Lourdes, nata senza retina ora ci vede: il miracolo di Erminia Pane - Nata
cieca, viene miracolata a Lourdes e prende la patente. E il Cicap dorme? - 7
luglio, 2012 - http://www.uccronline.it
Secondo il positivista Émile
Zola, basterebbe un solo miracolo per confutare gli argomenti di chi non crede.
E’ un’ovvietà abbastanza palese, ma non c’è nessun interesse a confutare nulla
o a dimostrare di aver ragione, la fede è un dono e un atto di libertà e chi
non vuole credere riuscirà sempre a divincolarsi anche davanti al più palese
miracolo.
Tuttavia non si può tacere sul
fatto che di eventi miracolosi ce ne sono stati diversi, nonostante l’arroganza
degli scettici, «dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono
paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio,
ma persino di averlo privato dei miracoli» (Albert Einstein, “Lettera a Maurice
Solovine”, GauthierVillars, Parigi 1956 p.102).
Uno di questi eventi inspiegabili
è quello della signora Erminia Pane, la cui vicenda è finita anche sui maggiori
quotidiani. Una storia recente, incredibile e decisamente documentata, si
potrebbe dire addirittura inconfutabile. Erminia è nata senza la retina
dell’occhio destro e dunque cieca da quell’occhio, si è sempre definita «atea e
disperata, partecipavo alle sedute spiritiche». Nata a Napoli, ha vissuto poi a
Milano dove si è sposata, ha avuto una figlia, e poi è rimasta vedova. Nel 1977
è stata colpita da una paresi alla parte sinistra del corpo, che le ha
immobilizzandoto il braccio, la gamba e la palpebra, quella dell’unico occhio
sano, rendendola così completamente cieca. L’Inps le ha infatti riconosciuto la
pensione di invalidità e l’Unione Italiana dei Ciechi l’ha accolta come
associata.
Cinque anni dopo, nel 1982, ha
deciso di operarsi per riaprire la palpebra dell’occhio sano. Erminia, nella
sua camera di ospedale, si è chiusa in bagno per fumare una sigaretta. Così ha
raccontato quel momento: «Sentii aprire la porta e un fruscio di vesti, mi
tirai su la palpebra con la mano e vidi una signora vestita di bianco, con la
testa coperta». La visione ha detto di essere la Madonna di Lourdes e le ha
promesso la guarigione: «Voglio che tu vada in pellegrinaggio a piedi scalzi e
con tanta fede. Per adesso non dire niente a nessuno di questo nostro incontro,
parlerai di me solo al tuo ritorno». I medici ovviamente hanno cercato di
dissuaderla, la sala operatoria era già prenotata, ma invece dell’ intervento,
la mattina del 3 novembre 1982 Erminia si è recata a Lourdes con la madre,
entrando scalza nel santuario, inginocchiandosi nella grotta e bagnandosi alla
fontana.
Immediatamente, con l’occhio
destro, quello al buio da sempre, ha visto il volto della donna apparsale in
ospedale. Da quello sinistro invece, la paralisi alla palpebra è scomparsa, il
braccio e la gamba hanno ricominciato a muoversi. Tornata a casa, vedendoci da
entrambi gli occhi, ha fatto domanda di rinuncia alla pensione di invalidità,
ma l’Inps gliel’ha sempre rifiutata: il certificato medico attestava la
mancanza della retina e dunque l’impossibilità a vedere. Ma lei da quell’occhio
vedeva benissimo, e anche nell’altro aveva riacquistato la vista. I suoi occhi
sono stati esaminati, controllati e verificati tanti oculisti , per ultimi i
medici della motorizzazione che le hanno rilasciato la patente, dopo che la
signora Pane ha superato la visita oculistica, cominciando a guidare senza
problemi.
Nel 1994 la Commissione del
“Bureau Médical” di Lourdes, dopo aver analizzato a lungo i documenti medici
precedenti e successivi alla “guarigione”, ha riconosciuto il carattere
miracoloso dell’evento. Nel 2007 la donna ha accettato di scrivere la sua
storia in un libro, «Erminia Pane, uno strumento al servizio di Dio – La storia
e le testimonianze di una miracolosa guarigione asseverata a Lourdes», di cui
l’autore è Alcide Landini. Erminia Pane, morta nel 2010, è stata l’unica “falsa
invalida” d’Italia ad autodenunciarsi regolarmente, senza nessun esito. Non
sappiamo se questo è uno dei casi analizzati dal premio Nobel per la medicina
Luc Montagnier, il quale ha riconosciuto: «Riguardo ai miracoli di Lourdes che
ho studiato, credo effettivamente che si tratti di qualcosa non spiegabile». Un
altro premio Nobel per la medicina, Alexis Carrel, a Lourdes ha trovato la fede
constatando in prima persona una guarigione miracolosa.
Quando la vicenda è finita sui
media, Avvenire ne ha approfittato per ironizzare sugli acchiappa-fantasmi del
Cicap (Centro italiano per il controllo
delle affermazioni sul paranormale), i cosiddetti “positivisti e atei di
professione” per dirla con Einstein, quelli dell’imbarazzante Seconda Sindone
per intenderci. Gianni Gennari ha scritto sul quotidiano cattolico: «Loro il
“Corsera” lo leggono” qualche volta, qualcuno ci scrive anche, e io ero certo
che si sarebbero “fiondati” dalla signora Pane: verificare, svergognare,
sfatare, smentire e sventolarne poi lo scalpo. Invece niente! Dormono? Hanno chiuso
l’esercizio? Se ci sono, battano un colpo». Inutile dire che i Cicappini hanno
preferito far finta di nulla (avrebbero dovuto chiudere bottega se no?),
preferendo continuare la caccia alle streghe nei castelli infestati.
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