12/07/2012 - GLI STUDI SUL DNA - Dove va la ricerca sul genoma? - A
CURA DI VALENTINA ARCOVIO, ROMA, http://www3.lastampa.it/
A più di 10 anni dal primo
sequenziamento del genoma umano dalla lettura del codice genetico alla sua
riscrittura in laboratorio, dove sta andando la genomica?
Sono molti i filoni di ricerca
aperti a cui gli scienziati stanno lavorando. Oltre allo studio del
funzionamento dei nostri geni, la tecnologia che ha portato a decifrare il
nostro Dna per intero si è talmente evoluta che oggi riusciamo a fare cose che
prima ritenevamo quasi impossibili. Ad esempio ora è possibile realizzare in
laboratorio cellule artificiali, create appositamente per aiutarci a
raggiungere specifici obiettivi non solo medici, ma energetici e ambientali.
Nel frattempo, in tutto il mondo si continua a lavorare al sequenziamento e
all'archiviazione dei genomi, non solo umani, ma anche animali e vegetali.
A cosa servono le cellule
artificiali?
Create con un Dna progettato a
tavolino, le cellule sintetiche possono essere utili in diversi campi: dalla
creazione di biocarburanti a quella dei vaccini, di nutrienti e organismi utili
all'ambiente. Interessante è ad esempio la possibilità di realizzare alghe in
grado di catturare l'anidride carbonica dall'ambiente per poi riutilizzarla
nella produzione di biocombustibili. Altro filone di ricerca promettente è
quello dei vaccini antinfluenzali: grazie alle cellule artificiali potremo
essere in grado di creare sieri efficaci nell'arco di pochissime ore, anziché
di mesi.
Qual è stata la prima cellula
artificiale realizzata in laboratorio?
Dopo aver sintetizzato
chimicamente un genoma batterico, e successivamente trapiantato il genoma di un
batterio in un altro, nel maggio del 2010 gli scienziati del J. Craig Venter
Institute hanno combinato queste due tecniche per creare la prima cellula
sintetica, battezzata «Sinthya». Si tratta di una cellula derivata da un
cromosoma artificiale, realizzato con 4 flaconi di prodotti chimici e un
sintetizzatore chimico. Un risultato, questo, che ha in qualche modo cambiato
la visione la nostra visione della scienza.
A cosa è servito, invece,
decifrare l'intero genoma umano?
Il sequenziamento completo del
Dna umano ci ha insegnato che il nostro genoma è molto complesso, più di quanto
abbiamo immaginato prima. Grazie al Progetto Genoma Umano, così come al lavoro
di Craig Venter, abbiamo scoperto che i geni non sono semplicemente unità
discrete che forniscono informazioni per la creazione di proteine. Ad esempio,
abbiamo capito che il Dna produce molecole di regolazione dell'attività dei
nostri geni. Si tratta soprattutto degli Rna, i maestri della grande orchestra
formata dai nostri geni, che solo negli ultimi anni stiamo studiando in maniera
approfondita.
Grazie alle nuove informazioni
sul genoma, come è cambiata la medicina?
Oggi siamo in grado di leggere il
Dna di moltissime malattie, compresi i tumori, e di capire quali sono le
anomalie e le alterazioni che portano le cellule ad ammalarsi. Oggi ogni tumore
viene valutato in base alle alterazioni genetiche che presenta. Questo significa
che si possono curare i pazienti con terapie mirate, che colpiscono
direttamente le alterazioni di un tipo specifico di tumore. Come nel caso della
leucemia: le terapie mirate hanno di fatto moltiplicato i tassi di
sopravvivenza. In pratica, la genomica ha aperto le porte alla medicina
personalizzata.
Quali sono i limiti di questo
approccio?
Anche conoscendo tutto il nostro
genoma, non possiamo sapere se e quali malattie svilupperemo in futuro e quando
e per cosa un giorno moriremo. Gli scienziati hanno capito che conoscere il
genoma non basta. Per realizzare il sogno della medicina predittiva è
fondamentale quello che è stato battezzato con il termine «exsposuroma», cioè
l'insieme dei fattori non genetici ai quali siamo esposti durante tutta la
nostra vita. Se n'è parlato di recente a Firenze, poi all'Istituto Mario Negri
di Milano, in due letture organizzate dalla Fondazione Sigma Tau, in cui ha
preso parte John P. A. Ioannidis, direttore dello Stanford Prevention Research
Center. Secondo lo scienziato, solo mettendo insieme le informazioni genomiche
con quelle non genomiche si potrà capire l'origine delle malattie.
Quanto si sono evolute le
tecnologie di sequenziamento del genoma?
Mappare i primi genomi umani è
costato centinaia di milioni di dollari. Oggi la tecnologia si è evoluta e si è
arrivati a creare macchine potenti in grado di ridurre, non solo i tempi di
sequenziamento, ma anche i costi. Ci sono compagnie capaci di codificare il
genoma di un individuo con soli mille euro, offrendo a tutti la possibilità di
conoscere il proprio Dna. Come spesso nella Scienza, l'evoluzione della
tecnologia viaggia più velocemente della cultura.
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