giovedì 15 settembre 2011


Calabrò: ecco perché la legge sulle Dat va bene com’è – «I princìpi introdotti nel precedente passaggio al Senato sono stati tutti mantenuti, la Camera ha solo puntualizzato e snellito». Il relatore della norma sul fine vita a Palazzo Madama spiega le novità e i passaggi che attendono il testo – di Ilaria Nava, Avvenire, 15 settembre 2011

Scorrevolezza e maggior chiarezza. Sono puntualizzazioni necessarie che mantengono l’impianto della legge quelle che la Camera ha apportato al ddl su consenso informato, alleanza terapeutica e dichiarazioni anticipate di trattamento (le Dat). Il relatore al Senato, Raffaele Calabrò (Pdl), riprende in mano il "suo" testo riconoscendo i miglioramenti apportati dall’altro ramo del Parlamento e prevedendo tempi rapidi per il secondo passaggio a Palazzo Madama. «Martedì il provvedimento è stato incardinato in commissione Igiene e Sanità e io ho svolto la relazione illustrando le novità della Camera – spiega Calabrò –, la prossima settimana si terrà l’ufficio di presidenza della commissione per definire il calendario e l’articolazione dei lavori. Sono ottimista sui tempi perché le stesse forze politiche che lo hanno sostenuto in prima lettura dovrebbero farlo anche adesso. Anzi, a maggior ragione adesso che il ddl è stato perfezionato. Svolgeremo tutto l’iter con grande attenzione e apertura al confronto, cosa che non significa necessariamente dilatazione dei tempi».
Quindi anche lei lo giudica migliore adesso?
«Nella sostanza è uguale, i princìpi sono stati tutti mantenuti. La Camera ha fatto un lavoro di puntualizzazione di alcuni termini e di precisazione. Inoltre ha snellito alcune parti superflue».
Ad esempio?
L’articolo sui contenuti della Dat è stato limato per rendere il testo più agevole, mantenendo l’impianto garantista e il diritto del soggetto di esprimere i propri orientamenti sull’attivazione dei trattamenti sanitari.
In altre parti ci sono state utili precisazioni, come nel comma sui soggetti per cui la Dat entra in vigore».
Cioè?
«Il vecchio testo affermava che la Dat entra in vigore quando il soggetto in Sstato vegetativo non è più in grado di comprendere le informazioni sul trattamento sanitario. Ora si è introdotta un’utile precisazione – dove si afferma che la Dat entra in vigore quando è stata accertata l’assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale – che permette di riconoscere questa condizione attraverso dati strumentali definendo la diagnosi in maniera più corretta».
Tra le novità c’è anche l’introduzione dell’assistenza ai soggetti in stato vegetativo tra i livelli essenziali.
Cosa significa essenziali?
«Questo è un aspetto molto importante perché una delle critiche che vengono mosse ai sostenitori di questa legge è quella di voler unicamente porre paletti ai contenuti delle Dat e disinteressarsi dei diritti del paziente. L’ampliamento di questo articolo, la cui precedente versione già affermava l’emanazione di linee guida per l’assistenza ai soggetti in stato vegetativo, dimostra il contrario. Ora si sono definite meglio le modalità di questa assistenza, prevedendo, appunto, che sia garantita come livello essenziale, ossia che non sia più in mano unicamente alle Regioni ma sia assicurata a tutti a livello nazionale attraverso il sistema sanitario.
Prima lo stato vegetativo non era rappresentato adeguatamente nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), mentre adesso è pienamente riconosciuto come disabilità».
È stato abrogato anche il comma sulle possibili controversie tra medico e fiduciario.
Nel testo del Senato si devolveva la controversia a un collegio, specificando che la decisione non sarebbe stata vincolante per i sanitari. Se, quindi, il medico non si fosse adeguato, la soluzione sarebbe stata quella di cambiare medico. Una soluzione che può essere percorsa anche adesso, pur essendo stata tolta questa previsione».

Nessun commento:

Posta un commento