Michigan (Usa): l’aborto a nascita parziale diventa illegale, 4 ottobre, 2011, http://www.uccronline.it
Piccolo successo pro-life nel
Michigan (USA) che si unisce alla grande riforma anti-abortista che ha
cominciato ad invadere gli Stati Uniti negli ultimi due anni. Sia il Senato (29
a 8) che la Camera (75 a 33) hanno
accolto un disegno di legge che vieta l’aborto a nascita parziale. Il Michigan
si accoda così a tanti altri Stati che vietano questa atroce e raccapricciante
pratica.
Come abbiamo spiegato nel nostro
dossier sulle pratiche abortive, anche attraverso un video dimostrativo, questa
tecnica viene utilizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza.
L’abortista, guidato dagli ultrasuoni, infila delle pinze nel canale cervicale
e posiziona il feto umano con i piedi in direzione dell’uscita e la faccia
rivolta in basso. Il corpo del bambino viene tirato nel canale di nascita, ma
la testa, troppo grande per passare attraverso la cervice, viene lasciata
all’interno. Il medico quindi inserisce delle forbici chirurgiche alla base del
cranio del feto ancora vivo, praticando un foro e allargandolo con le punte,
creando così un’ampia ferita nel cranio. Un aspiratore risucchia quindi il cervello
e il cranio, privo del contenuto, si assottiglia fino ad uscire.
Il nuovo ddl consente che un
medico che pratichi questa tecnica possa essere incriminato per due anni.
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