di contatto con gli specialisti: vanno aumentati gli spazi giovani – afferma il presidente, prof. Nicola Surico – Con grande senso di responsabilità stiamo lavorando per la riconversione delle strutture ginecologiche che effettuano meno di 500 parti l’anno, inadeguate ai bisogni. Con la stessa forza chiediamo alle Istituzioni di destinare parte di queste risorse umane ed economiche a potenziare i servizi per gli adolescenti, in ospedale e sul territorio: meno della metà dei consultori vi dedica alcune ore settimanali. La SIGO è disponibile a offrire il proprio contributo: in questi anni con “Scegli Tu” abbiamo prodotto un patrimonio di strumenti che siamo pronti a mettere al servizio dell’intero Paese».

L’utente tipo dell’help line ha in media 16 anni – di cui tuttavia il 14% è under 15. Vive al Centro-nord ed è spesso smarrita, confusa: «Molte domande indicano che non c’è un adeguato colloquio con il ginecologo, l’ignoranza è abissale – conferma il prof. Emilio Arisi, responsabile del progetto educazionale – soprattutto riguardo alle più elementari nozioni di biologia e fisiologia. Da se sia possibile rimanere incinta senza eiaculazione a infiniti dubbi sul petting, al “mistero” del ciclo mestruale. Questo non impedisce alle teenager di avere una vita sessuale precocissima, esponendole a notevoli pericoli sul fronte della salute e ad ansia e stress a ogni rapporto».

Ma sono solo le ragazze a essere a rischio? Non solo, ovviamente. Lo sono anche i maschi. Tuttavia, questi ultimi mostrano di indulgere meno in comportamenti a rischio. «Dati internazionali indicano come l’incremento di comportamenti a rischio riguardi più le femmine dei maschi – conferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Ostetricia del San Raffaele Resnati di Milano – Dati che valgono anche per l’Italia dove è in aumento il numero delle giovani fumatrici (il 13% inizia prima dei 15 anni), di chi beve alcol fuori pasto (14,6% delle under 17) e di chi contrae malattie sessualmente trasmissibili (le donne sono più a rischio con il 60% dei casi, insieme ai giovani dai 15 ai 24 anni che registrano il 75% del totale). Anche le strategie di intervento vanno modificate perché le ragazze sono più influenzate dal modello familiare: ad esempio il 7,7% di chi ha iniziato a fumare dice di aver preso esempio dai genitori, contro il 2,8% dei ragazzi. Per questo riteniamo indispensabile aprire un filo diretto con le madri e con i padri, cui è rivolta un’apposita sezione del sito e per cui abbiamo pensato una guida ("Educazione sessuale - tutto quello che dovete sapere se avete un figlio adolescente", Giunti editore) disponibile in libreria».

I dati sull’utilizzo dei contraccettivi in Italia indicano uno scarso uso della pillola (16,2%) ma anche del preservativo (picco negativo nel 2010 con 94.824.000 confezioni vendute). Le conseguenze sono molto pericolose non solo nel breve periodo, ma anche per la fertilità futura.
«Stiamo collaborando con le Istituzioni a un’iniziativa per sensibilizzare le giovani su come preservare la salute riproduttiva – spiega Surico – presto presenteremo opuscoli dedicati che affrontano in dettaglio i singoli fattori di rischio, dal sovrappeso al fumo».
L’educazione sessuale infatti, secondo la SIGO, deve rientrare in un quadro ben più ampio di educazione alla salute. «Lo sport, ad esempio, rappresenta uno straordinario fattore protettivo per propensione ai rapporti, frequenza, sesso precoce, numero di partner, utilizzo di contraccettivi, gravidanze indesiderate – spiega la Graziottin – L’intervento di prevenzione deve essere sempre più “personalizzato”. Basti pensare al ruolo della famiglia: chi cresce in una non “tradizionale” (ricostituita o mono-genitoriale) può presentare rispetto a chi vive con papà e mamma biologici maggior possibilità di sviluppare comportamenti a rischio (fumo, binge drinking), stili di vita poco salutari (sedentarietà, dieta ricca di grassi e zuccheri) e problemi psicologici. Dobbiamo quindi tarare il nostro intervento considerando che mutano i contesti sociali e che questo si riflette in maniera diretta sugli adolescenti».

«Con “Scegli tu” abbiamo esplorato varie strade e linguaggi per raggiungere i giovanissimi ora chiediamo alle Istituzioni di essere sempre più al nostro fianco. Il medico rappresenta un supporto indispensabile ma i risultati si raggiungono solo se vi è una collaborazione attiva di tutti gli attori del sistema formativo», conclude Surico.

1 commento:

  1. Il problema fondamentale è educativo. Non si può ridurre tutto ad un problema di pretesa "informazione" sulla contraccezione.
    Bisogna partire dall'educazione affettiva, cosa significa volere bene, amare una persona.

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