domenica 8 maggio 2011

IL CONSENSO INFORMATO-CONDIVISO: UN RAPPORTO DI RISPETTO E RELAZIONE di Pubblicato il 6 maggio 2011 da http://www.blogscienzaevita.org/

L’attuale crisi di fiducia nella classe medica, esposta in questi ultimi anni a una strisciante pressione per l’aumento del contenzioso legale da parte di pazienti sempre più insoddisfatti delle cure ricevute, sembra rimettere in discussione le modalità applicative di quel protocollo clinico detto “consenso informato”. La pratica dell’informazione corretta riguardo alle terapie a cui si intende sottoporre il malato è del resto necessaria e indispensabile, anche se il momento oggettivo- informativo non può, di fatto, esaurire tale protocollo, che altrimenti va compreso, discusso e ripreso attraverso un dialogo orale, ben più adatto ad interpretare i bisogni e le richieste del malato. Ogni sanitario sa, infatti, che il paziente più che di semplice informazione, ha bisogno di condivisione. Si aprono in questo scenario le potenzialità relazionali del consenso “informato e condiviso”, perché solo alle condizioni di una trattativa rasserenante e fiduciale è possibile si attui quella necessaria “consegna” fra due persone, vicine non per scelta ma per destino: da un lato il paziente che si affida al medico, dall’altra il clinico che, sorretto da questa fiducia, si impegna a realizzare terapeuticamente quanto insieme concordato. Il consenso informato-condiviso, oltre che a presentarsi come una carta dei diritti individuali, può diventare l’espressione di una tappa di crescita interpersonale, là dove solidarietà e finitezza, competenza e fragilità. Affidamento e rispetto infine si incontrano.

Paola Ricci Sindoni, Ordinario di Filosofia morale Università di Messina

Nessun commento:

Posta un commento