giovedì 21 febbraio 2013


L’Inghilterra “fabbrica” bambini senza padre. E la fecondazione sarà gratis per le coppie lesbiche 
febbraio 21, 2013 Elisabetta Longo - http://www.tempi.it


L’istituto nazionale inglese per la ricerca e l’eccellenza clinica (Nice) ha pubblicato le nuove linee guida per garantire l’accesso alla fecondazione assistita attraverso il Sistema sanitario nazionale, quindi gratuitamente. Fino ad ora, potevano fare richiesta solo donne di età inferiore ai 40, che venivano sottoposte a tre cicli di fecondazione. Le nuove linee guida alzano il limite di età a 42 anni per quelle donne che non sono mai ricorse alla fecondazione assistita e che non possono rimanere incinta. Queste avranno però a disposizione solo un ciclo. La novità più rilevante riguarda però le lesbiche, che potranno usufruire gratuitamente della fecondazione a patto che abbiano già provato altre tecniche.
INGEGNERIA SOCIALE. Molte voci si sono levate contro il governo, accusato di volere favorire la nascita di bambini senza il padre ma l’attuale legislazione sulla fecondazione nel Regno Unito già non richiede alle cliniche di consultare il marito o il compagno della donna che si presta ai cicli di fecondazione. Nonostante questo il governo e Nice sono stati accusati di “ingegneria sociale”.

4899 BAMBINI SENZA PADRE. Secondo il Daily Mail negli ultimi dieci anni, grazie alle tecniche di fecondazione assistita, sono nati 4899 bambini “senza padre” ma con due madri. Con le nuove linee guida le cifre cresceranno ancora. Norman Wells, del gruppo Family and Youth concern, ha dichiarato che «quando nel 2008 è stato rimosso l’obbligo formale di indicare l’autorizzazione paterna al trattamento, le nascite “senza padre” sono cresciute a dismisura». Si calcola che dal 2008 siano stati partoriti all’interno di una coppia lesbica, dopo il concepimento in vitro, 1.124 bambini all’anno, cioè più di tre al giorno. «Non si può far passare l’idea che sia normale che il ruolo del padre sia ridotto a una semplice donazione anonima di spermatozoi» afferma la fondatrice e direttrice del Comment on Reproductive Ethics, Josephine Quintavalle. È da considerare infine l’impatto economico che le nuove linee guida avranno sul già disastrato Sistema sanitario nazionale inglese: un ciclo di fecondazione, infatti, costa sulle 1.500 sterline.


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