AUTOTRAPIANTO DI TESSUTO OVARICO E FECONDAZIONE NATURALE: UNA VIRTUOSA
SINTESI - Pubblicato il 5 ottobre 2011 da http://www.blogscienzaevita.org/
La procedura è sperimentale, ma
ha dato risultato positivo. Alessandra, torinese di 28 anni, è stata sottoposta
ad autotrapianto di tessuto ovarico ed è in gravidanza dopo fecondazione
naturale. Il prelievo dei frammenti di tessuto ovarico è stato effettuato otto
anni fa, prima che Alessandra – affetta da una grave forma di talassemia major
– fosse sottoposta a trattamento chemioterapico per trapianto di midollo osseo, da cui ne è
conseguita sterilità ovarica. Tutto il procedimento, chirurgico e
laboratoristico, è stato effettuato dall’equipe specialistica, guidata dal
Prof. Alberto Revelli, dell’Università di Torino e dell’Ospedale S. Anna di
Torino.
Quale il significato scientifico
ed etico della procedura seguita? Sebbene sperimentale – in letteratura circa
14 casi con tecniche diverse – è una procedura che apre alla speranza per le giovani
donne che devono fare chemioterapia. Si tratta di un autotrapianto, quindi è
tessuto ovarico della stessa donna. Dopo autotrapianto di tessuto ovarico
sull’ovaio ormai atrofico, può riprendere la maturazione degli ovociti e
l’ovulazione. Nel caso di Alessandra, così come nel primo riportato in
letteratura (Lancet 2004;364:1405-10), la fecondazione è stata naturale. Tutto
ciò significa una virtuosa sintesi tra progresso della ricerca scientifica ed
etica delle procedure.
Abbiamo già sottolineato che la
tecnica è ancora sperimentale – complessa per quanto riguarda le procedure – e
richiede ulteriori approfondimenti soprattutto in merito a: metodologie di
congelamento, tipo di ritrapianto, tempo di durata della funzione ovarica dopo
ritrapianto e, soprattutto, rischio di ritorno tumorale per pazienti affette da
cancro ad alto indice di metastasi ovariche (es.: leucemie e tumori della
mammella di stadio avanzato). Questo non impedisce un’incentivazione alla
ricerca in un campo che possiamo definire pionieristico, ma che tuttavia pone
ragionevoli basi per il futuro.
Lucio Romano, Università Federico
II, Napoli; Copresidente nazionale Associazione Scienza & Vita
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