A guardia dell'embrione le ragioni della scienza - Nuovi dati
sulla «ricerca etica» al forum mondiale
in Vaticano, di Assuntina Morresi, Avvenire, 11 novembre 2011
Tre giornate di serrato confronto
sulle cellule staminali adulte, tra applicazioni cliniche, considerazioni
etiche e implicazioni culturali, sociali e pure educative della medicina
rigenerativa. L'oggetto della conferenza internazionale in corso a Roma.
organizzata dal Pontificio Consiglio per la Cultura insieme all'americana Stem
for life Foundation, la fondazione non profit collegata alla NeoStem Inc.
società statunitense leader nello sviluppo delle terapie cellulari.
Un'occasione per entrare nel merito di questa branca della biomedicina a
partire dalle sue cliniche, tra pratiche già consolidate, come il trapianto di
staminali dal sangue coro donare, e altre ancora in fase sperimentale, per
esempio le terapie in ambito cardiovascolare. Un interessante work in progress
sulle staminali adulte, per le quali sicuramente resta ancora molta la strada
da percorrere. E se ancora non sappiamo quali altri traguardi saranno tagliati,
bisogna però avere l'onestà intellettuale di riconoscere che in questo settore
si è camminato tanto, così come nella ricerca sulla riprogrammazione cellulare,
cioè sui procedimenti per far "ringiovanire" le cellule adulte fino a
renderle simili a quelle embrionali: tecniche alternative alla clonazione per
trasferimento nucleare - quella che ha permesso la nascita della perora Dolly,
per capirci -, clamorosamente fallita. Al momento, é bene ricordarlo, non
esiste al mondo una sola cellula staminale embrionale umana ricavata da clonazione.
In altre parole la "ricerca elica" - quella che rispetta la vita
umana sempre, fin dal suo primissimo inizio -porta risultati, e investirci conviene.
Dal convegno vaticano emerge che in totale sono 3.500 le sperimentazioni in
corso sull'uomo, in grado di coprire un ventaglio ormai assai vasto, di patologie,
dal diabete alle malattie neurodegenerative. Su tutto questo bisogna
riflettere, e il congresso di questi giorni ce ne sta dando l'opportunità,
compresa quella del confronto - non ideologico - con chi continua a sostenere
l'importanza degli studi anche sulle staminali embrionali, nonostante le enormi
aspettative create negli anni scorsi siano state sostanzialmente disattese. La grande
quantità di dati disponibili é l'ennesimo segnale di un cambiamento in atto,
nei fatti concreti prima ancora che nella loro rappresentazione mediatica. Solo
pochi giorni fa un'importante sentenza europea ha stabilito che non si possono
brevettare farmaci ricavati dalla distruzione di embrioni umani. e lo ha potuto
lare basandosi esclusivamente su considerazioni giuridiche lasciando da parte opzioni
etiche e filosofiche: un pronunciamento importantissimo, sulle cui conseguenze
ancora non si è riflettuto abbastanza. I risultati e le prospettive delle
ricerche sulle staminali adulte vanno nella messa direzione, rispettosa della
vita umana: e pensare che per armi la distruzione di embrioni umani in
laboratorio é stata presentata come un passo ineludibile per lo sviluppo della
scienza. Chissà che tutto questo porti, in breve, a riprendere in
considerazione la proposta di moratoria sulla ricerca che distrugge gli
embrioni umani, che proprio da queste colonne venne fatta qualche anno fa da
Eugenia Roccella: potrebbe essere un bel segnale. alla vigilia della discussione
dell'ottavo programma quadro europeo di Ricerca e Innovazione, che si aprirà
nel 2014.
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