sabato 30 ottobre 2010

BRASILE: PAPA A VESCOVI, VOTARE POLITICI ANTI-ABORTO A VIGILIA ELEZIONI – A tre giorni dal ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, tra la favorita Dilma Rousseff, 'delfina' del popolare presidente uscente Lula, e il socialdemocratico Jose' Serra, in rimonta dopo che la sua avversaria e' finita sotto attacco per la sua posizione sull'aborto. Nella contesa, che ha gia' diviso profondamente la Chiesa brasiliana, con un organismo della Conferenza episcopale che ha smentito platealmente i colleghi del Sud del Paese, e' sembrato oggi intervenire in maniera non troppo velata papa Benedetto XVI – si riportano il discorso del Papa ai Vescovi brasiliani,  diverse agenzie e articoli sul tema



BRASILE: PAPA A VESCOVI, VOTARE POLITICI ANTI-ABORTO A VIGILIA ELEZIONI

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 28 ott - Mancano tre giorni al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, tra la favorita Dilma Rousseff, 'delfina' del popolare presidente uscente Lula, e il socialdemocratico Jose' Serra, in rimonta dopo che la sua avversaria e' finita sotto attacco per la sua posizione sull'aborto. Nella contesa, che ha gia' diviso profondamente la Chiesa brasiliana, con un organismo della Conferenza episcopale che ha smentito platealmente i colleghi del Sud del Paese, e' sembrato oggi intervenire in maniera non troppo velata papa Benedetto XVI: ''Quando i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo esiga, i pastori hanno il grave dovere di emettere un giudizio morale, anche in questioni politiche'', ha detto il pontefice ricevendo stamane in udienza per la visita 'ad limina' un gruppo di presuli brasiliani della regione Nord-Est 5. ''I pastori dovrebbero ricordare a tutti i cittadini il diritto, che e' anche un dovere, di usare liberamente il loro voto a promuovere il bene comune'', ha aggiunto. In particolare, ''quando i progetti politici includono, apertamente o in velatamente, la depenalizzazione dell'aborto o dell'eutanasia, l'ideale democratico - che e' davvero tale quando riconosce e tutela la dignita' di ogni persona umana - e' tradito alla sua base. Percio', cari Fratelli Vescovi, per difendere la vita 'non dobbiamo temere l'ostilita' e l'impopolarita', rifiutando ogni compromesso ed ambiguita', che ci conformerebbero alla mentalita' di questo mondo'''. In questo senso, ha concluso, ''sarebbe del tutto illusorio e falso qualsiasi diritto umano, politico, economico e sociale che non comprendesse l'energica difesa del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale. Sempre nell'ambito degli sforzi in favore dei piu' deboli e indifesi, chi e' piu' indifeso di un bambino non ancora nato o un malato in stato vegetativo o terminale'?''. Il mancato successo al primo turno di Rousseff, che ha preso il 47% dei voti, e' dovuto anche alla sua posizione in passatto favorevole alla depenalizzazione dell'aborto. Pur avendo in seguito ritrattato e essersi dichiarata ''personalmente'' contraria, l'ex-capo di gabinetto di Lula non e' riuscita a convincere gli evangelici. Appena 12 giorni fa, era gia' venuta alla luce la spaccatura dei vescovi in vista del ballottaggio: la Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Cnbb) aveva pubblicato una dichiarazione che condanna la presa di posizione della Regione Sud 1 della Cnbb che aveva consigliato ai fedeli di non votare Rousseff.
La direzione nazionale dei vescovi brasiliani aveva criticato il testo pubblicato dalla regione e aveva sottolineato che esso non rappresenta il pensiero della Conferenza Episcopale. Anzi, la stessa presidenza della Cnbb aveva ribadito di non suggerire ''nessun candidato, e ricorda che la scelta e' un atto libero e consapevole di ogni cittadino''.
asp/sam/bra
Fonte: http://www.asca.it


Il Papa benedice la linea dura dell’episcopato alla vigilia del voto. La delfina di Lula criticata per la sue posizioni femministe. Brasile, la Chiesa contro Dilma “No ai candidati pro -aborto”

A pochi giorni dal ballottaggio per le presidenziali in Brasile il Papa chiede con forza ai vescovi e all’elettorato cattolico un voto a difesa della vita contro aborto ed eutanasia. Una pressione contro Dilma, la candidata di Lula.
Un no fermo e intransigente alla depenalizzazione dell’aborto e all’eutanasia. Lo ha espresso ieri Papa Benedetto XVI ricevendo in udienza “ad limina” in Vaticano i vescovi del Nord-est del Brasile. Non a caso la notizia si è conquistata l’apertura dei siti on line brasiliani. Il monito del pontefice arriva alla vigilia delle elezioni presidenziali. Domenica si terrà il ballottaggio tra la candidata del presidente uscente Lula, Dilma Rousseff e l’ex governatore di San Paolo, José Serra. Il Papa si rivolge all’episcopato, ma in realtà il suo messaggio è rivolto ai milioni di elettori del Paese “cattolico” per eccellenza. Ed anche alla politica. A chi è in corsa per la guida del Paese. Sulla difesa della vita la Chiesa fa muro.

IL DOVERE DI OPPORSI

Non lascia, infatti, margini alle interpretazioni il pontefice. “Quando i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo esiga afferma -, i pastori hanno il grave dovere di emettere un giudizio morale, anche in questioni politiche”. È chiarissimo: “Quando i progetti politici includono, apertamente o velatamente, la depenalizzazione dell’aborto o dell’eutanasia, l’ideale democratico - che è davvero tale quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana - è tradito nei suoi fondamenti”. Questo è lo spartiacque, il discrimine assoluto. Quando è in gioco la difesa della vita si chiudono anche i margini di autonomia e di mediazione per il laicato cattolico. “I pastori dovrebbero ricordare a tutti i cittadini il diritto, che è anche un dovere, di usare liberamente il loro voto a promuovere il bene comune”. È questa un’indicazione precisa per l’episcopato, da assumere “senza temere l’ostilità o l’impopolarità” e soprattutto “rifiutando ogni compromesso ed ambiguità”, senza conformarsi “alla mentalità di questo mondo”. Sono concetti non nuovi per Benedetto XVI. Ieri, però, li ha ribaditi al- zando i toni. Forse per orientare quei settori del mondo cattolico schierati apertamente con Dilma Rousseff, la candidata favorita dai pronostici. Vi è un “Manifesto di cristiani cattolici ed evangelici” elaborato dal teologo Marcelos Barros, sottoscritto anche da vescovi, a suo favore. Forse rivolto anche a quegli ambienti, il Papa ha aggiunto che “sarebbe totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse l’energica difesa del diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale”. Un’invito alla coerenza. Una presa di posizione che potrebbe condizionare l’esito delle votazioni. Già le polemiche dell’episcopato brasiliano contro la Rousseff - accusata più che per il suo passato radicale, per la sua militanza femminista, per avere avuto posizioni abortiste e favorevoli ai matrimoni gay - pare abbia avuto un peso sull’esito del voto dello scorso 3 ottobre, facendo mancare alla candidata voti che le avrebbero consentito di passare le elezioni al primo turno, malgrado il successo della “verde” Marina Silva. Il fatto che Rousseff abbia precisato che non intende modificare l’attuale normativa non ha rassicurato l’episcopato. La Chiesa fa azione preventiva.

Venerdì, 29 ottobre, 2010 - 10:45

 Fonte: http://www.lucacoscioni.it


PAPA CONTRO ABORTO NEL DISCORSO AI VESCOVI BRASILIANI
PAPA CONTRO ABORTO NEL DISCORSO AI VESCOVI BRASILIANI – “Sarebbe totalmente falso e illusorio qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse un’energica difesa del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale”. Ad affermarlo Benedetto XVI nel suo discorso ai vescovi brasiliani della Regione Nordeste V, ricevuti in Vaticano per la visita ad limina. Secondo il Papa “quando i progetti politici contemplano, apertamente o velatamente, la depenalizzazione dell’aborto o dell’eutanasia, allora l’ideale democratico, che e’ davvero tale quando riconosce e tutela la dignita’ di ogni persona umana, viene tradito nelle sue fondamenta”. “Cari fratelli nell’episcopato – raccomanda Ratzinger ai presuli – nella difesa della vita, non dobbiamo temere l’ostilita’??? e l’impopolarita’???, rifiutando ogni compromesso ed ambiguita’, che ci conformerebbero alla mentalita’??? di questo mondo”.

Luca Bagaglini

Fonte: http://www.direttanews.it


VATICANO - “Vi compete contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali necessarie per la costruzione di una società giusta e fraterna” ricorda Benedetto XVI ad un gruppo di Vescovi del Brasile
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Oggi vorrei parlarvi di come la Chiesa, nella sua missione di fecondare e di fermentare la società umana con il Vangelo, insegna all'uomo la sua dignità di figlio di Dio e la sua vocazione all'unione con tutti gli uomini, dalle quali derivano le esigenze della giustizia e della pace sociale, conformemente alla sapienza divina” ha detto il Santo Padre Benedetto XVI all’inizio del suo discorso rivolto ai Vescovi brasiliani della regione Nordeste 5, ricevuti il 28 ottobre, in occasione della visita Ad Limina. “Vi compete contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali necessarie per la costruzione di una società giusta e fraterna – ha proseguito il Papa -. Quando però i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo esigono, i pastori hanno il grave dovere di emettere un giudizio morale, persino in materia politica”. Tuttavia “sarebbe totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse l'energica difesa del diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale” ha sottolineato ancora il Santo Padre, ribadendo che “quando i progetti politici contemplano, in modo aperto o velato, la decriminalizzazione dell'aborto o dell'eutanasia, l'ideale democratico — che è solo veramente tale quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana — è tradito nei suoi fondamenti”. Quindi ha esortato i Vescovi a non temere l'ostilità e l'impopolarità nella difesa della vita.
Ricordando quanto già affermato ad Aparecida, Benedetto XVI ha sottolineato la necessità di “una catechesi sociale e di un'adeguata formazione nella dottrina sociale della Chiesa” per i laici impegnati nell’ambito socio-politico. “Ciò significa anche che, in determinate occasioni, i pastori devono pure ricordare a tutti i cittadini il diritto, che è anche un dovere, di usare liberamente il proprio voto per la promozione del bene comune”. Infine il Santo Padre ha unito la sua voce a quella dei Vescovi brasiliani “in un vivo appello a favore dell'educazione religiosa, e più concretamente dell'insegnamento confessionale e diversificato della religione, nella scuola pubblica statale”, ricordando poi che “la presenza di simboli religiosi nella vita pubblica è allo stesso tempo memoria della trascendenza dell'uomo e garanzia del suo rispetto. Essi hanno un valore particolare nel caso del Brasile, dove la religione cattolica è parte integrante della sua storia”. (SL) (Agenzia Fides 29/10/2010)
2010-10-29


Papa contro l'aborto terapeutico si schiera con il vescovo di Recife
Il Santo Padre ha confermato le ragioni di monsignor Sobrinho

Il Pontefice ribadisce il suo no all’aborto terapeutico, sia in caso di pericolo per la salute materna che per interrompere una gravidanza frutto di uno stupro. Benedetto XVI, nel suo discorso in Angola pronunciato davanti al presidente della Repubblica del Paese africano, si è schierato apertamente contro l’aborto terapeutico e ha citato nel discorso il Protocollo di Maputo, documento nel quale si fa riferimento all’interruzione di gravidanza in caso di violenza sessuale o di pericolo di vita per il feto o per la madre.
In questo modo il Santo Padre ha confermato in modo esplicito le ragioni del vescovo di Recife, monsignor José Sobrinho, che ha scomunicato la madre e i medici di una bambina brasiliana di 9 anni violentata dal patrigno e rimasta incinta di due gemelli. A causa dei rischi per la sua vita la bambina è stata indotta ad abortire. Sobrinho ha fatto poi esplicito riferimento alla legge della Chiesa. E il Papa ieri, nel suo discorso ha affermato: «Devo anche riferire un’ulteriore area di grave preoccupazione: le politiche di coloro che, col miraggio di far avanzare "l'edificio sociale", minacciano le sue stesse fondamenta. Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute "materna"! Quanto sconcertante la tesi di coloro secondo i quali la soppressione della vita sarebbe una questione di salute riproduttiva».
Nel testo ufficiale diffuso alla stampa vi era a questo punto un riferimento all’articolo 14 del Protocollo di Maputo. Questo documento, adottato dall’Unione Africana nel 2003, afferma all’articolo 14 dedicato ai «diritti in materia di salute e salute riproduttiva», la necessità di «proteggere i diritti riproduttivi delle donne autorizzando l’aborto terapeutico nei casi di violenza sessuale, stupro, incesto e quando portare avanti la gravidanza comporterebbe la salute mentale e fisica della donna o la vita della donna o del feto». E la vicenda della bambina brasiliana rientra in questo contesto, anche perché in Brasile l’aborto è permesso solo in caso di stupro. Con le sue affermazioni dunque Benedetto XVI dà ragione al vescovo di Recife che ha ricordato come l’aborto sia comunque condannato dalla legge della Chiesa.
Monsignor Sobrinho in una intervista al settimanale brasiliano Veja aveva a sua volta ricordato: «Voglio chiarire bene una cosa: non sono stato io a scomunicare i medici che hanno praticato l’aborto e la madre della bambina. Questo è falso, io non ho scomunicato nessuno. Ho semplicemente menzionato ciò che sta scritto nella legge della Chiesa nel canone 1398 del Codice di diritto canonico che chiunque può leggere. Per questa legge - ha aggiunto - qualunque persona che fa un aborto è scomunicata, attraverso una pena che si chiama latae sententiae, un termine tecnico che significa "automatica". Io - ha aggiunto - Sobrinho, ho semplicemente detto a tutti: "Abbiamo coscienza di questo. Qualunque persona che pratica un aborto nel mondo incorre in questa pena, anche se nessuno dice niente"».

21/3/2009 (11:38) - VIAGGIO IN AFRICA


VATICANO - Il Papa: «Non temere l'ostilità nella difesa della vita» - http://www.portaledibioetica.it

Lo ha detto Benedetto XVI ai vescovi brasiliani in visita ad limina: «Quando i diritti fondamentali delle persone o la salvezza delle anime lo richiedono, i pastori devono emettere un giudizio morale anche in materia politica». Il Papa ha anche ricevuto i membri della Pontificia Accademia delle Scienze (il testo del discorso), ai quali ha espresso la sua «gratitudine per la continua ricerca scientifica».

- Il testo del discorso ai vescovi brasiliani

«Oggi voglio parlarvi di come la Chiesa nella sua missione di fecondare e fermentare la società umana con il Vangelo, insegna all’uomo la sua dignità di figlio di Dio e la sua vocazione alla comunione con tutti gli uomini, da cui risulta l'esigenza della giustizia e della pace sociale, secondo la sapienza divina». Lo ha detto stamattina Benedetto XVI, ricevendo un gruppo dei vescovi della Conferenza episcopale del Brasile (Regione Nordeste V), in visita ad limina. «Tuttavia – ha aggiunto –, il dovere di operare per un giusto ordine sociale è proprio dei fedeli laici, che, come cittadini liberi e responsabili, si sforzano di contribuire a una giusta configurazione della vita sociale, rispettandone la legittima autonomia e l’ordine morale naturale». Ai vescovi tocca «contribuire alla purificazione della ragione e risvegliare le forze morali necessarie alla costruzione di una società giusta e fraterna». Per il Papa, «quando, tuttavia, i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo richiedono, i pastori hanno il grave dovere di emettere un giudizio morale anche in materia politica». Nel formulare questi giudizi, i pastori devono prendere in considerazione il valore assoluto dei precetti morali negativi, «moralmente inaccettabili» alla base di una particolare azione «intrinsecamente cattiva e incompatibile con la dignità della persona».
La scelta di azioni cattive, ha chiarito il Pontefice, «non può essere riscattata dalla bontà di qualsiasi ordine, scopo, conseguenza o circostanza». Pertanto, «sarebbe totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse un’energica difesa del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale». Perciò, «quando i progetti politici contemplano, apertamente o velatamente, la depenalizzazione dell’aborto o dell’eutanasia, l’ideale democratico – che è davvero tale quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana – è tradito nelle sue fondamenta».
«Cari fratelli nell’episcopato – ha chiarito il Santo Padre – nella difesa della vita, non dobbiamo temere l'ostilità e l'impopolarità, rifiutando ogni compromesso ed ambiguità, che ci conformerebbero alla mentalità di questo mondo”. Per “aiutare meglio i laici a vivere il loro impegno cristiano e socio-politico in modo unitario e coerente, è necessaria una catechesi sociale e un’adeguata formazione alla Dottrina sociale della Chiesa». «I Pastori – ha concluso - devono ricordare a ogni cittadino il diritto, che è anche un dovere, di usare liberamente il proprio voto per promuovere il bene comune».

IL PAPA ALLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE
La “stima della Chiesa” e “la sua gratitudine” per “la continua ricerca scientifica”. Ad esprimerla è Papa Benedetto XVI ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze riuniti in sessione plenaria e ricevuti oggi dal Santo Padre. “I progressi compiuti nelle conoscenze scientifiche nel XX secolo, in tutte le sue varie discipline – ha detto il Papa – ha portato a una consapevolezza molto maggiore del posto che l'uomo e il pianeta occupano nell'universo”.
Il Papa ha osservato come nell’ultimo secolo, l’uomo ha compiuto più progressi che “in tutta la storia precedente dell'umanità”. Da qui la gratitudine della Chiesa per i risultati raggiunti. Allo stesso tempo il Papa ha sottolineato come gli scienziati stessi comincino ad apprezzare “sempre più la necessità di aprirsi alla filosofia”, riconoscendo che il mondo “esiste indipendentemente da noi”. Ed ha aggiunto: L'esperienza dello scienziato “è quindi quella di percepire una costante, una legge, un logos che lo scienziato non ha creato ma che può solo osservare”. La ricerca infatti conduce “ad ammettere l'esistenza di una ragione onnipotente, che è diverso da quello dell'uomo, e che sostiene il mondo. Questo è il punto di incontro tra le scienze naturali e la religione. La scienza pertanto diventa un luogo di dialogo, un incontro tra uomo e natura e, potenzialmente, anche tra l'uomo e il suo Creatore”.

28 OTTOBRE 2010


28 ottobre 2010 – Benedetto XVI AI VESCOVI BRASILIANI DELLA REGIONE NORDESTE - «Non temere l'ostilità nella difesa della vita» - Avvenire.it

Amati Fratelli nell'Episcopato,
«Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo» (2 Cor 1, 2). Desidero innanzitutto ringraziare Dio per il vostro zelo e per la vostra dedizione a Cristo e alla sua Chiesa che cresce nel regionale Nordeste 5. Leggendo le vostre relazioni, mi sono potuto rendere conto dei problemi di carattere religioso e pastorale, oltre che umano e sociale, con i quali vi dovete misurare ogni giorno. Il quadro generale ha le sue ombre, ma ha anche segnali di speranza, come monsignor Xavier Gilles mi ha appena riferito nel saluto che mi ha rivolto, esprimendo i sentimenti di tutti voi e del vostro popolo.

Come sapete, negli incontri che si sono succeduti con i diversi regionali della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, ho sottolineato i diversi ambiti e i rispettivi fattori del multiforme servizio evangelizzatore e pastorale della Chiesa nella vostra grande nazione; oggi vorrei parlarvi di come la Chiesa, nella sua missione di fecondare e di fermentare la società umana con il Vangelo, insegna all'uomo la sua dignità di figlio di Dio e la sua vocazione all'unione con tutti gli uomini, dalle quali derivano le esigenze della giustizia e della pace sociale, conformemente alla sapienza divina.
Intanto il dovere immediato di lavorare per un ordine sociale giusto è proprio dei fedeli laici che, come cittadini liberi e responsabili, s'impegnano a contribuire alla retta configurazione della vita sociale, nel rispetto della sua legittima autonomia e dell'ordine morale naturale (cfr. Deus caritas est, n. 29).

Il vostro dovere come vescovi, insieme al vostro clero, è mediato, in quanto vi compete contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali necessarie per la costruzione di una società giusta e fraterna. Quando però i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo esigono, i pastori hanno il grave dovere di emettere un giudizio morale,  persino in materia politica (cfr. Gaudium et spes, n. 76). Nel formulare tali giudizi, i pastori devono tener conto del valore assoluto di quei precetti morali negativi che dichiarano moralmente inaccettabile la scelta di una determinata azione intrinsecamente cattiva e incompatibile con la dignità della persona; tale scelta non può essere riscattata dalla bontà di nessun fine, intenzione, conseguenza o circostanza. Pertanto, sarebbe totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse l'energica difesa del diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale (cfr. Christifideles laici, n. 38). Inoltre, nel quadro dell'impegno a favore dei più deboli e dei più indifesi, chi è più inerme di un nascituro o di un malato in stato vegetativo o terminale? Quando i progetti politici contemplano, in modo aperto o velato, la decriminalizzazione dell'aborto o dell'eutanasia, l'ideale democratico — che è solo veramente tale quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana — è tradito nei suoi fondamenti (cfr. Evangelium vitae, n. 74).

Pertanto, cari Fratelli nell'episcopato, nel difendere la vita «non dobbiamo temere l'ostilità e l'impopolarità, rifiutando ogni compromesso ed ambiguità, che ci conformerebbero alla mentalità di questo mondo» (Ibidem, n. 82). Inoltre, per aiutare meglio i laici a vivere il loro impegno cristiano e socio-politico in modo unitario e coerente,  come vi ho detto ad Aparecida, è «necessaria una catechesi sociale ed un'adeguata formazione nella dottrina sociale della Chiesa, essendo molto utile per ciò il Compendio della dottrina sociale della Chiesa». (Discorso inaugurale della V Conferenza generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi, n. 3). Ciò significa anche che, in determinate occasioni, i pastori devono pure ricordare a tutti i cittadini il diritto, che è anche un dovere, di usare liberamente il proprio voto per la promozione del bene comune (cfr. Gaudium et spes, n. 75). Su questo punto politica e fede s'incontrano. La fede ha, senza dubbio, la natura specifica di incontro con il Dio vivo che apre nuovi orizzonti ben al di là dell'ambito proprio della ragione. «Senza il correttivo fornito dalla religione, infatti, anche la ragione può cadere preda di distorsioni, come avviene quando essa è manipolata dall'ideologia, o applicata in un modo parziale, che non tiene conto pienamente della dignità della persona umana» (Viaggio apostolico nel Regno Unito, Incontro con le autorità civili, 17- ix- 2010). Una società può essere costruita solo rispettando, promuovendo e insegnando instancabilmente la natura trascendente della persona umana.

Così Dio deve trovare «un posto anche nella sfera pubblica, con specifico  riferimento  alle dimensioni  culturale, sociale, economica e, in particolare, politica» (Caritas in veritate, n. 56). Per questo, amati Fratelli, unisco la mia voce alla vostra in un vivo appello a favore dell'educazione religiosa, e più concretamente dell'insegnamento confessionale e diversificato della religione, nella scuola pubblica statale.Desidero anche ricordare che la presenza di simboli religiosi nella vita pubblica è allo stesso tempo memoria della trascendenza dell'uomo e garanzia del suo rispetto. Essi hanno un valore particolare nel caso del Brasile, dove la religione cattolica è parte integrante della sua storia. Come non pensare in questo momento all'immagine di Gesù Cristo con le braccia tese sulla baia di Guanabara che rappresenta l'ospitalità e l'amore con cui il Brasile ha sempre saputo aprire le sue braccia a uomini e donne perseguitati e bisognosi provenienti da tutto il mondo? Fu in questa presenza di Gesù nella vita brasiliana che essi s'integrarono armoniosamente nella società, contribuendo all'arricchimento della cultura, alla crescita economica e allo spirito di solidarietà e di libertà.Amati Fratelli, affido alla Madre di Dio e Nostra Madre,  invocata in Brasile con il titolo di Nossa Senhora Aparecida, questi auspici della Chiesa cattolica nella Terra della Santa Croce e di tutti gli uomini di buona volontà in difesa dei valori della vita umana e della sua trascendenza, insieme con le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e delle donne della provincia ecclesiastica del Maranhão. Affido tutti alla Sua materna protezione e a voi e al vostro popolo imparto la mia benedizione apostolica.
Benedetto XVI



Nessun commento:

Posta un commento