mercoledì 14 settembre 2011

 Il Papa in Tribunale di Andrea Tornielli, http://2.andreatornielli.it

Sui giornali di oggi trova molto spazio la notizia della denuncia presso la Corte dell’Aija presentata dalle associazioni delle vittime della pedofilia (Snap): vogliono far processare Benedetto XVI e tre cardinali (Bertone, Levada e Sodano) per “crimini contro l’umanità”.

La mossa non arriva inaspettata, se ne parlava da tempo, ed è nello stile degli avvocati statunitensi che ormai da anni cercano di coinvolgere il Pontefice in quanto “capo” dei preti di tutto il mondo. E’ evidente a tutti – e i commenti di oggi lo attestano – l’intento strumentale dell’operazione, finalizzata soprattutto al clamore mediatico.

Il “terrificante” problema della pedofilia che coinvolge i chierici, esploso in tutte le sue dirompenti proporzioni negli ultimi anni, è stato affrontato proprio da Ratzinger cardinale e poi Papa con una severità eccezionale, dimostrata dalle più recenti modifiche della legge canonica, al limite della legislazione speciale.

Ma il Papa non ha cambiato soltanto le leggi. Ha cercato di cambiare la mentalità (e per far questo non basta la modifica dei codici), facendo comprendere come le vittime non debbano essere considerate “nemiche” della Chiesa, ma vadano accolte, ascoltate, aiutate. E facendo comprendere come sia necessario collaborare con la giustizia civile, senza mai cercare di coprire o insabbiare.

Nessuno nega che nel passato, e anche in un passato recente – come purtroppo ha dimostrato il Cloyne Report – vi siano state sottovalutazioni e incapacità di affrontare il problema. Tanti, troppi vescovi non hanno saputo governare, e quando questi gravissimi casi si verificavano, non hanno saputo intervenire per evitare che si ripetessero, pur avendone gli strumenti giuridici.

Nessuno nega che all’interno dello stesso Vaticano si sia per molto tempo sottovalutata l’entità e la gravità del problema. Ma cercare di trascinare davanti alla Corte dell’Aja Benedetto XVI e i suoi collaboratori rappresenta una vera e propria assurdità, perché – a parte l’impossibilità di considerare responsabili i vertici vaticani delle azioni di singoli preti – si colpisce proprio chi più di ogni altro, con le norme e con l’esempio, ha combattuto e combatte il fenomeno della pedofilia clericale. Insomma, un autogol. Che se davvero si vogliono tutelare e proteggere i bambini, andava evitato.

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