Noi e i nostri figli schiavi delle pastiglie, di Antonio Mazzi, Famiglia
Cristiana, 7 giugno 2012, http://www.exodus.it/exodus/jupgrade/index.php/articoli/345-noi-e-i-nostri-figli-schiavi-delle-pastiglie
Pare che da uno studio del CNR,
otto ragazzi su cento si “dopano” facendo ricorso a psicofarmaci, soprattutto
prima degli esami, per evitare attacchi di panico, ansie e paure. Ogni anno
queste ricerche escono puntuali, devastanti, incomplete.
Per chi conosce i primi rudimenti
di psicologia, dovrebbe sapere, ad esempio, che la parola “doping” scatena
conseguenze incontrollate, collegando il grande mondo dello sport con il
piccolo mondo quotidiano. E qui, i nostri figli, ci bazzicherebbero dentro a
manetta.
Purtroppo il fenomeno è
conosciuto e denunciato da noi, operatori di comunità, da sempre, senza usare
paroloni imprudenti. Con una preoccupazione molto meno medica e molto più
educativa. I calmanti, gli stimolanti, le pillole per diete e cose simili, sono
usati da famiglie intere quasi sempre con il consenso dei genitori.
Ripeto che non mi fido dei
campioni elaborati dagli istituti di ricerca. Le risposte sono sempre meno
credibili. I ragazzi, soprattutto se adolescenti, nel campo degli psicofarmaci
collegati all’alcol e alle droghe, rispondono come vogliono e come “tira il
vento”.
Del pericolo di imitazioni e di
traini facili, ho già detto sopra. L’adolescente difficilmente si apre e ancor
più difficilmente denuncia quello che fa. Ha una sua maschera che usa ad
autodifesa delle birichinate. Se poi, aggiungiamo anche l’ambiente scolastico,
strano e falso, la frittata si completa.
Urge convincere i genitori, quasi
obbligarli, a svuotare gli armadietti dei farmaci e ad essere i primi a non
farne uso, con o senza i certificati medici. In Italia siamo maniaci e
farmacodipendenti. Le percentuali degli adulti che usano tranquillanti è spaventosa.
Manchiamo di un’educazione preventiva, di una regola di benessere fisico e
psichico più legato al verde, alle passeggiate nei parchi, all’alimentazione vegetariana e sana, alla
meditazione interiore, auto rilassante, alle tisane, alla musica classica.
Perciò il pericolo c’è ma non è
legato solo ai giovani e nemmeno all’efficienza intellettiva e memonica in
prossimità degli esami. L’ignoranza nostra, in questo campo, è deleteria,
atavica, e come al solito arriviamo quando sono scappati carro e buoi.
Già pochi giorni dopo la nascita,
sento genitori parlare di pillolette, purghette, di pediatri ad ogni piè
sospinto. Non allarmiamoci e tantomeno non allarmiamo i nostri figli.
Lavoriamo molto prima. Attenzione
ai rifornimenti via internet e per le ragazze non fermiamoci al compito in
classe, o all’interrogazione di chimica. Il preoccupante fenomeno
dell’anoressia e della bulimia ha percentuali ancora più deleterie.
E le miscele di farmaci, coca,
alcol, sono molto più spaventose e non sono legate solo al fine anno
scolastico. Se dobbiamo allarmarci, facciamolo in modo intelligente,
permanente, meno paranoico. Ne abbiamo riparlato più volte da queste pagine.
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