Aborto:
un triste primato non riconosciuto, di Stefano Bruni, pediatra, 10
ottobre, 2011, http://www.uccronline.it
I
Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione
e il controllo delle malattie, abbreviati in CDC, www.cdc.gov) sono
un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli
Stati Uniti d’America. Il loro compito più noto al pubblico non
specialistico (anche per via di romanzi e film catastrofici su
epidemie virali a diffusione globale) è quello di monitorare,
prevenire e suggerire gli interventi più appropriati in caso di
contagio diffuso ed epidemie. Tuttavia i compiti di questo organismo
sono anche molti altri e molto diversificati.
Tra
gli altri, i CDC pubblicano anche report relativi ai dati sulla
mortalità, sulla natalità e sul numero di aborti negli Stati Uniti.
Come sempre accade, i dati definitivi relativi ad un determinato
periodo sono resi disponibili a distanza di alcuni anni in quanto
questi dati vengono elaborati con severi criteri statistici e il dato
aggregato scomposto in tanti sottogruppi di dati più o meno
correlati gli uni agli altri. Al momento sono disponibili i dati
definitivi, ad esempio, delle principali 10 cause di mortalità negli
Stati Uniti per l’anno 2007 (non stiamo parlando dunque di secoli
fa ma dell’altro ieri).
Ebbene,
se andiamo a leggere la suddetta relazione (ahimè è in Inglese ma,
se vi interessa leggerlo, lo trovate completo a questo link)
scopriamo che nel 2007 negli Stati Uniti sono morte 2.423.712
persone. Se andiamo a vedere le principali 10 cause di morte nel 2007
negli Stati Uniti (che insieme rappresentano più o meno il 76% di
tutti i morti del 2007), il report ci dice che la causa di morte più
frequente è stata la patologia cardiaca (616.067 morti), seguita da
cancro (562.875 morti), stroke cerebrovascolare (135.952 morti),
malattie croniche delle basse vie aeree (127.924 morti), incidenti
(123.706 morti), malattia di Alzheimer (74.632 morti), diabete
(71.382 morti), influenza e polmonite (52.717 morti), nefrite,
sindrome nefrotica e nefrosi (46.448 morti), setticemia (34.828
morti).
Ho
voluto leggere anche un altro paio di rapporti ufficiali e così ho
trovato, nel primo, dati molto interessanti sulla natalità nel 2007
negli Stati Uniti dove sono venuti al mondo 4.316.233 bambini. Questa
è certamente una buona notizia, perché negli Stati Uniti
evidentemente nascono molte più persone di quante ne muoiano (la
differenza positiva è di poco meno di 2.000.000).
Mi
sono poi documentato, sempre attingendo a dati ufficiali, su quanti
siano stati gli aborti negli Stati Uniti nel 2007 ed ho scoperto che
purtroppo in quell’anno sono state interrotte un totale di 827.609
gravidanze, un numero agghiacciante. Ho fatto due calcoli e ho
scoperto che, benché non riportato tra le prime 10 cause di morte
negli Stati Uniti, in realtà l’aborto è la prima causa di morte,
prima delle malattie cardiache, visto che l’aborto uccide circa
200.000 vite più che le malattie cardiache.
Che
fine ha fatto allora l’aborto nel report relativo alle prime 10
cause di morte? È triste ma, evidentemente, queste vite (perchè si
tratta di vite umane, anche se non ancora nate) non contano nemmeno
per le statistiche sulla morte.
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