Sui giornali di oggi trova molto
spazio la notizia della denuncia presso la Corte dell’Aija presentata dalle
associazioni delle vittime della pedofilia (Snap): vogliono far processare
Benedetto XVI e tre cardinali (Bertone, Levada e Sodano) per “crimini contro
l’umanità”.
La mossa non arriva inaspettata,
se ne parlava da tempo, ed è nello stile degli avvocati statunitensi che ormai
da anni cercano di coinvolgere il Pontefice in quanto “capo” dei preti di tutto
il mondo. E’ evidente a tutti – e i commenti di oggi lo attestano – l’intento
strumentale dell’operazione, finalizzata soprattutto al clamore mediatico.
Il “terrificante” problema della
pedofilia che coinvolge i chierici, esploso in tutte le sue dirompenti
proporzioni negli ultimi anni, è stato affrontato proprio da Ratzinger
cardinale e poi Papa con una severità eccezionale, dimostrata dalle più recenti
modifiche della legge canonica, al limite della legislazione speciale.
Ma il Papa non ha cambiato
soltanto le leggi. Ha cercato di cambiare la mentalità (e per far questo non
basta la modifica dei codici), facendo comprendere come le vittime non debbano
essere considerate “nemiche” della Chiesa, ma vadano accolte, ascoltate,
aiutate. E facendo comprendere come sia necessario collaborare con la giustizia
civile, senza mai cercare di coprire o insabbiare.
Nessuno nega che nel passato, e
anche in un passato recente – come purtroppo ha dimostrato il Cloyne Report –
vi siano state sottovalutazioni e incapacità di affrontare il problema. Tanti,
troppi vescovi non hanno saputo governare, e quando questi gravissimi casi si
verificavano, non hanno saputo intervenire per evitare che si ripetessero, pur
avendone gli strumenti giuridici.
Nessuno nega che all’interno
dello stesso Vaticano si sia per molto tempo sottovalutata l’entità e la
gravità del problema. Ma cercare di trascinare davanti alla Corte dell’Aja
Benedetto XVI e i suoi collaboratori rappresenta una vera e propria assurdità,
perché – a parte l’impossibilità di considerare responsabili i vertici vaticani
delle azioni di singoli preti – si colpisce proprio chi più di ogni altro, con
le norme e con l’esempio, ha combattuto e combatte il fenomeno della pedofilia
clericale. Insomma, un autogol. Che se davvero si vogliono tutelare e
proteggere i bambini, andava evitato.
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