8 giugno 2012 - L'offerte adi mete convincenti per i giovani annoiati e
sedentari - Ai nostri ragazzi pigri una sveglia di libertà di Luigi Ballerini, http://www.avvenire.it
I pediatri ci hanno avvisato, or
non è molto, dal palco del loro Congresso annuale: i ragazzi sono pigri e
troppo sedentari. La nuova indagine sulle abitudini e stili di vita degli
adolescenti nostrani condotta anche quest’anno dalla Società italiana di
pediatria fornisce un’aggiornata lettura degli adolescenti che pare sprofondino
nei divani delle nostre case. Prede di Internet, Playstation e tv rischiano di
passare fino a dodici ore al giorno seduti, con la testa bassa e centrata su
una realtà digitale sempre più prepotente e invadente. Ma un’altra indagine,
condotta da ricercatori medici dell’Università di Messina, sottolinea che il
57% degli studenti intervistati ha recentemente consumato almeno un energy
drink. Effettivamente il business legato a questo tipo di bevande è davvero
significativo: solo negli Usa il giro di affari si è aggirato nel 2011 intorno
ai 9 miliardi di dollari, merito anche di campagne marketing intense e mirate
al target giovanile nel linguaggio e nei mezzi. Da noi si parla di 2 milioni,
concentrati soprattutto nelle regioni del Nord, e in crescita.
Correttamente i medici fanno il
loro dovere mettendo in guardia rispetto al rischio su cuore e ossa di dosi
troppo elevate di caffeina. Per non parlare poi della taurina, aminoacido
spesso presente in queste bevande, da tempo identificato come responsabile di
cefalea, ipertensione e tachicardia se in dosi eccessive. Viene anche segnalata
l’associazione di energy drink e alcol, un pericoloso mix che riducendo la
percezione dei sintomi da intossicazione etilica finisce per aumentare
l’assunzione della dose globale di alcol introdotta. Eppure c’è di più da dire.
Queste due indagini, quasi contemporanee nella presentazione, forse ci
presentano lo stesso quadro: giovani pigri e immobili da una parte, alla
ricerca di un’energia che sentono di non avere dall’altra.
Sorprende, per certi versi, come
nell’età in cui il vigore del corpo, fisiologicamente, è al suo massimo, la
stanchezza prenda così il sopravvento ed emerga il bisogno di rintracciare un
po’ di energia confidando su una fonte esterna. Perché il moto si avvii invece
è necessario identificare una meta, averne almeno l’idea, considerarne la
possibilità. Il moto umano è sempre a meta, a differenza degli altri corpi
inanimati obbligati a seguire le immutabili leggi della fisica. Ne abbiamo una
dimostrazione se pensiamo a quanta energia sanno dimostrare i più giovani nel
partire la mattina presto se li aspetta una gita con amici con cui stanno bene!
Segno che (per fortuna) anche i ragazzi di oggi non amano una fatica astratta,
sanno però spendersi senza troppi calcoli per un’ipotesi convincente.
Per muoversi c’è bisogno di un
senso, proprio nell’accezione di una direzione. È questo ciò che spesso manca e
la noia prende così il sopravvento. L’analisi dei medici non arriva a questo
punto, a identificare come dietro molti comportamenti si nasconda proprio la
noia, capace di impossessarsi dell’animo svuotando di contenuto il reale. Fino
ad arrivare a costituire quell’accidia di cui ormai nessuno parla più. Solo a
margine ci conviene con onestà constatare come anche noi adulti su questo punto
non siamo messi tanto bene...
Un modo per sostenere e aiutare i
nostri figli potrebbe proprio consistere nel restituire loro la competenza di
cui sono già dotati: saper comporre il moto grazie al pensiero orientato alla
soddisfazione. Si tratta allora di invitarli a darsi delle mete, ad avere un
orizzonte pieno di fascino che permetta loro di alzare la testa e mettersi
finalmente in cammino. Ma siccome è sempre l’offerta che genera la domanda, sta
a noi proporre mete convincenti, ipotesi interessanti da verificare, occasioni
di esperienza positiva. Su un punto i ragazzi vedono male: da fuori non arriva
l’energia, può solo arrivare un’offerta. Ciò che cercano in una lattina in
realtà è già dentro di loro, e si chiama libertà. Libertà di adesione al reale
secondo giudizio personale. Forse attende solo di essere sollecitata da un
altro.
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