La nonna-mamma che presta l'utero alla figlia - Illinois, Cindy
Reutzel, 53 anni, la donna che ha messo alla luce il figlio di sua figlia, Elmar
Burchia, 9 settembre 2012, http://www.corriere.it
La donna coi capelli
grigio-argento tiene tra le braccia la neonata e le accarezza teneramente la
testolina. Lei, tuttavia, non è la mamma. Una settimana fa, Cindy Reutzel di
Naperville, nello stato americano dell’Illinois, ha dato alla luce la piccola
Elle Cynthia Jordan. La 53enne, infatti, è la nonna materna, che si è prestata
a portare a termine la maternità per conto di sua figlia Emily Jordan. Il lieto
fine di un dramma di una madre malata di cancro.
SOGNO - Le foto pubblicate dai
media americani sono la testimonianza di un piccolo miracolo: Cindy Reutzel
tiene tra le sue braccia la nipote che lei stessa ha partorito. È anche una
storia d’amore, quella tra una madre e sua figlia. Con la gravidanza, Cindy ha
infatti esaudito il sogno più grande della figlia: avere una famiglia. Un
sogno, però, assolutamente impossibile da realizzare per la 29enne. Emily non
poteva più avere figli; un paio d’anni fa, la ragazza fu sottoposta a un
intervento di isterectomia radicale.
CANCRO - Emily si era recata col
marito Mike dal medico dopo aver scoperto di essere incinta. La gioia era
grande. La coppia desiderava un figlio da anni. Poi la terribile notizia: «dopo
un primo esame il dottore è arrivato nella stanza scuotendo la testa», ricorda
la giovane in un’intervista. La diagnosi: tumore alla cervice uterina. «Non
riesco nemmeno a descrivere quello che mi è passato per la testa in quel
momento: scoprire di avere il cancro e di non aver più nessuna chance di
portare a termine una gravidanza». Emily deve scegliere tra operarsi o tenere
il bambino. Decide per l’aborto e inizia la sua lotta contro il cancro, per la
sopravvivenza. Si sottopone all’asportazione dell’utero, rinunciando così alla
possibilità di avere figli naturali.
OPZIONE - Anche per la madre
Cindy Reutzel quella diagnosi è stata uno choc: «Mi ha spezzato il cuore». La
svolta arriva nove mesi fa: Cindy propone di essere lei a sostenere la
gravidanza di un figlio al posto di Emily. A 53 anni. La figlia è scettica,
sebbene quella offerta sia estremamente generosa: «Io e mio marito non eravamo
sicuri che ce la potesse fare fisicamente. All’inizio non l’abbiamo presa in
considerazione, non ci sembrava realistica una cosa del genere». Col passare
del tempo le due donne hanno però iniziato a valutare l’opzione, seriamente. E
infine sono giunte ad una decisone: «perché non provarci». In fin dei conti, i
medici erano riusciti a salvare un paio di ovuli di Emily durante il
trattamento contro il cancro. Dopo un check-up psicologico e una cura ormonale,
nell’utero di Cindy è stato dunque impiantato un ovulo di Emily fecondato con
lo sperma di Mike che, nove mesi dopo, in un ospedale di Chicago, ha preso il
nome di Elle.
RUOLO - «È la continuazione di
quello che mia madre ha sempre fatto per me», ha raccontato la 29enne
all’Associated Press , «cioè, assicurarsi che io potessi vivere la migliore
vita possibile». All’inizio, aggiunge la ragazza, ci preoccupavamo delle
reazioni degli altri. Ciononostante, «la maggior parte delle persone ha accettato
questa nostra scelta». Nonostante la gravidanza e la nascita di Elle, Cindy
Reutzel si dice consapevole del suo ruolo: ero nonna già prima e lo sarò anche
ora, dopo la nascita. Cindy, in realtà, non è la prima «nonna in affitto». Lo
scorso agosto, Linda Sirois, 49 anni, dello stato del Maine, ha dato alla luce
suo nipote Madden. La figlia 25enne Angel Hebert aveva problemi di cuore e i
medici le sconsigliarono di portare avanti una gravidanza. Tuttavia, la giovane
donna e il 29enne marito Brian desideravano più che mai avere un figlio.
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