giovedì 14 ottobre 2010

L’ALTRA RELIGIONE. IL RITORNO ALLO STATO ETICO - di Angela Maria Cosentino* - (ZENIT.org).

ROMA, giovedì, 14 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Tra i tentativi di denuncia dell’antica contrapposizione di due sistemi religiosi: uno che riconosce l’esistenza di un Dio creatore e sostenitore della vita e l’altro che lo nega, si colloca il volume di Dina Nerozzi L’altra Religione. Il ritorno allo Stato Etico (Rubbettino, 2010), che si caratterizza per un’analisi precisa e documentata su alcuni aspetti socio-politici orientati all’eliminazione del pensiero giudaico cristiano, rappresentato dai dieci comandamenti biblici.
L’autrice, laureata in medicina e chirurgia, specializzata in neuropsichiatria infantile ed endocrinologia, è Consultore del Pontificio Consilio per la Famiglia e da anni è impegnata ad allertare sui meccanismi che oscurano la verità sull’uomo, la famiglia e la vita.
L’umanesimo ateo, con cui si confronta Dina Nerozzi, fa il suo ingresso nella storia dell’umanità nell’istante in cui, secondo il racconto biblico, il serpente insinua l’idea che l’uomo non debba essere soggetto ad una divinità e alle leggi di natura, con strategie che, a tutt’oggi, portano ad affermare come egli sia la misura di tutte le cose, l’universo sia nato da un misterioso big bang e l’uomo sia il prodotto di un processo evolutivo legato al caso. Con tali premesse, le leggi di natura vengono rifiutate perché considerate antiquate, autoritarie e di ostacolo al progresso.
Si promuove, così, l’aborto, l’eliminazione della polarità maschile e femminile, come pure l’idea di colpa e di giustizia attraverso diverse modalità. Una di queste è la filosofia umanistica che, con la rappresentante Lars Ullerstam, psichiatra svedese, apre la strada, con una pubblicazione del 1966, alla carta dei diritti sessuali per la liberazione delle minoranze erotiche. Tale ideologia difende il diritto a qualsiasi perversione sessuale ( in tempi recenti ribattezzata orientamento sessuale), secondo cui la volontà dell’individuo deve essere considerata sempre giusta e insindacabile.
Il tema della liberazione sessuale, secondo l’autrice, è il canto delle sirene, il grimaldello con cui poco alla volta la società viene portata alla disgregazione. Tutte le rivoluzioni che intendono sovvertire l’ordine costituito iniziano sempre con la rivoluzione sessuale, poiché la filosofia della liberazione sessuale è un “successo garantito” ( p.10). Ciò comporta, purtroppo, anche l’eliminazione “del concetto stesso di democrazia che può esistere solo laddove vige una società virtuosa” (p.20).
La disgregazione della società civile e l’attacco alla tradizione giudaico cristiana vengono coadiuvati da molteplici strategie per indurre un cambiamento culturale dei valori morali ispirati a tale tradizione: agenzie ONU, media, processi spettacolo per realizzare il nefasto obiettivo che elimina l’idea stesa di famiglia naturale.
La guerra alla Chiesa è subdola e invisibile. Oltre al “fuoco culturale”, si materializza anche nel sistema giudiziario che tende sempre più alla globalizzazione e all’internazionalizzazione delle norme, per cui ogni Stato può servirsi di leggi in vigore in altri Paesi “più progrediti”. In Italia, dalla vicenda di Eluana Englaro, alla procreazione medicalmente assistita, la magistratura più volte ha debordato dai suoi compiti istituzionali (p.17).
L’umanesimo ateo si presenta sotto la veste di una filosofia umanitaria, un movimento cultural-religioso che cerca di dare risposte adatte ad un’era scientifica, in una sorta di sincretismo. L’ipotesi evoluzionista darwinista è il pilastro del credo umanista, ma la speranza non può essere oscurata. È urgente, perciò, lanciare il richiamo dell’autrice “a tutte le persone di buona volontà che, davanti al degrado morale in cui è caduta l’umanità, decidono di non lavarsene le mani” e di contribuire a riportare le grandi scelte nella mani di Dio non solo per amore di verità ma anche per non cadere vittime di nuove schiavitù.


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*Angela Maria Cosentino è bioeticista, docente universitaria e autrice del volume Testimoni di speranza. Fertilità e infertilità: dai segni ai significati (Cantagalli, 2008), vincitore del premio Donna, Verità e Società, Scienza & Vita, Pontremoli 2009, “per aver mostrato il valore umano e sociale del talento naturale della femminilità”.



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