LE STAMINALI CORDONALI PER CURARE CANCRO E DIABETE - Scoperto in Olanda
un procedimento per produrre Natural Killer, molto efficaci nel trattamento di
neoplasie, diabete ed infezioni di Paolo De Lillo, 10/06/2012, http://www.zenit.org
ZI12061005 - 10/06/2012
Permalink:
http://www.zenit.org/article-31129?l=italian
ROMA, domenica, 10 giugno 2012
(ZENIT.org) - Di recente sono state presentate sulla stampa scientifica
numerose ed eccezionali scoperte sulla terapia sperimentale delle neoplasie per
mezzo delle staminali del cordone ombelicale. I meccanismi con cui gli
scienziati americani, olandesi e sudcoreani riescono ad ottenere questi
straordinari risultati appaiono molteplici. Variano in parte a seconda del tipo
di tumore o dei metodi seguiti dalle singole equipe di ricercatori.
Uno dei più significativi ed
interessanti consiste nella differenziazione delle staminali cordonali in
potenti linfociti Natural Killer, caratterizzati da rilevanti capacità
citotossiche contro il cancro1 e agenti infettivi,2 come dalla possibilità di
modulare il sistema immunitario, in modo favorevole per l' organismo. Ciò porta
a sorprendenti applicazioni anche nel trattamento del diabete, delle
alterazioni dei sistemi di difesa naturali, come per lo studio di alcune
malattie autoimmuni.
Nel Giugno 2011 questo settore di
ricerca ha conseguito un risultato decisivo grazie al DottorJan Spanholz del
Department of Laboratory Medicine, nell' Hematology Ward, presso il Radboud
University Medical Centre, a Nijmegen (Olanda). Nell' articolo pubblicato sul
sito scientifico PloS One, lo scienziato descrive come sia giunto ad ideare un
bio-reattore, che permette di far differenziare le staminali del cordone
ombelicale in linfociti Natural Killer con un' elevatissima resa.
Si tratta di un innovativo
sistema colturale, completamente isolato dall' esterno e adatto ad un' attività
su larga scala. Permette addirittura un' espansione di oltre 2.000 volte ed una
purezza superiore al 90%.
Il Dottor Spanholz riesce a
superare la limitazione più importante per un più vasto uso queste cellule: il
basso numero ottenibile attraverso i metodi tradizionali, come la leucoaferesi,
la separazione dei globuli bianchi dal normale sangue periferico.3 4
Ha preso spunto dagli studi del
Dottor Sutlu. Per primo aveva osservato i vantaggi nel ricorrere ad un
bio-reattore, isolato ed automatizzato, nella produzione di linfociti NK da
staminali, rispetto alle classiche beute o contenitori. Le cellule immunitarie,
così generate, evidenziavano una migliore espansione, funzionalità e purezza.
Presentavano una più intensa azione contro le cellule neoplastiche o i virus,
probabilmente legata alla maggiore espressione dell' Nkp44, che fa parte di una
famiglia di recettori, in grado di attivare la citotossicità naturale.5
Già nel recente passato sono
stati registrati studi sull' uomo con linfociti molto più deboli di quelli ora
prodotti dalle staminali cordonali, sia per la terapia della leucemia,6 7 come
per i tumori solidi.1
Grazie al lavoro dello University
Medical Centre di Nijmegen i medici potranno adoperare un numero più elevato di
linfociti NK e i malati riceveranno ripetute infusioni multiple di queste
cellule, con possibili risultati che si prospettano davvero promettenti. Va
considerato poi che il numero elevato di linfociti ricavati faciliterà trial su
larga scala.8
Questa scoperta favorirà sia la
sperimentazione, che le successive applicazioni sull'uomo, soprattutto contro i
tumori. Ciò anche per la potenza dei linfociti Natural Killer originati dalle
staminali cordonali crioconservate, decisamente maggiore rispetto a tutti gli
altri, come dimostrato nelle ricerche per la cura del diabete. Lo stesso
scienziato olandese l' ha potuta verificare nel suo interessante studio, per
bloccare la crescita del melanoma grazie alle cellule progenitrici, originate
dalle staminali cordonali ematopoietiche.9
Di grande rilievo la nuova tecnica
per la cura della leucemia mieloide acuta, che abbina il trapianto di staminali
con quello di linfociti NK, che ne potenziano l' azione terapeutica, riducendo
i rischi di Graft Versus Host Disease (GVHD), la reazione immunologica delle
cellule trapiantate contro l' organismo del ricevente. Pure in questo caso l'
eccezionale efficacia di questi linfociti, generati dalle staminali cordonali,
giocherà un ruolo decisivo per la salvezza di molti malati.8
L' immunoterapia contro il cancro
potrebbe ricevere un forte impulso dalle proprietà dei Natural Killer, anche
per la loro capacità d' indirizzarsi in maniera specifica verso cellule
tumorali o, in ogni caso, alterate patologicamente: l' effetto “homing”.10
Dopo ricerche approfondite gli
scienziati del Radboud University Medical Centre hanno realizzato un innovativo
metodo colturale, caratterizzato dalla proprietà di produrre linfociti NK dalle
staminali ematopoietiche del cordonale ombelicale, decisamente più potenti,
estremamente pure ed in numero davvero impressionante, con un impatto
significativo sul piano clinico.8
In una prima fase ottengono l'
espansione delle staminali cordonali CD34+, realizzata con due diversi mezzi di
coltura, adoperati in successione, per mezzo di un sistema denominato CliniMACS:
il loro numero viene moltiplicato 39 volte dopo una settimana e di 160 allo
scadere della seconda. Così ricavano 1,96x106 progenitrici, presentando una
resa del 50%, contro un risultato del 31%, raggiunto in passato da altri
ricercatori.11 12
Successivamente si differenziano
in ben 2 miliardi di linfociti Natural Killer estremamente attivi, sottoposti
ad espansione in bio-reattori automatizzati, ad alta efficienza. Il
procedimento si basa sull' azione di particolari citochine sulle staminali del
cordone ombelicale in contenitori gas permeabili. Vengono aggiunti al medium le
Interleuchine Il-2 Il-7 e Il-15, oltre allo Stem Cell Factor (SCF), sostanza
essenziale per l' ematopoiesi, la formazione delle cellule riproduttive e dei
melanociti, lo sviluppo del midollo osseo, oltre che del fegato.13 14
Alla sesta settimana il Dottor
Spanholz ottiene una moltiplicazione di ben 2.100 volte dei linfociti NK,
generando da 1,6 a 3,7x109 di tali cellule differenziate, con una purezza del
92%. Questa tecnica non necessita dell' utilizzo di altri tipi cellulari o di
composti di origine animale.
Tutto il processo risulta
totalmente sicuro, come l' immagazzinamento e la messa a disposizione per scopi
di ricerca e terapeutici. Non risulta alcuna produzione di linfociti T o B, che
potrebbero comportare rischi. L' equilibrio dei segnali provenienti dai
recettori attivatori ed inibitori permette di modulare l' identificazione e la
successiva eliminazione sia delle cellule maligne, sia di quelle infettate da
virus.15
I ricercatori olandesi ritengono
che le caratteristiche e la quantità enorme di cellule prodotte ne
permetteranno un immediato utilizzo nella fase I di un trial clinico su
pazienti affetti da leucemia mieloide acuta, con scarse possibilità di
guarigione. La loro eccezionale citotossicità potrà certamente risultare assai
utile anche per altre sperimentazioni nei più vari campi medici, a partire
dall' oncologia.
*
NOTE
1) Fujisaki H, Kakuda H,
Shimasaki N, Imai C, Ma J, et al. Expansion of highly cytotoxic human natural killer cells for cancer cell
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3) G Hahn, B Stuhlmüller, N Hain, J R Kalden, K
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