Pazzo per l’eutanasia L’assassino Diabolik ora diventa un «Dottor
Morte» di Rino Cammilleri, Ilgiornale, 12 settembre 2011
Ci risiamo. All’evoluzione
buonista (ma anche banalmente conformista o, se preferite, qualunquista di
sinistra) di Diabolik non poteva mancare il tassello dell’eutanasia. Già il
titolo, La morte dolce, mostra appiattimento politicamente corretto. Si tratta,
per giunta, di una ristampa, vuol dire che il vizio è vecchio. Ma coincide con
l’assegnazione di un premio milanese, tipo «amici degli animali», che in questi
giorni vede premiati gli autori di quello che una volta fu il «Re del Terrore»
per l’impegno animalista del loro personaggio. Il quale, tra l’altro, fa da
testimonial alle campagne contro l’abbandono dei pets e la guida spericolata.
Negli anni Settanta, viventi le
creatrici sorelle Giussani, Diabolik faceva pubblicità al divorzio in corso di
referendum. Evvabbé, in fondo era uno che conviveva more uxorio. Speriamo che
non chieda Pacs e Dico, onde far beneficiare a Eva Kant della pensione di
reversibilità. Storica fu la puntata Diabolik in Oriente in cui si magnificava
la rivoluzione culturale cinese con la storica frase: «Io qui non avrei ragione
di esistere», detta da uno che di mestiere fa il ladro. E anche l’assassino.
Anche in quest’ultimo campo, in effetti, Mao era più bravo. Poi, non molti anni
fa, venne il numero in cui si sbavava per l’amore gay e Diabolik esternò tutta
la sua anti-omofobia. Qualche imbarazzo gli autori lo ebbero quando si trattò
di indossare una della famose maschere, perché il personaggio da interpretare
era un gay dichiarato. Il cui posto fu preso da Eva, visto che,
nell’immaginario, Diabolik oltre che etero deve essere anche macho.
Ma la corrente storia
sull’eutanasia merita qualche cenno in più, perché non solo Diabolik
somministra la «dolce morte» a un malato inguaribile, ma addirittura lo vendica
contro quelli che l’hanno fatto finire in carrozzina. E senza nulla
guadagnarci. Così, per puro buoncuore. Naturalmente, iniettare una sostanza
letale nel braccio di un paralitico è «buoncuore» alla Pannella, ed è strano
che, finora, Diabolik non abbia ancora vissuto un’avventura «radicale». Forse
il motivo sta nella droga, che il Nostro, in cuor suo, probabilmente vorrebbe
veder liberalizzata, almeno quella «leggera». L’eutanasia, si badi, non è
opinione dei soli Diabolik e Eva, ma anche di Ginko e Altea. Insomma, tutti,
tranne il maggiordomo (per rispettare il vecchio canone del giallo?). A questo
punto non resta che attendere Diabolik alle prese con la fecondazione eterologa
e in vitro, nonché con l’aborto. Va da sé che Eva usa la pillola, ma se facesse
cilecca? Ecco un bel tema per una delle prossime avventure. Magari, Diabolik
potrebbe pugnalare qualche pro-life che protesta davanti a una clinica
abortista. O sterminare col gas i finanzieri che schedano gli immigrati
clandestini. O far deragliare con un geniale marchingegno l’Alta Velocità in
Val di Susa. E perché non fornire di una delle sue celebri maschere Cesare
Battisti, onde consentirgli di tornare in Italia? Eh, c’è ancora molto da fare.
© IL GIORNALE ON LINE S.R.L.
Nessun commento:
Posta un commento