giovedì 16 luglio 2015
Così i giudici legalizzano l'utero in affitto di Tommaso Scandroglio, 16-07-2015, http://www.lanuovabq.it/
lunedì 22 giugno 2015
Francia. Cinque intellettuali non cattolici (e mangiapreti) contro l’utero in affitto, giugno 20, 2015 Lucetta Scaraffia, http://www.tempi.it/
mercoledì 28 gennaio 2015
Il bambino nato da maternità surrogata all’estero è figlio dei genitori committenti italiani di Giulia Milizia - 27 gennaio 2015 - http://www.dirittoegiustizia.it/
martedì 27 gennaio 2015
Strasburgo dice sì al diritto di utilizzare una madre surrogata - Corte condanna Italia per aver tolto bambino a coppia. La sentenza: «È possibile avere figli anche senza legame biologico» di Redazione Salute Online - 27.1.2015 - http://www.corriere.it/salute
giovedì 13 novembre 2014
MATERNITÀ SURROGATA - Utero in affitto, la Cassazione chiude al riconoscimento in Italia, Francesco Machina Grifeo | 11/11/2014, http://www.diritto24.ilsole24ore.com/
martedì 30 settembre 2014
Fecondazione e utero in affitto: la lezione di Scola di Angelo Scola e Christoph Schönborn, 30-09-2014, www.lanuovabq.it
 Questo il testo dell'articolo scritto a quattro mani dai cardinali di Milano e Vienna, Angelo Scola e Christoph Schönborn e pubblicato dal quotidiano francese Le Figaro. E' una sorta di appello a tutti gli europei: nel loro articolo i due cardinali elogiano il movimento Manif piur tous che il 5 ottobre manifesterà contro il progetto di legge per introdurre tecniche per la «fabbricazione di bambini senza genitori». Cento anni fa, il nostro Continente si impantanava nella guerra, trascinando il mondo in un conflitto di cui non abbiamo ancora finito di calcolare le conseguenze. La guerra del 1914-1918 poneva, in un modo tragico e nuovo, la questione del valore della vita umana: quanti uomini e donne avrebbero dovuto per quella guerra pagare il prezzo di sangue? Quante famiglie piansero un figlio, un padre, un fratello, un amico che non è più tornato? Quanti genitori senza figli e quanti bambini senza genitori? Tutta l’intera famiglia europea era in lutto. Oggi nuovi pericoli minacciano il nostro Continente. Essi pongono la stessa domanda sul valore della vita umana, sia pure in termini diversi. Nella nostra economia di libero mercato, il mercato non può essere il criterio ultimo, il bisogno materiale non è l'unica bussola e l’uomo non deve trasformarsi in una variabile tra domanda e offerta. In vari Paesi europei, le leggi e i regolamenti ora permettono la maternità surrogata. Assistiamo a un doppio attentato alla dignità umana, contro i bambini da una parte, condannati «a essere di fatto orfani di genitori vivi», come ha detto Giovanni Paolo II nella sua lettera alle famiglie, e contro le madri, i cui corpi vengono cosificato, sfruttati, affittati. Se si è preoccupati per la recente decisione della Corte europea dei Diritti dell'uomo che ha dato via libera alla fecondazione artificiale, diamo il benvenuto alla reazione tonica, giovane, creativo e duratura della Francia. La Francia ha avuto il coraggio di dire no. Il Presidente della Repubblica francese si è impegnata contro l’utero in affitto. Manif pour tous, oggi conosciuta in tutta Europa, aveva previsto che cambiando la natura del matrimonio si sarebbe passati ad altre rivendicazioni che snaturano l’adozione e organizzano la fabbricazione di esseri umani. Nella maternità surrogata, ci sono in germe tutte le condizioni di una schiavitù moderna dove il bambino è concepito come un prodotto, un commercio in cui i più ricchi sfruttano i più poveri, mentre si accelera l’eugenetica occidentale. Visto dai nostri Paesi, è indubbio che è il movimento francese di Manif è sicuramente formato da molti cattolici, di credenti di altre religioni e di non credenti. Non è quindi una voce ecclesiale, ma una voce francese che è sentita, a livello europeo e internazionale. Questa espressione popolare e dovrebbe ispirare le nazioni occidentali e spingere la Convenzione europea dei diritti dell'uomo a elaborare un dispositivo di legge che protegga i diritti dei bambini. E questa non sarebbe una logica estensione della Dichiarazione universale dei diritti umani? Dobbiamo garantire i diritti dei bambini a conoscere le proprie origini, a crescere con il padre e la madre, a escludere ogni forma di contratto, economico o di altra natura, che li privi di uno o di entrambi i genitori. Come espresso dai nostri fratelli vescovi in Francia, se l'accesso per la procreazione medicalmente assistita e la maternità surrogata vengono liberalizzati, tutta la filiazione resta disorientata e una generazione di bambini sarà privata intenzionalmente di uno dei loro genitori Papa Francesco ci invita costantemente ad uscire da noi stessi e andare verso la periferia: non è una questione di geografia, ma di innanzitutto di vita. Le periferie della nostra umanità sono l’estrema fragilità, piccolezza e povertà: quella della vecchiaia e quella dell'infanzia. La nostra attenzione a queste periferie è il cuore della nostra civiltà. Noi non solo vogliamo ringraziare i francesi per il loro risveglio inaspettato, stimolare il loro impegno che sarà molto utile quando arriva il momento, nel nostro Paese, ma chiediamo soprattutto di restare fedeli alla loro storia. Non è solo questione di radici, ma di rami, germogli e frutti. Insomma, c’è in gioco il futuro dell’Europa.
mercoledì 11 giugno 2014
Fecondazione eterologa, le motivazioni della Consulta. Ma il diritto al figlio è un assurdo logico prima che giuridico, Giugno 11, 2014 Giuliano Guzzo
Diritto al figlio? La Consulta apre scenari inquietanti di Tommaso Scandroglio, 11-06-2014, http://www.lanuovabq.it/
martedì 27 maggio 2014
Perché si festeggia la mamma? Hadjadj: «La maternità è il luogo del mistero contro la tecnocrazia dell’utero in affitto», Maggio 26, 2014, http://www.tempi.it/

lunedì 14 aprile 2014
Scambio di embrioni, tutto secondo logica di Tommaso Scandroglio, 14-04-2014, http://www.lanuovabq.it/
Eterologa, donatrici o schiave? Iniezioni e interventi: così le donne «offrono» ovuli a chi non li ha, di Viviana Daloisio, Avvenire, 11 aprile 2014
Fecondazione eterologa, la svolta impressa dalla Consulta di Lucetta Scaraffia in “Il Messaggero” del 10 aprile 2014
venerdì 7 marzo 2014
La Svizzera apre a tutto, dall’utero in affitto in giù. I vescovi: «Ci aspettavamo un po’ di riflessione», 7 marzo 2014, di Redazione, www.tempi.it
«Una società dove è permesso tutto ciò che può soddisfare i desideri individuali non necessariamente diventa più umana, ma corre il grande rischio di generare una destrutturazione e una perdita di senso del bene comune». Reagisce «con forza» il Comitato di bioetica della Conferenza episcopale svizzera al parere pubblicato il mese scorso dalla Commissione nazionale d’etica svizzera (Cne). Quest’ultima, come riporta l’Osservatore Romano, prendendo le mosse dall’analisi della fecondazione assistita, regolata da una legge “restrittiva” del 2001, si esprime a favore di uno stravolgimento del concetto di famiglia e dell’approvazione di tecniche controverse come l’utero in affitto.
SÌ ALL’UTERO IN AFFITTO. Nello specifico, il Cne raccomanda l’autorizzazione «della diagnosi pre-impianto», «della donazione di sperma per coppie eterosessuali non sposate», «della donazione di sperma per coppie dello stesso sesso e persone sole» (in quanto «i concetti di “natura” e “naturale” sono costrutti culturali» e la famiglia non è altro se non «una comunità di adulti e bambini»), «della donazione di ovuli e di embrioni» (perché «ritiene che il divieto sia discriminatorio nei confronti della donazione di sperma»), «ritiene che la maternità sostituiva (utero in affitto, ndr) possa essere accettata in linea di principio», raccomanda di riconoscere i bambini concepiti all’estero con maternità surrogata e «si rallegra del progetto di legge riguardante la soppressione del divieto di crioconservazione degli embrioni e ritiene opportuno non determinare il numero massimo di embrioni che possono essere sviluppati».
«ETICA UTILITARISTICA». Il Cne, accusa il Comitato di bioetica dei vescovi, «solleva un profondo malessere da un lato per le sue proposte di liberalizzazione in tutte le direzioni, ma più in generale per la sua concezione della vita e del ruolo dello Stato». Il testo infatti «decostruisce completamente il vivere comune per proporre un’etica minima liberale e utilitaristica». Per Thierry Collaud, presidente del Comitato, la parte più grave del documento è la negazione dell’esistenza «di una struttura di famiglia tradizionale» e l’apertura «alla pratica molto contestata della maternità surrogata».
L’utero in affitto, infatti, «viola la dignità dell’embrione perché posto in un utero estraneo. Viola anche la dignità delle donne che vendono non solo il loro corpo, ma un elemento specifico della loro identità femminile che è quello di essere il ricettacolo del primo sviluppo di una vita umana e di legami inalienabili che si tessono in questa occasione».
ANALISI SUPERFICIALE. Infine, rileva Collaud, il Cne è incredibilmente superficiale nelle sue analisi: «Ci si sarebbe aspettato un serio lavoro di riflessione e sintesi su questioni centrali che riguardano la procreazione medicalmente assistita. Ma la maggior parte del documento non fa che partire dal riconoscimento del “cambiamento sociale” nel campo della procreazione, della vita coniugale e familiare. Non considera tutto questo con uno sguardo critico, ma semplicemente cerca di adattare il suo pensiero. (…) Non si riflette su ciò che veramente è famiglia, ma si rileva che al momento attuale “diverse combinazioni” sono possibili. Si va quindi alla ricerca di una definizione di famiglia che rientra in questo quadro», cioè una banale «comunità di adulti e bambini».