L'aborto aumenta le tendenze suicide di Giovanni Bucchi, 13-09-2011, da
http://www.labussolaquotidiana.it/
Forse non basterà nemmeno questo
ennesimo studio a far aprire gli occhi a chi rivendica la bontà dell'aborto
come atto di autodeterminazione della donna. Ma tant'è, la realtà va raccontata
senza troppi accomodamenti, con buona pace di chi ancora si ostina a brandire
il vessillo della liberazione femminile dalla schiavitù della procreazione.
La notizia arriva
dall'Inghilterra, quindi non da un Paese propriamente cattolico: l'autorevole
rivista scientifica “British Journal of Psychiatry” nel suo ultimo numero
uscito l'1 settembre ha pubblicato uno studio su “Aborto e salute mentale”,
condotto dalla dottoressa Priscilla Coleman della Bowling Green State
University dell'Ohio (Usa). Le conclusioni a cui è giunta la ricercatrice sono
impressionanti: nelle donne che si sono sottoposte all'aborto la probabilità
che si manifestino tendenze al suicidio aumenta del 155 per cento.
Lo studio guidato dalla
dottoressa Coleman – e di cui ha dato conto pure il giornale inglese "The
Telegraph" – ha coinvolto una cosa come 877.000 donne, di cui 163.831
avevano abortito. Ebbene, l'analisi di questo “campione femminile” ha
dimostrato ancora una volta (se ancora ce ne fosse il bisogno) la drammatica
esistenza della cosiddetta “sindrome post aborto”, rivelando che le donne che
si sottopongono all'interruzione di gravidanza volontaria hanno quasi il doppio
di probabilità di soffrire di problemi psicologici se non addirittura
psichiatrici rispetto a quelle che non hanno abortito.
Non finisce qui: come detto,
nella quota di donne che hanno deciso di porre fine alla loro “dolce attesa”
aumenta vertiginosamente del 155 per cento il rischio di tendenze suicide
(attenzione, non il suicidio, ma la possibilità che le donne ci pensino o la
considerino un'ipotesi percorribile per porre fine alle loro sofferenze dettate
dalla drammatica esperienza).
Gli studiosi guidati dalla Coleman
hanno poi constatato un aumento del 34 per cento del rischio di problemi legati
all'ansia, del 37 per cento della concreta possibilità cadere in depressione e
rispettivamente del 110 e del 220 per cento di affidarsi all'uso di alcol e
droghe (in particolare, marijuana) per alleviare (apparentemente) la propria
condizione di disagio. La stessa dottoressa Coleman, che insegna Sviluppo umano
e della famiglia all'Università dell'Ohio, dichiara di aver scoperto “rischi
associati all'aborto che devono essere condivisi con l'opinione pubblica e
portati a conoscenza delle donne prima che si sottopongano a tale procedura”.
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