La piaga degli sprechi in sanità - Paolo Cornaglia Ferraris su
Repubblica, martedì 10 luglio 2012, http://bresciaincontriamoci.blogspot.it/
Il concetto è chiarissimo:
tagliare gli sprechi, finanziare l´innovazione. Perché trova di fronte un muro
e non passa? Eppure tutti capiamo che fare esami inutili è spreco. Le
prescrizioni che non servono a nulla, stampate su milioni di ricette rosse,
costano almeno 5 miliardi di euro: esami del sangue fatti per controlli che non
servono, raggi X ed ecografie che sedano l´ansia di malati immaginari o coprono
la fretta di medici che non visitano. A ciò si aggiungono materiali di consumo
pagati di più per gratificare mediatori e corruttori locali.
Sono uno spreco i servizi
esternalizzati, (idea "aziendalista"), che assegnano appalti (mensa,
lavanderia, pulizie ecc.) ai clienti dei partiti che governano le Asl. Nessuno
deve parlare di danno ai cittadini senza capire una realtà che sia Formigoni
sia Bersani conoscono bene: l´interesse di chi governa le Regioni. I piccoli
ospedali vanno convertiti perché sono pericolosi. Capita lì che un
otorinolaringoiatra affronti un infarto da trattare in 40 minuti per evitare il
morto. Ce la farà? I piccoli ospedali offrono anche realtà bellissime e da
salvaguardare. Trasformarle in centri di salute che assistono a domicilio non
toglie nulla ai cittadini, anzi risponde ai bisogni di una popolazione anziana
che non ha nessun bisogno di ricovero.
I sindacati medici sanno bene
quanti primari inutili e incompetenti siano arrivati a dirigere reparti doppi e
tripli grazie a raccomandazioni di massonerie, sagrestie e segreterie. Sono una
spesa non solo superflua, ma anche aggiuntiva perché non c´è sprecone peggiore
dell´ignorante che compra e non sa usare. I sindacati delle altre categorie
sanno benissimo quanti imboscati lavorano una o due delle otto ore retribuite:
media vergognosa. Minoranze? Contateli uno per uno e poi vedremo quanti davvero
sono e quanti soldi si possono risparmiare mettendoli in condizioni di fare il
proprio dovere.
Non contiamo poi quanto sprecano
i cittadini con la logica del "tanto è gratis". Infine dappertutto si
spreca energia per climatizzare ospedali di fine Ottocento, pieni di spifferi e
ingovernabili per dimensioni e vetustà, bisognosi di continue ristrutturazioni.
Domina anche qui l´appalto clientelare, per cui meglio vetusti che moderni
perché sul demolire e ricostruire la tangente è più stabile e il controllo più
difficile.
Dulcis in fundo, le scelte
"tecniche" di protesi e apparecchi selezionati sulla base del quantum
da mettere nelle varie tasche. Nessuno scandalo, dunque, ma finalmente il
coraggio di far le cose seriamente. Passo fondamentale per educare tutti alla
sobrietà di un sistema che non sprechi più, ma risponda ai bisogni reali,
quelli che il medico generalista e il pediatra di famiglia che bene fanno il
proprio lavoro, conoscono e sono in grado di gestire, contenere, interpretare,
risolvere.
Abbiamo bisogno di salvaguardare
il nostro servizio sanitario pubblico, buono, universale, solidale, moderno. Lo
vogliamo tutelato, ben finanziato per la ricerca medico scientifica, libero dal
governo dei partiti e affidato al governo clinico, col contributo di
epidemiologi che ci aggiornino in modo trasparente su chi spende meno e
garantisce migliori risultati.
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