Perché si accusa di creazionismo chi critica il neo-darwinismo?, 4
ottobre, 2011, http://www.uccronline.it
Il celebre biologo e genetista di
fama internazionale Richard Lewontin, luminare dell’Università di Harvard e
ritenuto uno dei più grandi evoluzionisti viventi avendo avuto un ruolo
fondamentale nello sviluppo delle basi matematiche della teoria evolutiva, ama
definire “post panglossiana” la tribù neo-darwinista. Secondo il celebre
genetista, il neo-darwinismo è «un tipo di darwinismo volgare, caratteristico
di fine Ottocento e riportato in auge negli ultimi dieci anni». E ancora: «la
selezione naturale non è una nozione mistica, come tendono invece a definirla i
neodarwinisti. Ci sono ormai troppe risposte che vanno sotto il nome di
“selezione”, ma che non rispondono alle grandi domande. Sono risposte vuote. I
cultori dell’evoluzionismo come Dennett e Dawkins hanno fatto dell’evoluzione
una nozione astratta».
Tuttavia, secondo gli adepti
dell’ideologia neo-darwinista, il genetista Lewontin, avendo osato criticare la
selezione naturale e la chiesa neodarwinista in questo modo, sarebbe ovviamente
un “creazionista“. La stessa assurda tattica dialettica è stata recentemente
utilizzata contro l’articolista del post intitolato “L’Australopithecus sediba
contro Darwin, il neo-darwinismo e il gradualismo”, apparso su questo sito
qualche giorno fa. Il responsabile di
questa discriminazione si chiama Stefano
Della Casa, sconosciuto giornalista scientifico, appassionato di tecnologia,
cinefilo e frequentatore assiduo dei Darwin’s Day in tutt’Italia, vere e
proprie giornate di culto del noto naturalista. Nel nostro articolo si mostrava
scetticismo verso una parte dell’evoluzione ma assicurando contemporaneamente
che essa non può essere messa in discussione. Precisazione d’obbligo, si vede
scritto, proprio «per non illudere troppo il movimento creazionista». Della
Casa, dopo averci citato, ha comunque pensato bene di commentare: «Ovviamente
siamo di fronte alla forma più recente di Creazionismo, quella che cioè a volte
aborrisce il termine stesso preferendo definirsi antievoluzionismo». Secondo il
militante, osando avanzare delle critiche all’appartato evoluzionista, noi
saremmo dunque dei creazionisti che aborriscono di essere creazionisti. Veniamo
titolati come tali circa 8 volte, a tale martellamento ossessivo arriva l’opera
di convincimento che il devoto di Darwin vuole imprimere nei suoi lettori.
Bastano poche righe comunque
perché il Della Casa si contraddica e passi a considerarci come evoluzionisti,
anche se di serie B. Dichiara infatti chiudendo l’articolo: «Come sempre si
deve porre l’accento sul fatto che esistono diversi tipi di evoluzionismo, in
particolare due: quello “ortodosso” e quell’altro là, qualunque esso sia». Il
neo-darwinista e i suoi amici farebbero parte ovviamente dell’evoluzionismo
ortodosso. Il biologo Enzo Pennetta, anche lui divertito da questa isterica
reazione neodarwinista, ha però fatto notare sul suo sito web che nei
dizionari, la parola “ortodossia” sta per: “rigorosa fedeltà ai principi di una
religione, di un’ideologia, di una dottrina, di una politica“. Nel suo articolo inoltre ha risposto
ottimamente a tutte le altre questioni sollevate dal giornalista, dunque
evitiamo di farlo anche noi e rimandiamo al suo portale. Recentemente è dovuto
intervenire ancora una volta contro questa forma di discriminazione, altre
volte ha invece risposto a veri e propri attacchi personali.
Orgogliosi di non fare parte
della “religione, ideologia e dottrina dell’evoluzionismo ortodosso”, così come
dice Della Casa, sottolineiamo che i
neo-darwinisti sono costretti per forza a tacciare di “creazionismo” anche
l’evoluzionista non credente Massimo Piattelli Palmarini, dato che dichiara:
«La selezione naturale è molto marginale nello spiegare i meccanismi
dell’evoluzione. Il neo-darwinismo è morto e non resuscitabile». Allo stesso
modo è sicuramente un “creazionista” anche il biologo darwinista Francisco
Ayala, poiché sostiene: «noi scienziati parliamo di Darwin, non di darwinismo
o neodarwinismo. Queste ideologie sono fuori della scienza». E lo è anche
l’evoluzionista Jerry Fodor poiché afferma: «la letteratura neodarwinista è del
tutto priva di senso critico». I neo-darwinisti tacciano di creazionismo anche
Eugene Koonin, autorità internazionale sull’evoluzione, il quale ha dichiarato:
«la visione fortemente dogmatica del darwinismo è caratteristica della sintesi
moderna operata dalla biologia dell’evoluzione. Non è che la selezione naturale
sia “sbagliata”, anzi, è una grande scoperta. Semplicemente non racconta tutta
la storia che sta dietro l’evoluzione della vita». Infine, l’etichetta
“creazionista” pioverebbe anche sul filosofo Giulio Giorello dato che apprezza il
volume “Gli errori di Darwin“ (Feltrinelli 2010) dicendo: «Darwin ha spiegato
due cose: l’evoluzione delle specie, la parte del darwinismo che il libro
riconosce funzionante, e il meccanismo adattazionista, che invece mette in
discussione. E secondo me in modo efficace. C’è una certa ideologia
neodarwiniana, questo è vero».
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