Il tabù trapianti - Nel momento in cui ci si impegna nella riduzione
degli sprechi, un intervento sul sistema dei trapianti appare doveroso. Invece,
nessuno ne parla - IGNAZIO MARINO *, 12/7/2012, http://www.lastampa.it
Il sistema trapianti in Italia ha
fatto grandi progressi da 20 anni a questa parte. Sono aumentate le donazioni,
in molte Regioni è stato organizzato un efficace sistema di coordinamento per
il prelievo degli organi, sono migliorati i risultati clinici degli interventi
chirurgici e quindi la vita di molti ammalati. A fronte di innegabili successi
vanno segnalate però anche alcune criticità, in particolare l’inefficienza di
un sistema ridondante con troppi centri sul territorio nazionale che non
rispettano gli standard minimi di efficienza economica e clinica. Guardando per
esempio al trapianto del fegato, dei 22 centri italiani solo 7 eseguono più di
50 trapianti l’anno, ovvero la soglia che garantisce economicità e sicurezza,
altri 7 superano solo il limite minimo per assicurare ai pazienti trapianti
sicuri, mentre 8 non rispettano alcun parametro e, secondo le linee guida della
Conferenza stato-regioni, andrebbero chiusi; 5 dei centri meno efficienti sono
concentrati a Roma: tutti insieme nel 2011 hanno eseguito 98 trapianti. Un
esempio positivo arriva da Torino dove un unico centro ha realizzato 137
trapianti nello stesso anno.
Nel momento in cui chi governa è
impegnato nella riduzione di sprechi, un intervento sul sistema dei trapianti
appare doveroso. Invece, nessuno ne parla: eppure basterebbe limitarsi ad
applicare regole che esistono già dal 2002. A Genova il centro per il trapianto
del fegato è stato chiuso non perché l’anno scorso ha eseguito solo 11
trapianti e non rispondeva a criteri di efficienza e sicurezza, ma per liti
interne. I trapianti sono il settore di punta di una sanità d’avanguardia e per
questo hanno la necessità di stare al passo con i continui progressi clinici e
organizzativi. Non lasciamo che gli interessi di pochi baroni o l’inapplicazione
delle regole da parte di alcuni amministratori, prevalgano sugli sforzi e
l’impegno dei tanti infermieri e medici della sanità pubblica.
* chirurgo, pres. Comm.
parlamentare d’inchiesta sul SSN
Nessun commento:
Posta un commento