Bioetica e morale, cristiani normalizzati di Carlo Bellieni, 12-10-2011,
http://www.labussolaquotidiana.it/
Dove sono finiti i cristiani? In
chiesa quando c’è un bel matrimonio, ma quando si parla di diritti di chi non
ha voce… “La religione non viene negata, ma pensata con un suo ruolo ben
delimitato; interviene solo in parte e marginalmente nel giudizio etico e nei
comportamenti.” E’ quanto ha afferma mons Rino Fisichella, (Presidente del
Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione) in un intervento svolto
alcuni giorni fa a Tirana.
E ha ragione. In campo etico
(aborto, droga, contraccezione) la gente cristiana all’anagrafe non agisce da
immorale, cosa che implicherebbe una scelta tra bene e male; semplicemente vive
buggerandosene del cristianesimo. Infatti i cristiani, fatte le dovute
eccezioni, divorziano come gli altri, vanno alla ricerca delle imperfezioni
genetiche dei loro feti e in buona parte li eliminano se sono imperfetti; non
dissentono verso i protocolli in cui in molti Paesi gli ospedali lasciano
sospendere le cure ai neonati sulla previsione di una futura disabilità;
accettano nei fatti la diffusione e la banalizzazione della droga e accettano
come ineluttabile la manipolazione, la distruzione o il congelamento di
embrioni umani. O perlomeno, se c’è una differenza tra il comportamento dei
cristiani in questi ambiti, non appare in pubblico, tanto da far pensare ad
un’assimilazione dei comportamenti tristemente modaioli in ambito etico.
Davvero serve una nuova
evangelizzazione. E’ questo il senso di quanto ho recentemente scritto
sull’Ossevatore Romano, parlando di “fretta e interessi economici: una non
rassicurante chiave di lettura di alcune novità in campo bioetico. Ormai certe
pratiche sono routine, digerite, assorbite e soprattutto «normalizzate» anche
tra molti credenti, medici e non medici”.
Eppure ci sarebbero gli strumenti
per obiettare e dissentire: la legge 40 stessa prevede l’obiezione di coscienza
all’articolo 16; e per chiunque è possibile organizzarsi, alzare la voce e
parlare per ribadire certi principi; ma anche in Italia – Paese cattolico - si
arranca, tanto che il Bel Paese ha il record mondiale di diagnosi prenatale
genetica, senza che questo sollevi particolari preoccupazioni.
Perché questa rassegnazione,
mentre invece il mondo scientifico alza la voce per mostrare le conseguenze
negative di tante presunte “conquiste etiche”?
Il nuovo ordine mondiale è
questo: accettare qualunque cosa nel campo sociale, pur di essere lasciati
“liberi” di fare quel che vogliamo in casa nostra. “A differenza del recente passato, si
tollerano e si sopportano molto di più le ingiustizie e le disuguaglianze
sociali, piuttosto che le proibizioni che intaccano la sfera privata.” continua
mons. Fisichella. I cristiani sono stati assimilati, magari consolati da
qualche legge che fa ancora da argine alle derive in campo bioetico; ma mentre
perfezioniamo le leggi, forse i buoi sono già scappati, e sarebbe il caso di
riprendere ad educare invece di pensare solo all’ufficialità delle leggi; e a
farsi educare da certi ambienti laici, legati all’amore per la natura e la non
manipolabilità della vita, proprio come accadde nel 2004 per il referendum
sulla legge 40, quando si spiegavano casa per casa e parrocchia per parrocchia
i termini della questione, con tutte le obiezioni possibili, con tutte le
alleanze possibili.
Insomma, dove sono finiti i
cristiani? Chi li trova (ma
fortunatamente ci sono ancora!) batta un colpo.
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