Sclerosi multipla, la ricerca cambia la qualita' della vita - In arrivo
farmaci innovativi. La risposta alle cure non e' uguale per tutti, notizie
tratte da La Nazione, Alessandro Malpelo, 11/06/2012, http://news-notizie.wineuropa.it
CENTRALITÀ del paziente. Saper
ascoltare. Espressioni che rimbalzano nella comunità dei neurologi, gli
specialisti sembrano più attenti ai segnali di disagio che provengono dalle
persone con sclerosi a placche e altre patologie invalidanti.
La prova lampante viene dai
giorni del terremoto, dai disabili assistiti dalla Croce rossa, Unitalsi,
Misericordie e una miriade di sigle di volontariato nelle tendopoli. Cateteri,
sedie a rotelle, tutori e tanta voglia di rimettersi in piedi. Parliamo di
madri coraggio come Carolina Ferraresi, bloccata dal sisma al confine tra
Modena e Ferrara, la casa crollata, una figlia accampata nella vicina città di
Mirandola, donne che non gettano la spugna, non mollano gli affetti, e portano
avanti la battaglia per vincere la sclerosi multipla sia pure in mezzo a mille
difficoltà.
Anche per loro, e per i medici di
famiglia che abbiamo visto all'opera nel cratere del sisma, tra ambulatori
inagibili e sfollati in preda al panico, la ricerca va avanti, con dignità:
«Nelle sperimentazioni occorre evitare due eccessi - avverte il ministro della
Salute, Renato Balduzzi - l'enfasi prima dei risultati attendibili e la
delegittimazione a priori». Sappiamo che non c'è ancora la cura risolutiva per
la sclerosi multipla. «Ma le terapie farmacologiche - ha affermato Giorgio
Foresti, presidente AssoGenerici, ad di Teva Italia - sono in grado di
modificarne il decorso e vediamo profilarsi farmaci in fase di studio
internazionale. La stessa azienda che rappresento ha grosse novità in arrivo».
IN ATTESA delle molecole «cucite
su misura», di cui si è parlato a Roma al Bems, convention sulla Evidence based
medicine nella SM, c'è ancora tanto da fare in termini di miglioramento della
qualità di vita. La società a volte non è in grado di offrire risposte a tutto
tondo. In Europa, del resto, esistono disparità di trattamento. «In Paesi come
l'Italia, la Finlandia o la Repubblica Ceca quasi tutti i malati di sclerosi
multipla sono trattati con farmaci innovativi - spiega Maria Trojano,
professore di neurologia e presidente designato di Ectrims - mentre in Francia,
Germania, Svizzera e Belgio non vengono trattati dal 20 al 40% dei pazienti».
Le politiche governative cambiano alle diverse latitudini.
Un altro dato ricorrente nelle
malattie croniche (vale anche per diabete, epilessie, artrite reumatoide e
Parkinson) sono le cure a intermittenza. «Si è visto che il grado di aderenza
alla terapia varia dal 40 al 60% già nei primi due anni di trattamento -
precisa la professoressa Trojano - e spesso a insaputa del medico. Tra le cause
di abbandono problemi economici, insorgenza di effetti collaterali, o la
percezione arbitriaria che il farmaco sia poco efficace. Come regolarsi? Il
medico deve avere un atteggiamento comunicativo, spiegare in maniera
comprensibile i limiti della terapia, e dialogare».
IL FUTURO, si dice, sarà giocato
sulla farmacogenomica, la possibilità di prevedere se un determinato tipo di
trattamento porterà o meno miglioramenti sulla base di un profilo genetico individuale
accertato. «Ma la sfida più grande - dichiara Alan Thompson, primario di
Neuroscienze a Londra e presidente del comitato scientifico della Federazione
internazionale sclerosi multipla - dipenderà dalla nostra capacità di stimolare
la neuroplasticità, il potenziale di recupero e riparazione che il cervello
possiede, da collegare alla riabilitazione, e che può essere valutato da
strumenti quali la risonanza magnetica funzionale».
Prenderà il via intanto, in varie
città d'Italia, uno studio di fase II su pazienti per sperimentare le
staminali. Lo ha annunciato Antonio Uccelli, centro sclerosi multipla
dell'Università di Genova. Prima regola, i fatti. Si è visto, per ora solo in
laboratorio, che queste cellule, le mesenchimali in particolare, non rigenerano
le fibre nervose perdute. Ma possono limitare le ricadute. Obiettivo dei test è
verificare, con la risonanza, se le staminali agiscono come farmaci per
spegnere l'infiammazione e agevolare i processi di riparazione. Se son rose...
«PRIMA O POI - è il parere del
manager Riccardo Palmisano, di Sanofi-Genzyme - le aziende farmaceutiche
dovranno accollarsi un costo per accertarsi dell'appropriatezza di impiego
delle nuove terapie lanciate sul mercato. Per chi produce innovazione, questo
non va visto come un onere ma come una benedizione».
La carrellata non finisce qui.
Abbiamo raccolto, a Milano, i contributi di Filippo Martinelli Boneschi,
responsabile del laboratorio di neurogenetica del San Raffaele, Graziella
Filippini, dell'Istituto Besta e Giovanni Meola del Policlinico San Donato. Li
presentiamo in queste stesse pagine. E rilanceremo sul web.
alessandro.malpelo@quotidiano.net
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