Studio USA: la terapia sugli omosessuali funziona e non danneggia, 3 ottobre, 2011, http://www.uccronline.it
I terapeuti a favore della
normalizzazione dell’omosessualità sostengono che sia impossibile cambiare
l’orientamento sessuale e che il tentativo di cambiamento è intrinsecamente
dannoso. Tuttavia, i risultati finali di un lungo studio pubblicato sulla
rivista peer-reviewed “Journal of Sex and Marital Therapy” hanno decretato,
come tante altre ricerche, che la terapia di cambiamento è possibile,
funzionante e non pericolosa.
Gli psicologi Stanton L. Jones
del Wheaton College e Mark A. Yarhouse della Regent University sono gli autori
di questo studio longitudinale che ha seguito gli individui che hanno cercato
il cambiamento dell’orientamento sessuale coinvolgendosi con appositi centri
specializzati. Gli autori fanno notare che lo studio supera la tipica critica
avanzata circa i dati delle terapie per il same-sex attraction (SSA), secondo
cui i risultati non sarebbero adeguatamente documentati in un giusto periodo di
tempo. Questo studio invece ha seguito 98 candidati per un periodo di 6-7 anni
dopo la conclusione della cosiddetta “terapia riparativa”.
I risultati mostrano chiaramente
come la maggior parte dei candidati ha avuto successo nell’obiettivo di
cambiare l’orientamento sessuale e che il tentativo non è stato affatto
dannoso. D’altra parte questo è già stato in qualche modo appurato nel 2010
dallo studio apparso sul “Journal of Human Sexuality” ed intitolato
“Homosexuality and Co-Morbidities: Research and Therapeutic Implications“, nel
quale si concludeva così: «cambiare orientamento sessuale non porta a tentativo
maggiore di suicidio». Gli autori riferiscono anche che la misura del disagio
psicologico non è, in media, aumentata né associata, quando è presente, al
tentativo di cambiare l’orientamento: «Questi risultati non dimostrano che il
cambiamento di orientamento sessuale è categoricamente possibile per tutti o
per nessuno, ma piuttosto sostiene che sono possibili cambiamenti
significativi, che diventano poi cambiamenti reali a lungo termine». Il
comunicato ufficiale sottolinea anche che «i risultati non dimostrano che
nessuno rimane danneggiato dal tentativo di cambiamento, ma piuttosto che il
tentativo non sembra essere dannoso o intrinsecamente dannoso».
Sul sito Lifesitenews.com si
ricorda che nel 2009 è stata pubblicata una meta-analisi sulla terapia per
persone con indesiderata attrazione dello stesso sesso (o “unwanted same-sex
attraction”), la quale ha concluso che l’omosessualità non è immutabile e che
gli individui in cerca di cambiamento potrebbero trarre beneficio da tale
terapia. Il rapporto ha incluso 600 rapporti di medici e ricercatori pubblicati
principalmente su riviste professionali e peer-reviewed.
Sebbene l’American Psychological
Association (APA), dichiaratamente “gay-friendly” scoraggi i professionisti
della salute mentale ad offrire una terapia di riorientamento sessuale, la
posizione ufficiale del gruppo ammette che ci sono “insufficienti prove” per
approvare o screditare la pratica. L’omosessualità è stata declassificata come
un disturbo mentale nel 1973 dal “Diagnostic and Statistical Manual of Mental
Disorders” (DSM), dopo anni di forte pressione da parte degli attivisti della
lobby gay e con una votazione molto discussa. Questo, riporta ancora
l’importante sito web, ha innescato un cambiamento politico di altre
associazioni professionali, che oggi si oppongono in maniera uniforme alla SSA
therapy. L’APA è anche dichiaratamente pro-choice in merito all’aborto,
tuttavia uno studio recente ha dimostrato che la sua dichiarazione si basa su
studi minori e superficiali e che la sua posizione è altamente politicizzata.
Ricordiamo infine che il dott.
Robert Spitzer, allora il responsabile del cambiamento nel DSM, ha tuttavia
invertito -30 anni dopo- la sua posizione sulla terapia per le persone
omosessuali, scegliendo di supportarla. Nel 2004 invece, il noto psicologo
Robert Perloff, ex presidente dell’APA, ha aderito ufficialmente alla National
Association for Research & Therapy of Homosexuality (NARTH) -www.narth.com-
sostenendo: «sono felice di aderire alla posizione della NARTH: essa rispetta
la dignità di ogni cliente, l’autonomia e il libero arbitrio. Ogni individuo ha
il diritto di rivendicare un’identità gay o di sviluppare il suo potenziale
eterosessuale. Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio
adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile. Condivido pienamente
la posizione della NARTH».
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