AGROALIMENTARE/ Un sapere antico
incontra le nuove tecnologie , Redazione, mercoledì 12 ottobre 2011, www.ilsussidiario.net
Si parla molto in questo periodo
di alimentazione e Milano sta scaldando i motori in vista dell’Expo, che a
questo tema, declinato su scala mondiale, sarà dedicata. Nei prossimi giorni si
inaugurerà al Museo della Scienza e della Tecnologia una grande mostra sul cibo
e sulle abitudini alimentari; ma si parla tanto anche di sicurezza alimentare e
del ruolo che in questa possono giocare le tecnologie.
Così, nello scorcio conclusivo di
questo anno mondiale della chimica, è interessante mettere a fuoco il contributo
che proprio dalla chimica può giungere in questa direzione. L’argomento è stato
oggetto di studi approfonditi da parte di associazioni come Agrofarma, Aispec,
Assofertilizzanti, Assobiotec e di un convegno, “Innovazione per un’agricoltura
e un’alimentazione sostenibile”, promosso da Federchimica, Regione Lombardia ed
Expo 2015.
L’innovazione svolge un ruolo da
protagonista nel settore agroalimentare. A partire dall’agricoltura, che sta
riacquistando gradualmente presso l’opinione pubblica un ruolo di fondamentale
importanza, quel ruolo primario che le è sempre spettato lungo tutta la storia
dell’umanità. E tuttavia questo riposizionamento, osservano gli esponenti delle
citate associazioni, «può prestarsi a fraintendimenti e letture non del tutto
corrette di ciò che è l’agricoltura e con essa tutto l’agroalimentare. C’è una
malintesa idea di naturalità e di rispetto per il consumatore e l’ambiente che
ha portato, talvolta in buona fede, a ritenere l’agricoltura come la pietra di
paragone per un ritorno alla natura, ritorno ad una dimensione nella quale le
innovazioni tecniche moderne vengono viste con diffidenza se non con timore».
L’innovazione svolge un ruolo di
primaria importanza in agricoltura e nell’agroalimentare più in generale. La
difesa delle coltivazioni è il punto di partenza. Proteggere le coltivazioni da
parassiti infestanti, grazie ad esempio al corretto utilizzo degli agrofarmaci,
significa evitare perdite inutili di raccolto e garantire la disponibilità
adeguata, anche a prezzi accessibili, di prodotti alimentari.
Gli agrofarmaci rivestono anche
un altro importante ruolo, quello di tutelare la salute dei consumatori. I
fertilizzanti sono lo strumento principale grazie al quale l’agricoltore può
prendersi cura del bene più prezioso di cui dispone: la terra. «La terrà è
l’alfa e l’omega della produzione agricola e agroalimentare. I fertilizzanti
sono per le piante ciò che il cibo è per l’uomo. Il corretto uso dei
fertilizzanti, alla base dell’agricoltura integrata e sostenibile, concorre anche
in questo caso a garantire il soddisfacimento della crescente domanda di
prodotti alimentari».
L’innovazione in agricoltura
passa inoltre attraverso le biotecnologie, «la forma oggi forse più evoluta e
ad alto contenuto di ricerca in agricoltura». Le biotecnologie possono
costituire un valido supporto alla produzione alimentare; infatti, oltre ad
integrarsi con gli agrofarmaci e i fertilizzanti per la difesa e il nutrimento
delle piante, possono aiutare quest’ultime a crescere sane anche in aree ostili
e poco adatte alla coltivazione.
La tutela ambientale, si è detto
nel convegno, «è un altro fondamentale tassello dell’intera filiera
agroalimentare e trova la sua prima garanzia nell’agricoltore. La natura stessa
del suo ruolo pone infatti l’agricoltore a stretto contatto con tutto ciò che
sta a monte della filiera agroalimentare. L’agricoltore conserva da sempre una
memoria antica e una conoscenza profonda, quasi viscerale, dei ritmi e delle
esigenze dell’agricoltura, della terra e delle piante. Anche in questo caso
l’innovazione può essere di grande aiuto nel consentirgli di svolgere ancora
meglio il proprio lavoro. Allo stesso modo l’innovazione in agricoltura non
modifica, semmai valorizza, l’antico sapere dell’agricoltore, quel sapere che
costituisce il suo capitale più prezioso e che è la base di partenza, non la
contrapposizione, di ogni innovazione».
L’agricoltore è quindi il
soggetto principale di un’agricoltura sostenibile, proprio perché unisce alla
sua esperienza la conoscenza frutto della ricerca e dell’innovazione, un
binomio i cui due termini si rafforzano a vicenda. È evidente, ad esempio, che
oggi è più che mai è necessario coniugare l’incremento della produzione
agricola con la riduzione dell’impatto ambientale. Ma questo lo sapevano fare già
gli agricoltori del passato; oggi possono farlo ancor meglio grazie
all’innovazione tecnologica: i mezzi tecnici a disposizione consentono di
ottimizzare l’utilizzo del suolo, dell’acqua e dell’energia garantendo al tempo
stesso sostenibilità economica di lungo periodo.
«Rinunciare a priori a questo
approccio per timori preconcetti verso la chimica e la tecnologia,
significherebbe rinunciare a migliorare le condizioni di vita di molte
popolazioni nel mondo, rinunciare a difendere in modo sostenibile l’ambiente,
rinunciare a garantire prodotti alimentari a prezzi accessibili anche nei Paesi
sviluppati, a cominciare dall’Italia, rinunciare a sostenere l’agricoltore
nello svolgimento della sua fondamentale professione».
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