12/10/2011 - IL CASO - I Bradford d'Italia: "I figli non possono
essere un lusso" - Patrizio Alessandrini con la moglie e i loro nove figli
nella casa di Teramo: "Nonostante le promesse, le istituzioni si sono
dimenticate delle famiglie come noi" - Famiglie numerose in piazza: basta
privilegi ai single di FRANCESCA PACI
ROMA
Si fa presto a dire pane. Sapete
quanto può costare l’alimento primario a una famiglia di undici persone? Al
ritmo di 12 kg alla settimana il conto si aggira sui 140 euro al mese. Un
dodicesimo dello stipendio da commesso d’elettronica di Patrizio Alessandrini.
Così lui, 41 anni, 9 figli e la busta paga incastrata al millesimo con quella
della moglie insegnante Carla, ha scoperto che conveniva di gran lunga
improvvisarsi fornaio: «Arrangiandomi risparmio circa 1500 euro l’anno e i miei
ragazzi hanno ogni giorno panini freschi per la merenda».
La creatività autarchica però,
tampona solo in minima parte l’esosa routine degli italiani come gli
Alessandrini, meno dell’1% delle famiglie a cui corrisponde il 17% dei nuovi
nati. Per questo stamattina Patrizio e decine di membri dell’associazione
Famiglie Numerose si radunano davanti a Montecitorio determinati a incatenarsi
alle transenne urlando ai parlamentari l’articolo 31 della Costituzione, quello
che, in teoria, accorda «particolare riguardo» ai nuclei con più figli,
L’avevano già fatto il 22 settembre scorso destando, tra le poche, l’attenzione
del presidente della Camera. Ma l’appuntamento ottenuto allora da Gianfranco
Fini è rimasto pura astrazione mentre si è concretizzato l’aumento di bollette,
benzina, cibo rincarato al punto da rendere la carne un superlusso
bisettimanale.
«Avere molti bambini è una scelta
personale, ma garantisce il futuro della comunità, dalla conservazione della
specie ai contributi pensionistici» osserva Patrizio Alessandrini. Eppure,
lungi dal ricevere sostegno, si sente addirittura ostacolato dallo Stato:
«Prendiamo l’acqua, il gas, l’elettricità: con 9 figli a carico pago il 40% in
più di uno che vive solo. E pensare che in Spagna ne bastano 4 per avere uno
sconto del 60% sui biglietti del treno». Provocatoriamente, insieme ad altri
come lui, ha chiesto la cittadinanza a Francia e Germania.
Per vivere, ammette Patrizio, con
due stipendi si vive. Agli escamotage economici però, vanno aggiunti quelli
filosofici: «Ai nostri ragazzi non manca nulla. A settembre tra libri,
cartoleria e scuolabus se ne sono andati quasi 2 mila euro. Ma, per esempio,
nessuno di loro partecipa alle gite di classe, solo i due che hanno problemi di
schiena frequentano un corso di nuoto e ad eccezione dell’unico pc di casa l’elettronica
resta confinata al negozio in cui lavoro». Vale a dire che neppure la
primogenita Valeria, 17 anni, possiede un telefonino: «Se lo comprerà con i
soldini del suo 18esimo compleanno. A volte è dura perché i minori possono
essere spietati e sottolineare le loro diversità, ma almeno Valeria è immune
dalla febbre che vedo ogni giorno negli occhi dei ragazzini in fila alla cassa
per la ricarica da 5 euro». Certo capita che lamentino le restrizioni, come il
13enne Stefano: «Un giorno, era piccolo, mi minacciò che per protesta sarebbe
andato via di casa appena avesse avuto 30 anni...». Alfine la normalità
domestica batte quella sociale.
Cosa potrebbe fare lo Stato per
gli Alessandrini? Tanto per iniziare realizzare che in Italia le famiglie
Bradford sono poche ma esistono: «Ci rispondono sempre che le norme riflettono
la realtà e che nella nostra quasi nessuno ha oltre due figli. Solo che
denunciando insieme un reddito di 44 mila euro io e mia moglie paghiamo il
ticket mentre una coppia di single da 35 mila euro ciascuno ne è esente: è
giusto o penalizza le famiglie? Il risultato è che un mio amico sta
considerando di divorziare per risparmiare fiscalmente 900 euro». Anche
Patrizio, scherza, ci pensa: almeno quanto pensa al decimo bimbo.
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