Trans e coppie gay, le priorità di Bersani & C. di Tommaso
Scandroglio, 11-10-2011, http://www.labussolaquotidiana.it
Equality Italia è un’associazione
che secondo statuto “si adopera per il superamento di ogni discriminazione e
disparità”. Tanto per non discriminare tra le discriminazioni, Equality stila
una serie ampia di ragioni che potrebbero essere motivo di trattamenti non
equi: età, sesso, religione, etnia, etc. Ma il più importante riguarda
“l’orientamento sessuale e identità di genere”. Diciamo che è la sua bandiera,
tanto che lo slogan più citato nel sito è “La nostra identità di genere?
Umana”.
Ad un anno di distanza dalla
fondazione si è tenuto sabato scorso il suo primo congresso. L’associazione è
neonata secondo l’anagrafe ma può già vantare vecchi e noti amici. Ed ecco
allora giungere in occasione di questo congresso i saluti di alcune tra le più
importanti istituzioni e personalità politiche. Spigoliamo qua e là. Donato
Marra, Segretario generale della Presidenza della Repubblica, ricorda l’
“impegno profuso” da Napolitano nel “tutelare la parità di genere”. Gli fa eco
Walter Veltroni: “condivido il rifiuto di quella politica che pensa di poter
affrontare le questioni relative alla vita, agli affetti e ai diritti delle
persone omosessuali, guardandole con la lente deformante dell’ideologia”. Sulla
stessa linea ovviamente Nichi Vendola che con un tono un po’ più poetico
ricorda che “il filo spinato sui sentimenti delle persone può essere spezzato”.
Ma forse l’intervento più
significativo è quello di Pierluigi Bersani: “tra i punti principali del
programma con cui il PD si presenterà di fronte agli elettori saranno contenuti
impegni chiari: penso all’approvazione di una legge contro l’omofobia e la
transfobia, al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso … al
varo di una buona legge sul testamento biologico che impedisca improprie
forzature contro i diritti del malato.” E conclude: “Tutti questi temi vanno
tenuti assieme in un grande capitolo che afferisce all’idea che noi abbiamo
dell’Italia di domani”.
Questa brevissima carrellata del
pensiero rosso-levantino parla chiaro. Se alle prossime elezioni vince il
Partito Democratico le priorità non saranno costituite dalla tutela della vita,
della famiglia, della salute, della libertà di educazione. Nemmeno in modo più
prosaico dal rinvenimento di soluzioni per uscire dalla attuale crisi
economica. L’Italia ha bisogno di ben altro. Le sue urgenze sono prima di tutto
sanzioni penali maggiori per chi insulta o reca lesioni personali ad un
transessuale. Perché è cosa nota che l’eterosessuale soffre meno di un omosessuale
quando riceve percosse e offese verbali.
In secondo luogo è ormai scoccata
l’ora di parlare di “matrimonio” omosessuale o comunque di riconoscimento
giuridico delle coppie composte da due lui o due lei. Si badi bene: un bel
salto propone Bersani, dato che ad oggi il nostro ordinamento non riconosce
neppure le coppie di fatto eterosessuali.
In terzo luogo i tempi sono
maturi per legalizzare l’eutanasia. Come questo tema possa poi interessare
quello delle discriminazioni non ci è chiaro, ma forse è da addebitarsi al
nostro limitato e conservatore orizzonte cognitivo. Ecco questa è l’ “idea che
noi abbiamo dell’Italia di domani”. Aspettiamoci allora di vivere in un’Italia
piena di trans e priva di malati terminali. Rimane chiaro come il sole che
l’italiano dal medio buon senso ha ben altri pensieri assai meno progressisti:
il mutuo, star bene di salute, aver qualche soldo per campare, la speranza di
veder i figli sistemati. Bersani, Napolitano e gli altri accoliti che portano
nel loro cuore tatuate la falce e il martello sono ben consci che il popolino
nutre altre preoccupazioni assai più infime e meno ardite.
Ma loro, come insegnano Marx e
Lenin, sono i “rivoluzionari di professione” cioè quell’avanguardia di
militanti che a tempo pieno si occupano di trascinare in avanti la massa
incolta, di farla transitare dall’oggi crepuscolare all’alba di domani. E se
l’oggi è composto da famiglie con un padre e una madre, domani ci saranno due
papà o due mamme a figlio. Se oggi finisci in galera se stacchi la spina al
nonno morente, domani riceverai una medaglia dal Quirinale perché avrai
tutelato il diritto civile di morire con dignità.
Bersani & Co. già si trovano
in quell’ “Italia di domani” popolata di uomini travestiti da donna, di torte
nuziali con in cima le figurine in marzapane di due lui in frac e di malati
lasciati agonizzare fino alla morte nei letti degli ospedali perché privi di
acqua e cibo. Lasciamoli dunque lì all’ombra di questa spettrale Italia, e noi
invece continuiamo ad occuparci del caro benzina e dei voti che prendono a
scuola i nostri figli.
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