Badanti per nonni e disabili pagati dal Comune - Le novità: assistenti
personali h24. Il servizio valutato dalle famiglie. E lavoratori stabilizzati.
Il vicesindaco Belviso: le famiglie daranno i voti alla riforma dell'assistenza
domiciliare. – di Grazia Maria Coletti, 15/10/2011, http://www.iltempo.it/
Carmen Sepede Macchine
parcheggiate negli stalli riservati ai disabili, creando evidenti difficoltà a
chi si muove in carrozzella o ha un handicap tale da aver ottenuto dal Comune
un'area di sosta riservata, che poi
Badanti "laureati" per
anziani e disabili h24 pagati dal Comune. Non badanti qualsiasi. Ma assistenti
domiciliari personali, ritagliati sulle singole esigenze di nonni e portatori
di handicap. E la notizia è che il servizio di qualità fa risparmiare. Perché
non si spendono più soldi a vanvera ma sui bisogni reali. È una delle novità
della Riforma dell'assistenza domiciliare, presentata ieri mattina, ai Musei
Capitolini, dal sindaco Gianni Alemanno: «L'assistenza domiciliare è alla base
dell'integrazione socio-sanitaria, obiettivo che da sempre ci poniamo» ha detto
il primo cittadino. Una rivoluzione l'ha definita il vicesindaco e assessore
alle Politiche sociali di Roma Capitale, Sveva Belviso. Cui sono chiamati a
dare i voti i romani. «Controlliamo il lavoro svolto con la partecipazioni
delle famiglie - conferma Belviso - i nuclei familiari fanno parte della
commissione di valutazione del periodo sperimentale», partito il 1 ottobre nei
municipi II, IV, VIII e XIII; in tutti dal 1°marzo 2012. «La riforma che
abbiamo presentato oggi ha dato il via a una riforma storica, cambierà
radicalmente l'assistenza domiciliare per anziani e disabili» ne è convinta
Belviso che annuncia che «da qui a sei mesi arriverà quella sui minori». Niente
tagli. Migliori frutti. E più assistiti. Finora ogni anno si spendevano 64
milioni di euro per l'assistenza domiciliare degli 8.512 cittadini romani (21
milioni per 4025 anziani e 43 milioni per 4487 disabili), con una spesa media
annua di 9583 euro pro capite per i disabili (Saish) e 5217 per gli anziani
(Saisa) e una lista di attesa di 5377 utenti (1702 per il Saish e 3675 per il
Saisa). «Con gli stessi soldi ne assisteremo 1.700 in più, il 30% in più» dice
Belviso. Come? Evitando il fai-da-te nei municipi, dove si poteva passare da
2mila euro a 12 mila per l'assistenza agli anziani, o da 4.500 a 19 mila per
quella ai disabili. «Uniformando il servizio in tutti i municipi - spiega il
vicesindaco - riducendo gli sprechi e suddividendo equamente le risorse si
ristabilisce il principio di equità sociale. E abbattiamo le liste d'attesa».
La rimodulazione del sistema basata su un'eguale suddivisione delle risorse,
consentirà di ottenere circa 15 milioni di euro annui grazie ai quali gli
anziani assistiti, in base alle stime che verranno verificate durante la
sperimentazione, aumenteranno del 31,5% e i disabili del 28%, con un abbattimento
medio delle liste d'attesa del 30%. Viene introdotta l'opzione di scelta tra
assistenza diretta e indiretta, a seconda della richiesta dell'utente. Tra le
novità anche i gruppi di lavoro: l'assistenza per un massimo di 5 persone. E
c'è la possibilità di un contributo per l'assistente personale h24. Mai più
assistenza-lampo. E non è solo un fatto di tempo. «Il progetto deve essere
personalizzato - spiega ancora il vicesindaco Belviso -. Non sarà tanto legato
all'orario, importante è che si faccia bene quello che è stato stabilito per
quella quella persona». Per questo viene inserito un meccanismo di controllo.
Cui partecipano anche le famiglie. «Viene registrato l'orario di entrata e
uscita da una casa con un palmare. La famiglia darà i voti sul servizio». Una
riforma che fa bene a chi ha bisogno e a chi lavora. Si supera il precariato,
spiega Belviso. «Per la prima volta - dice - il Comune accredita gli enti
gestori sul modello sanitario. Le persone hanno la stabilità di lavoro».
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