Nuovo studio: la Sindone è vera, miracolo in linea con la fisica, 8 luglio, 2012, http://www.uccronline.it
Nel novembre 2011 proprio su
questo sito web il fisico e dirigente di ricerca presso l’ENEA di Frascati,
Paolo Di Lazzaro, ha presentato in anteprima uno studio scientifico svolto
sulla Sacra Sindone, concentratosi sulla formazione dell’immagine. La conclusione
è stata la presa di coscienza che oggi la scienza non è in grado di spiegare
come si sia formata l’immagine corporea sulla Sindone, facendo diventare dunque
non ragionevole l’ipotesi di un falsario medioevale. Soltanto utilizzando la
luce UV e VUV di un laser eccimero impulsato della durata di alcuni
miliardesimi di secondo, si è potuto colorare il lino in modo similsindonico.
In questi giorni è stato
pubblicato un altro studio, realizzato dal dott. Giuseppe Baldacchini, fisico e
già dirigente presso il Centro di Ricerca ENEA di Frascati. Egli ha
riconosciuto che «accurati studi condotti con il metodo scientifico hanno
dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che non si tratta di un falso, ed
inoltre l’ipotesi più accreditata chiama in causa un processo energetico
radiante compatibile con la Resurrezione».
Nell’introduzione si è soffermato sulla storia delle religioni,
evidenziando come «il Cristianesimo è alla base della nascita della civiltà
occidentale e del metodo scientifico». Se non vi sono prove per capire quale
delle tante religioni sia quella vera, «la Sindone di Torino può dare una
risposta a questo quesito, ed è singolare il fatto che le prove che lo
dimostrano vengano dalla Scienza che spesso è contrapposta alla Religione,
mentre non c’è confitto tra queste due categorie mentali dell’uomo». Il dott.
Baldacchini ha quindi riflettuto sul fatto che «numerosi studiosi hanno messo
in dubbio la validità delle misure con il 14C perché i campioni utilizzati per
la misura non erano rappresentativi della Sindone e/o sono stati contaminati»,
una datazione molto probabilmente pilotata come ha mostrato un recente
documentario.
Nella prima parte dello studio è
stata confutata la tesi secondo cui la Sindone sarebbe un’opera artistica, in
quanto «negli ultimi decenni è stato scoperto che la IC non è un disegno o una
pittura eseguita con tecniche conosciute, e alcune macchie rossastre sono state
causate da sangue umano». La Sindone, altrimenti, sarebbe stata «realizzata dal
più geniale falsario mai apparso sulla Terra e ancora oggi sconosciuto», il
quale avrebbe dovuto conoscere «alcune tecnologie o informazioni prima della
loro invenzione e divulgazione [...] non poteva essere a conoscenza di scoperte
moderne sia perché le tecniche a disposizione a quel tempo non permettevano di
eseguire una simile opera dal punto di vista macroscopico e microscopico». Ma
chi sostiene questa tesi, assume una posizione irragionevole, in quanto:
1) L’immagine corporea della
Sindone è un falso negativo: tecnologia scoperta ed utilizzata nella fotografia
solo nel 1850.
2) I chiodi sono infissi nei
polsi dell’uomo della Sindone: ma in tutte le rappresentazioni antiche della
crocifissione i chiodi sono piantati nelle mani, anche se in questo modo il
corpo non poteva rimanere appeso in croce. L’ipotetico falsario medioevale non
poteva saperlo o comunque non avrebbe avuto motivi per contraddire le
rappresentazioni della tradizione, rischiando così di dare adito a sospetti.
3) L’immagine della gamba
sinistra è più corta della destra: una conseguenza del metodo di inchiodatura
dei piedi e della rigidità cadaverica repentina, due aspetti sconosciuti nel
Medioevo, essendo stati scoperti solo in tempi recenti.
4) Sul lato destro della cassa
toracica c’è una grande macchia di sangue e siero: nessun ipotetico falsario
medievale poteva sapere che ciò è una conseguenza della morte istantanea per
rottura della parete del cuore, una scoperta recente della medicina.
5) Le macchie di sangue sono
nette e sotto di esse non c’è immagine corporea: queste caratteristiche sono
incompatibili con un’opera artistica.
6) Ci sono numerose macchie di
sangue sulla fronte e sulla calotta cranica: la rappresentazione tradizionale
di Gesù è sempre stata con una corona di spine mentre le ferite sulla Sindone
presuppongono un casco di spine, un fatto sconosciuto fino a tempi recenti.
Nessun falsario, ancora una volta, avrebbe avuto motivi per contraddire di
punto in bianco la rappresentazione tradizionale.
7) L’immagine corporea è assente
in alcuni punti quali la parte destra della faccia e della fronte e altre parti
del corpo: solo recentemente se ne è spiegata la ragione che è collegata alle
formalità rituali della sepoltura.
8) L’immagine corporea contiene
informazioni tridimensionali: i dipinti e le foto sono generalmente piatti e, a
parte le difficoltà tecniche di riproduzione, non si spiegano i motivi che
possono aver indotto l’ipotetico falsario a creare un simile effetto, inutile e
sconosciuto nella storia dell’arte.
9) L’immagine corporea è
estremamente superficiale e consiste di fibrille colorate giallo-seppia che
risultano ossidate e disidratate: per le tecniche chimiche e fisiche antiche
conosciute non sarebbe stato possibile, mentre esiste una tecnica
optoelettronica moderna compatibile.
Si deduce, dunque, che «la
Sindone non è un falso e tanto meno medievale, ed ha contenuto realmente il
corpo morto di un uomo crocifisso in tempi antichi».
L’altra ipotesi è che la Sindone
abbia contenuto un corpo di uno sconosciuto, non quello di Gesù, anch’esso
crocifisso nello stesso modo più o meno alla stessa epoca. Una tesi ancora una
volta irragionevole, perché:
1) Il lenzuolo funebre utilizzato
per avvolgere il cadavere era pregiato e costoso: simili lini venivano
utilizzati in Israele solo per persone di rango reale e/o posizione sociale
elevata, ed in questo caso la storia ne avrebbe parlato.
2) L’uomo della Sindone è stato
fustigato metodicamente su tutta la superficie del corpo: ci sono segni
evidenti di flagello romano in numero così elevato che, a parte i Vangeli,
nessun documento storico li ha mai riportati per qualsiasi altro condannato.
3) L’uomo della Sindone è stato
incoronato con una corona/casco di spine: ci sono segni evidenti delle ferite
delle spine e non si conoscono storicamente altre crocifissioni avvenute con
questa aggiunta singolare.
4) Il costato è stato trafitto da
una lancia: c’è una vistosa macchia di sangue e siero nel fianco destro
dell’uomo causata da una ferita da lancia, un fatto piuttosto irrituale.
5) Le gambe dell’uomo della
Sindone sono integre, mentre quelle dei condannati alla crocifissione venivano
generalmente rotte per affrettarne la morte, che sarebbe avvenuta solo molto
più tardi per soffocamento.
6) La Sindone non contiene tracce
di liquidi e gas putrescenti: questi segni sono prodotti dopo circa 40 ore
dalla morte, e quindi il corpo non c’era già più prima di allora ma non troppo
prima, per via delle macchie di sangue che hanno richiesto del tempo per
formarsi per la liquefazione del sangue già coagulato, processo di emolisi.
7) Il corpo non è stato rimosso
manualmente: non ci sono tracce di trascinamento in corrispondenza delle
macchie di sangue.
Secondo l’ipotesi del falso, si
dovrebbe supporre che «un’altra persona sia stata sottoposta alla stesse
torture del Gesù descritto dai Vangeli, tenendo conto però che nessuno
all’epoca conosceva le conseguenze di tali azioni, e che sarebbe stato
praticamente impossibile riprodurre le stesse condizioni temporali e spaziali».
La spiegazione più logica è che «la Sindone è stata realmente il lenzuolo
utilizzato per coprire il cadavere di Gesù circa 2.000 anni fa, dopo essere
stato flagellato e crocifisso in una città della Galilea chiamata Gerusalemme,
come è stato descritto nei Vangeli canonici».
Rispetto alle ipotesi
scientifiche sulla formazione dell’immagine, «quella della esplosione di
energia radiante (REB) è la più credibile attualmente, e la sua variante AMA
(annichilazione materia-antimateria) risolve alcune difficoltà non altrimenti
superabili». Attualmente, «l’unico modo di spiegare la Sindone nella sua
interezza è che l’uomo descritto dai Vangeli come Gesù Cristo abbia subito un
processo di annichilazione quando era cadavere e avvolto nella Sindone».
Baldacchini riflette che «se la Resurrezione è realmente avvenuta allora,
secondo la mia opinione, deve anche essere stato come per la creazione
dell’universo. Infatti l’inizio del Big Bang può essere considerato un evento
casuale (dagli agnostici) o sovrannaturale (dai credenti), ma il suo sviluppo è
sicuramente avvenuto seguendo le leggi della Fisica, che molto probabilmente
sono nate come le conosciamo oggi nel momento stesso del Big Bang. Quindi anche
alla Resurrezione si può applicare lo stesso modello di una causa iniziale
casuale o sovrannaturale, seguita poi da eventi spiegabili con le leggi della
Fisica».
In conclusione, il fisico
dell’ENEA ha affermato: «la Sindone di Torino è un testimonio muto della
Resurrezione di Gesù Cristo, che quindi è realmente il figlio di Dio come più
volte egli stesso ha asserito personalmente. Ma allora anche quello che ha
detto, e che in parte ci è stato tramandato nei Vangeli e dalla tradizione
della Chiesa, sulla vita e sulla morte è importante per noi».
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