10 luglio 2012 – MEDICINA - «Chirurgia estetica Sbagliato infliggerla
ai bambini Down» Emanuela Vinai, http://www.avvenire.it/
Non è lecito sottoporre le
persone Down a interventi di chirurgia estetica finalizzati alla conformazione
ai canoni sociali di "normalità". È una piena bocciatura quella
contenuta nel parere "Aspetti bioetici della chirurgia estetica e
ricostruttiva", approvato dal Comitato Nazionale per la Bioetica nella
seduta plenaria del 21 giugno.
Analizzando la legittimità delle
richieste nell’ambito della chirurgia estetica, il documento attesta
un’importante pronuncia per la tutela dell’individualità e della fragilità dei
minori e degli incapaci. Parlando della liceità della chirurgia estetica su
bambini o adulti incapaci con sindrome di Down, il parere ne nega l’utilizzo
«specie se presenta un carattere invasivo e doloroso, considerato anche che con
questi interventi difficilmente si realizza un beneficio per la persona con
sindrome di Down e sia frequente la possibilità di accentuare, anziché diminuire,
il suo disagio personale».
Il parere, coordinato e redatto
da Lorenzo d’Avack, Laura Palazzani e Giancarlo Umani Ronchi, parte dalla
premessa che la chirurgia estetica si configura come intervento non
strettamente terapeutico. Da queste basi, il Cnb riflette sul rapporto che
intercorre tra il paziente e il medico e richiama anzitutto i criteri
deontologici, a volte trascurati, che qui regolano la prassi medica. Si
rammenta il rischio di un’esecuzione "accondiscendente" da parte del
medico delle richieste espresse, sottolineando l’inaccettabilità di interventi
sproporzionati, perché eccessivamente invasivi o inutilmente rischiosi e
inadeguati rispetto ai possibili benefici richiesti dal paziente.
Il Comitato ritiene, inoltre, che
la liceità dell’intervento debba essere subordinata al bilanciamento dei rischi
e benefici, commisurato alle condizioni psico-fisiche del paziente, alla
funzionalità degli organi interessati e ad una completa informativa al
paziente, con una adeguata consulenza anche psicologica.
Nel contesto della discussione
non sono trascurabili i molteplici fattori etici, sociali e culturali che
influiscono sulla «mutazione di atteggiamento nei confronti del corpo e di una
dilatazione del concetto di salute in senso soggettivo». Da ciò nasce
l’auspicio di un maggiore rigore nella formazione e professionalità del
chirurgo estetico, mirata anche alla comprensione degli aspetti psicologici ed
etici.
Capitolo imperativo è quello
relativo agli interventi sui minori e incapaci, per i quali il Cnb ritiene vi
debbano essere limiti alla liceità, «a meno che tali interventi non rispondano
al loro esclusivo interesse oggettivo sotto il profilo della salute, tenuto in
particolare conto dell’età adolescenziale». Va inoltre garantita protezione ai
minori vietando forme di pubblicità e di servizi televisivi che provochino il
rifiuto della propria immagine.
Nella seconda parte del documento
si affrontano i problemi bioetici emergenti nella chirurgia ricostruttiva, che
corregge malformazioni congenite o causate da traumi con l’obiettivo primario
di restituire la funzione e migliorare l’immagine di pazienti gravemente
menomati.
Trattandosi di un settore in
continua espansione e sviluppo, gli snodi da affrontare sono molteplici e, in
particolare, il Cnb esorta un’adeguata informazione al paziente e la
realizzazione di un consenso informato che si avvalga anche delle nuove
tecnologie informatiche. Si raccomandano campagne di sensibilizzazione per la
donazione degli organi esterni e dei tessuti, così come avviene per la
donazione di quelli interni, auspicando «la possibilità di un’integrazione
normativa che preveda il consenso o dissenso "parziale" alla
donazione degli organi esterni». Attualmente, oltre a trapianti di tessuto
osseo, muscoli, segmenti vascolari, cute, denti, si effettuano trapianti di tessuti composti, di arti superiori e
inferiori, dita, piede, viso, parete addominale, laringe, utero.
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