mercoledì 20 marzo 2013


Sono stato cresciuto da una mamma lesbica, sono gay e dico no alle nozze omosex - marzo 19, 2013 Benedetta Frigerio - http://www.tempi.it/

Minnesota_for_Marriage_

Parlamento del Minnessota. 12 marzo 2013. Commissione di Diritto Civile della Camera. Al centro dell’aula parlamentare sta seduta una bambina di 11 anni: capelli castani raccolti in una treccia e occhi azzurri. Si presenta: «Mi chiamo Grace e dirvi che, sebbene abbia solo 11 anni, credo che tutti meritino di crescere come me, con una mamma e un papà. Se cambierete la legge, per cui due uomini o due donne potranno sposarsi, porterete via qualcosa di necessario ai bambini come me». Così comincia il dibattito seguito al referendum consultivo del 7 novembre scorso, con cui il 51 per cento dei cittadini del Minnesota ha detto di non ritenere che il matrimonio sia solo tra uomo e donna.
TESTIMONIANZA DI DUE GAY. Dopo Grace ha parlato Doug, omosessuale dichiarato: «Ai padri di questa commissione dico: “Il tuo voto a favore di questa legge è come affermare che tua moglie non è necessaria nella vita dei tuoi figli”. Alle madri di questa commissione dico: “Il tuo voto a favore di questa legge dice che tuo marito è irrilevante per la vita dei tuoi figli”». Doug ha poi incalzato spiegando che «il matrimonio non riguarda un amore generico, ma impegno e responsabilità verso i figli». Per questo, ha continuato, «non è omofobia opporsi al matrimonio fra persone dello stesso sesso». Per concludere Doug ha esortato i presenti così: «Ignorate la pressione dei media e la pretesa degli adulti che vogliono il matrimonio omosessuale».
Infine, il professore di antropologia Robert Lopez, di cui le tendenze bisessuali sono note, ha chiarito: «So, come figlio cresciuto da una madre lesbica e dalla sua compagna (come la definisce senza chiamarla mamma, ndr), che c’è qualcosa che manca quando un bambino viene cresciuto da due genitori dello stesso sesso. Abbiamo sentito molto dagli attivisti del matrimonio omosessuale, che sentono di aver ottenuto un diritto di proprietà sui bambini, ma non abbastanza da chi invece difende i diritti dei bambini».

@frigeriobenedet

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