Cecenia, vietato possedere il Vangelo di Danilo Quinto, 17-09-2011, http://www.labussolaquotidiana.it
Nella Repubblica Cecena, nota
anche come Cecenia – dove il 31 agosto scorso, a conclusione del Ramadan, a
seguito di un duplice attentato suicida a Grozny, sette persone sono rimaste
uccise – vivono poco più di 1 milione e centomila abitanti, compreso un
centinaio di cristiani indigeni, in base al rapporto dell’Associazione
Evangelica “Porte Aperte”. La maggior parte dei cristiani russi ha lasciato il
paese a causa della guerra.
Oggi, la Cecenia è una Repubblica
autonoma della Federazione Russa.
Sin dal XVII secolo ci fu nella
zona un movimento di resistenza, che rigettava l’influenza colonizzatrice della
Russia e lottava per uno Stato islamico. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica,
nel 1991 nacque in quel territorio un vero e proprio movimento indipendentista
che entrò in conflitto con la Russia, non disposta a riconoscere la secessione
della Cecenia. Tra i motivi dell'opposizione russa vi sono anche la produzione
petrolifera locale e soprattutto il passaggio sul territorio ceceno di
oleodotti e gasdotti.
I russi scatenarono diverse
campagne militari per mantenere la loro influenza lì e da queste motivazioni
nacque la prima guerra cecena, che durò fino al 1996. Il conflitto tornò a
divampare nel 1999 - in quell’anno, le truppe russe rasero praticamente al
suolo la capitale Grozny - annullando de facto il trattato di pace esistente
con la Russia, dando inizio alla seconda guerra cecena (1999-2006).
A maggio del 2004, il presidente
Ahmed Kadyrov fu ucciso da una bomba. I russi scelsero Ramzan, figlio di Ahmed
Kadyrov, come primo ministro e il suo compito militare fu quello di combattere
il terrorismo. Ad aprile del 2007 Ramzan Kadyrov fu nominato con giuramento
presidente della Cecenia.
La milizia di Kadyrov, i
cosiddetti kadyrovtsy, e vari altri gruppi paramilitari scatenarono una
campagna cruenta contro la resistenza e contro i civili che erano sospettati di
sostenerla. Migliaia di persone furono arrestate, torturate e uccise.
Ciononostante i ribelli islamici sono ancora molto attivi nel Caucaso e
l’esercito russo mantiene una forte presenza in Cecenia e nelle altre
repubbliche del Caucaso settentrionale.
Il presidente si autodefinisce un
credente dell’islam tradizionale e vorrebbe vedere il popolo ceceno ritornare
ai valori morali tradizionali. “Desidero tanto che le ragazze cecene somiglino
a vere donne musulmane e si conformino ai costumi e alle tradizioni del loro
popolo”, ha detto. Perciò la vendita di minigonne e di vesti nuziali scollati è
stata messa al bando e le studentesse delle superiori e delle università devono
portare il velo. Anche le impiegate governative devono portare il velo al
lavoro. Inoltre sono vietati anche i giochi d’azzardo, gli stupefacenti e la
vendita di ogni bevanda alcolica. Tutte le opere teatrali e le canzoni cantate
in pubblico devono conformarsi alla mentalità e all’istruzione cecene.
La maggior parte della Cecenia è
attualmente sotto il controllo dei militari federali russi.
Attualmente, il 77 % dei 1,2
milioni di abitanti della Cecenia è disoccupato. La combinazione del livello
estremamente alto della corruzione e della disoccupazione induce molti giovani
a trovare risposte nel fondamentalismo islamico e nell’insurrezione.
L’introduzione dei giovani nelle schiere della resistenza continua e i
militanti delle organizzazioni islamiche, sia politiche che religiose, mettono
sotto pressione la società intera affinché si aderisca alla fede islamica. Le
autorità locali e i familiari mettono sotto pressione gli ex musulmani
convertiti a Cristo affinché ritornino all’islam. Controllano tutta la loro
vita e le loro attività. E’ ancora molto rischioso entrare e viaggiare nel
paese. I decreti presidenziali confermano i valori islamici e li impongono alla
popolazione cecena.
La chiesa russa della Cecenia e
la sua influenza sono state drasticamente ridotte sin dall’inizio del conflitto
russo-ceceno nel 1991. I pastori della chiesa battista di Grozny e i sacerdoti
russo-ortodossi sono stati rapiti e uccisi. La maggioranza dei membri
etnicamente russi delle chiese è fuggita per scampare alle violenze nel paese.
Dall’anno 2000, la Chiesa battista russa esiste ormai solo sulla carta.
“Porte Aperte” definisce
“incoraggiante” la crescita della Chiesa locale cecena. In tutto il paese si
riuniscono piccoli gruppi di credenti nascosti e nel 2007 è stato pubblicato il
Nuovo Testamento in lingua cecena. E’ disponibile, ma è molto rischioso
possederlo nel paese.
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