mercoledì 16 gennaio 2013


Non negoziabili: cioè?
Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: SamizdatOnLine CulturaCattolica.it

martedì 15 gennaio 2013

Riportiamo questo Editoriale di SamizdatOnLine. Vi chiediamo un confronto
I principi non negoziabili sono il meglio del nostro modo di vivere, il fondamento del nostro benessere. Perché dovremmo rinunciarci?
La "protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale" è il modo di difendere i più deboli, i nascituri e i malati. Chi, debole e indifeso, non vorrebbe essere protetto dai suoi genitori, dai suoi fratelli, dai suoi figli, dai suoi amici?

A proposito della famiglia, il "riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio" è semplicemente il riconoscimento del luogo dove siamo nati e cresciuti. Chi non ha avuto questa fortuna, forse capisce più di noi la necessità della "sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile". La famiglia, è la prima società umana, il matrimonio è "il" contratto tra uomini (il primo, storicamente), il primo luogo dove una persona si prende cura dell'altra. Non esiste stato sociale che possa garantire il benessere garantito da una famiglia, neanche con le tasse al 100%.

A proposito dell'educazione, quale padre o madre si sente tranquillo a delegare in bianco l'educazione dei propri figli ad altri? "La protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli" è il primo presidio contro ogni tipo di dittatura culturale.

Allora, diciamolo chiaramente: questi principi sono talmente connaturati in noi da essere al di sopra delle religioni .
Anzi, sono addirittura una garanzia nei confronti delle "follie" religiose.

Perché c'è bisogno di chiedere garanzie ai politici su questi principi?
Perché soprattutto in questo periodo di crisi economica c'è il rischio che i nostri politici, incapaci di risolvere i problemi veri, si scatenino in battaglie ideologiche che "distraggano" dalla loro impotenza (vd. quello che sta facendo il presidente francese, come ben rilevato da Socci ...).
E poi, perché qualsiasi azione di governo parte dall'idea di uomo che uno ha.
Trattiamo l'uomo come Dio, perché Dio si è fatto uomo. 
C'è chi può offrire di più? 

SamizdatOnLine

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