domenica 8 maggio 2011

Rosaria Elefante, biogiurista - «Finalmente definizioni condivise tra medici, famiglie e associazioni» - Le Iinee guida garanzia innanzitutto peri pazienti. Fine della "migrazione" sanitaria - di Pino Ciociola, Avvenire, 7 maggio 2011

L' approvazione di queste linee guida è un "risultato straordinario" e quasi "una sorta di rivoluzione", secondo Rosaria Elefante, avvocato e presidente dell'Associazione nazionale biogiuristi italiani.
Perché è cosi entusiasta, presidente Elefante?
E' la prima volta che vengono ottimizzate, e indirizzate nella giusta direzione, le soluzioni alle vere problematiche delle persone in stato vegetativo o di minima coscienza.
Per esempio queste stesse persone finora non avevano una sorta di precisa "classificazione".
Esattamente. Stato vegetativo e di minima coscienza non erano "riconosciuti": questi pazienti venivano cioè definiti attraverso una serie di patologie, ma non esisteva il codice identificativo di "stato vegetativo" o "minima coscienza". E dunque di persone col più elevato grado di disabilità.
Un gran bel punto di partenza. E non solo. Perché linee guida elaborate in questo, dopo avere messo i massimi esperti e le famiglie a lavorare allo stesso progetto, sono una garanzia soprattutto per i pazienti.
Ma che cosa cambia, dal punto
di vista giuridico,dopo l'approvazione di queste linee guida?
Sicuramente l'omogeneizzazione dei servizi a livello nazionale. Le regioni dovranno conformarsi ad uno standard minimo assistenziale che deve essere guale su tutto il territorio.
Cioè il percorsi terapeutici, ad esempio, offerti in Lombardia piuttosto che Sicilia dovranno essere gli stessi?
Certamente. E, poniamo, il numero delle ore da garantire per la fisioterapia di un paziente in stato vegetativo  dovranno essere uguali dappertutto. Le linee guida sono appunto le linee fondamentali che ogni regione dove adottare nel proprio territorio.
Tanto più che esiste il diritto alla tutela della salute e alle cure...
Che deve essere e rimanere esattamente identico relativamente a qualsiasi zona.
Non può più esistere la "migrazione " sanitaria legata a migliori standard delle offerte, e con queste linee guida potrà cessare.
Dunque secondo lei quest'approvazione anche giuridicamente è poco meno che una rivoluzione?
Direi di si. Lo ripeto: aver fattto individuare queste linee guida dai maggiori esperti insieme alle famiglie significa volere fare esclusivamente l'interesse del paziente. E di questo credo vada dato atto al sottosegretario Roccella, che non ha voluto fare la solita "politica", ma provare a risolvere il problema in maniera autentica.

Nessun commento:

Posta un commento