LA STORIA - LUKAS, GENETISTA, UNA CAVIA DI SE STESSO - Il medico che
viene guarito con la colletta dei colleghi - Trova una cura alla leucemia con
il dna. Ma costa troppo Il genoma. Ha cercato (e trovato) nei suoi geni la
mutazione che aveva moltiplicato le cellule malate - Giuseppe Remuzzi, 10
luglio 2012, http://www.corriere.it/
Lukas Wartman è giovanissimo, sta
per laurearsi in medicina e vuole fare ricerca, ha scelto di occuparsi di
genetica delle leucemie acute. Il giorno più bello della sua vita (era in
California per un'intervista) si sente addosso una stanchezza mai provata prima,
non solo, ma da qualche giorno ha febbre e di notte suda moltissimo. «Avrò la
mononucleosi» pensa. Torna alla sua università a Saint Louis e si fa vedere da
un collega. Fanno un po' di esami, nel sangue ci sono pochi globuli bianchi e
anche i globuli rossi sono un po' giù. Con la mononucleosi tutto questo non
c'entra, c'è il sospetto di una leucemia.
Wartman è spaventatissimo, chiede
che gli facciano subito una biopsia del midollo osseo e i vetrini li vuol
guardare lui stesso. Il midollo è invaso di cellule leucemiche, tessuto normale
non ce n'è quasi più. Wartman fa nove mesi di chemioterapia e tante altre cure,
e alla fine pare guarito e torna al suo lavoro. Dopo cinque anni, quando alla
leucemia ci pensa nemmeno più, c'è una ricaduta: altri cicli di chemioterapia e
poi un trapianto di midollo dal fratello. Sono mesi terribili, ma Lukas ce la
fa anche questa volta. Dopo il trapianto sta molto meglio, arriva a fare fino a
20 chilometri di corsa senza sentire la fatica e questo gli dà coraggio.
Continua a sperare, ma ha paura, sa benissimo che dopo la ricaduta è tutto più
difficile.
Dopo tre anni la leucemia torna
fuori: di nuovo chemioterapia, ormoni e un altro trapianto ma è tutto inutile.
Una sera che stava peggio del solito Wartman ha un'idea «perché non sequenziare
il genoma delle mie cellule, tutto intero, e paragonarlo a quello di cellule
normali?» (Una cosa così Francis Collins l'aveva fatta per Steve Jobs, voleva
trovare geni eventualmente mutati nelle cellule del suo tumore, lo studio del
genoma era costato più di 100.000 dollari). Lukas ne parla con i genetisti del
suo laboratorio e li convince, i soldi ce li mette l'università. Oltre al Dna
hanno studiato l'Rna - un parente stretto del Dna - per scoprire la funzione di
geni eventualmente mutati. Nelle cellule leucemiche di Lukas c'era un gene -
Flt3 - normale ma attivissimo, capace di far moltiplicare quelle cellule
all'infinito. Trovare il gene responsabile non vuol dire trovare la cura, per
lo meno non subito, ma un farmaco capace di tenere a freno Flt3 c'era già, si
chiama Sunitinib e di solito lo si usa per il cancro del rene. Ma sono 330
dollari per un giorno di cura e nel caso di Lukas nessuno sapeva quanto farmaco
si dovesse fare e per quanto tempo.
Wartman ha un'assicurazione che
però per una cura «teorica» non paga. Provano a chiedere a Pfizer, quelli che
lo fabbricano: niente da fare. Per qualche settimana Wartman si compra il
Sunitinib di tasca sua ma il suo stipendio non basta nemmeno per 15 giorni di
cura. Le banche? Non ti prestano i soldi per un farmaco, specialmente se hai
una leucemia acuta. Un giorno un'infermiera della farmacia dell'ospedale chiama
Lukas Wartman: «C'è qui abbastanza Sunitinib per un anno di trattamento». Chi
l'avrà comprato? (Wartman non l'ha saputo mai, o meglio, l'ha saputo in questi
giorni dal New York Times : è stato un regalo, dei suoi colleghi). Dopo un anno
di Sunitinib, nel midollo del dottor Wartman cellule leucemiche non ce ne sono
proprio più. I medici dicono che la malattia è in remissione. Quanto durerà?
Non lo so, non lo sa nessuno. Adesso sappiamo solo che Wartman sta bene. Quanti
altri ammalati così ci saranno al mondo e quanti potrebbero guarire con
Sunitinib?
E non basta, la storia di Lukas è
l'occasione per farsi delle domande, quelle per cui di solito gli scienziati
non hanno risposte. Quanti ammalati potranno avere sequenziato l'intero genoma?
E ammesso di trovare il gene giusto, per quanti si potrà arrivare a un farmaco?
E chi pagherà nel caso ci si arrivi? E poi perché l'industria quando trova un
farmaco davvero efficace poi lo vende a prezzi così alti? La storia di Lukas
Wartman finisce bene anche per Pfizer: adesso il farmaco glielo regalano loro.
Perché? Lukas non riesce a spiegarselo. Forse il merito è di Stephanie Bauer,
la sua infermiera, che negli ultimi mesi ha inondato Pfizer di telefonate,
appelli, richieste di aiuto. Alla fine l'hanno accontentata.
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