lunedì 7 novembre 2011


CONVIVENZA MORE UXORIO - Il convivente omosessuale ha diritto al risarcimento per la perdita del compagno - Tribunale di Milano, Sentenza n. 9965 del 12 settembre 2011, http://www.diritto24.ilsole24ore.com, 07 novembre 2011

Il convivente more uxorio omosessuale ha diritto al risarcimento del danno per la perdita del compagno avvenuta a seguito di un incidente stradale. Ad affermarlo è il tribunale di Milano con la sentenza n. 9965 del 13 giugno 2011, depositata il 12 settembre scorso.

Richiamando la sentenza n. 23725/08, i Giudici ricordano coma la Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito concretatosi in un evento mortale, va riconosciuto - con riguardo sia al danno morale che al danno patrimoniale che presuppone la prova di uno stabile contributo economico apportato in vita dal defunto al danneggiato - anche al convivente more uxorio del defunto stesso, quando risulti dimostrata tale relazione caratterizzata da tendenziale stabilità e mutua assistenza morale e materiale.

Sul punto i Giudici richiamano l'orientamento della Suprema Corte che ha stabilito la risarcibilità, non solo della lesione dei diritti costituzionalmente inviolabili ma anche, a seguito della commissione di un reato, della lesione dei diritti inerenti la persona non connotati da rilevanza economica (v. Sez. unite Civ. 26972/08).

Dunque la Suprema Corte riconosce un danno conseguente non ad uno status o ad un particolare sesso, ma dalla sofferenza derivante dalla privazione della persona con cui si condivideva la vita e la comunanza di intenti e di progetti in una stabile relazione sentimentale e di coabitazione. Senza dover equiparare in alcun modo la convivenza omosessuale alla famiglia, né legale né di fatto, né ad un rapporto di coniugio foriero di precisi diritti e doveri riconosciuti dall'ordinamento, e senza voler richiamare le interpretazioni della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, estranei alla nostra carta costituzionale, in tema di equiparazione dei diritti di una coppia omosessuale con una coppia sposata,

Si ritiene dunque che ciascuna unione affettiva stabile e duratura crei una condizione di vita in cui l'individuo sceglie di crescere come persona e che la sua interruzione provocata da un fatto-reato provochi una sofferenza pari a quella che si verificherebbe in una coppia formata da persona di sesso diverso. Non si tratta dunque di riconoscere diritti simili o uguali a quelli derivanti da un matrimonio civile, ma di accordare tutela ad una situazione affettiva e eli convivenza stabile, come affermato dalla Suprema Corte, analoga alla situazione del convivente delta donna che perde un figlio con lui convivente da tempo.

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