martedì 8 novembre 2011


Royal Society, l'archivio scientifico diventa open access -  Da Newton e Darwin a Stephen Hawking, oltre 60mila articoli conservati da una delle più importanti accademie del mondo si potranno consultare gratuitamente online, 7/11/2011, CARLO DI FOGGIA, http://www.lastampa.it/

"Nullius in verba” , non accettare nulla sulla parola ma verificare tutto attraverso i fatti, i dati, le prove. Con un motto ufficiale così, nell’era dell’open access, la Royal Society di Londra, una delle più importanti accademie scientifiche del mondo, non poteva mantenere a lungo i suoi archivi ancorati al vecchio sistema del Pay per view (pagare per vedere). Nei giorni scorsi l’annuncio ufficiale : uno dei più importanti archivi custoditi dalla prestigiosa fondazione, oltre 60mila articoli scientifici pubblicati tra il 1665 e il 2011, è diventato gratuito e scaricabile da chiunque attraverso un sistema completamente informatizzato e consultabileonline. Si potranno cercare gli articoli attraverso parole chiavi, autori o estratti dei testi pubblicati sulla rivista scientifica ufficiale, la “Philosophical Transections” che ha iniziato le sue pubblicazioni cinque anni dopo la fondazione dell’accademia (28 novembre 1660) ad opera di alcuni tra i più importanti scienziati dell’epoca, uniti dal comune intento di diffondere e mettere a disposizione dell’umanità il sapere scientifico fin li acquisito.

Nel prezioso scrigno virtuale si celano veri e propri capolavori come il primo saggio scientifico pubblicato daIsaac Newton,che fu presidente dell’accademia dal 1703 al 1727, gli scritti di un giovane Charles Darwin e il resoconto del famoso esperimento dell’aquilone elettrico compiuto da Benjamin Franklin nel 1752. Si potrà quindi percorrere al contrario la storia dell’evoluzione scientifica, risalendo a vere e proprie “gemme” come i primi casi riportati di mostruosi vitelli, racconti di studenti colpiti da fulmini ed esperimenti su come rendere le bevande fresche “senza usare neve, ghiaccio, vento o salnitro e in ogni periodo dell’anno”. Selezionando i campi di ricerca è possibile anche rintracciare tutto il materiale pubblicato dalla RS su di un determinato settore come ad esempio i terremoti. In Sicilia, nel gennaio del 1963, si verificò un terremoto che colpì la parte orientale dell’isola provocando anche una piccola eruzione dell’Etna. Attraverso la lettera del nobile Vincentius Bonajutus, custodita nell’archivio della Philosophical Transactions, possiamo scoprire quanti morti ci sono stati in tutti i centri della zona e quanti abitanti vi risiedevano prima del disastro. “Questi documenti rappresentano una finestra sulla storia della scienza e ci mostrano l’evoluzione del progresso scientifico dell’umanità”, ha spiegato Uta Frith presidente del comitato che supervisiona l’immenso patrimonio conservato nella libreria dell’Accademia.

L’iniziativa si inserisce nella strategia della Royal Society in direzione dell’editoria ad accesso aperto. Come sottolineato dalla stessa Accademia infatti, la libera messa a disposizione dell’archivio in rete è coincisa con l’inizio della Settimana dell’open access e con l’annuncio della prima rivista interamente consultabile online e gratuitamente, “Open Biology”. Il biologo e filosofo inglese Thomas Huxley nel 1870 scriveva: “Se tutti i libri del mondo, ad eccezione del Philosophical Transactions, dovessero essere distrutti è sicuro che le fondamenta della scienza fisica rimarrebbero incrollabili, e che il vasto progresso intellettuale degli ultimi due secoli risulterebbe, anche se incompleto, ampiamente conservato". Un patrimonio che dunque appartiene all’umanità intera e finalmente a disposizione di tutti.

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