Spagna: il PP toglierà il “catechismo di Zapatero” dalle scuole di Filippo
Chelli, 10 novembre, 2011, http://www.uccronline.it/
Dopo aver annunciato
l’abrogazione delle leggi su aborto e matrimonio omosessuale (cfr. Ultimissima
30/9/11), il Partito Popolare spagnolo -che secondo un recente sondaggio
pubblicato da “El Mundo”, si attesta a pochi giorni dalle elezioni al 47,4%
delle preferenze, contro il 30,7% del Partito Socialista – ha inserito nel suo programma elettorale
l’eliminazione del controverso sistema
scolastico varato dal governo Zapatero, in particolare per quanto
riguarda l’ “Educazione alla cittadinanza” (Epc).
A riportarlo è un articolo
apparso pochi giorni fa sul sito spagnolo“Religion en Libertad”. L’ “Educazione
alla Cittadinanza”, come suggerisce il nome, è una materia obbligatoria
promossa con il presunto obiettivo di favorire lo sviluppo «di persone libere
attraverso il consolidamento di autostima, dignità personale, libertà e
responsabilità, per la formazione di futuri cittadini con un pensiero autonomo,
rispettosi, partecipativi e solidali, che conoscano i loro diritti, si assumano
i propri doveri e sviluppino abitudini civiche».
Nell’ordinamento scolastico dal
2007, l’iniziativa si è dimostrata, invece, simbolo di una cultura laicista
che, lungi dal promuovere la formazione di un pensiero autonomo, ha offerto
esempi di vero e proprio indottrinamento ideologico. E’ stato infatti
soprannominato il “Catechismo di Zapatero”.
In un articolo pubblicato per il settimanale “Tempi” nel 2007 vengono
riportate le dure parole della Conferenza episcopale spagnola all’interno di un
comunicato ufficiale: «è una forma di educazione statale e obbligatoria della
coscienza, che impone il relativismo morale. Non ci sarebbe nulla da obiettare
a una materia scolastica che faciliti la conoscenza oggettiva dei princìpi
costituzionali o delle norme civiche della convivenza, ma questi sono alcuni
insegnamenti concreti che, sotto il nome di “Educazione alla Cittadinanza”,
costituiscono una grave lesione del diritto dei genitori a determinare
l’educazione morale che desiderano per i figli. Inoltre, nel modo in cui appaiono
programmati, significano l’imposizione del relativismo e dell’ideologia del
“genere”»
Molte associazioni di docenti e
genitori avevano sin da subito lamentato che all’interno di queste ore
scolastiche obbligatorie venivano affrontate questioni di ordine morale,
inclusa la dimensione umana della sessualità, il concetto allargato di famiglia
(anche omosessuale) e il pluralismo morale. Dopo lunghi anni di lotte contro
l’indottrinamento statale, 55.000 casi di obiezioni e migliaia di procedimenti
giudiziari, per l’ “Educazione alla Cittadinanza” questipotrebbero essere gli
ultimi giorni di lezione. Se infatti il PP dovesse vincere alle politiche
anticipate del 20 novembre, questo insegnamento obbligatorio si vedrebbe
rimpiazzato da un’altra disciplina basata esclusivamente sui valori della
Costituzione.
Il presidente dell’Associazione
dei Professionisti per L’Etica, Jaime Urcelay, commentando con soddisfazione la
scelta del Partito Popolare, spiega che «questo passo non sarebbe stato
possibile senza la testimonianza ed il coraggio di genitori, studenti ed
associazioni che hanno lottato quasi cinque anni per la loro libertà e quella
di tutti i cittadini».Facciamo presente che in soli 6 giorni il leader del
PP ha ricevuto oltre 5.000 richieste per
eliminare questa forma di indottrinamento obbligatorio.
Nessun commento:
Posta un commento