Figli su ordinazione un business senza freni, di Emanuela Vinai,
Avvenire, 15 settembre 2011
Verrebbe da dire che finalmente
se ne sono accorti. Prima il New York Times, ripreso integralmente da la
Repubblica, poi Il Messaggero e infine l’inchiesta di Panorama: i figli di
fecondazione eterologa sono tanti, e molti di uno stesso padre. E, udite udite,
ci sono donatori più richiesti di altri perché più intelligenti, più belli, più
vincenti.
Ebbene, correval’anno 2005, il dibattito
sui referendum sulla legge 40 iniziava a infiammare i media, e il numero 22 di
è vita si apriva con il reportage «Per superbimbo cercasi seme di vichinghi»
sulla più importante banca mondiale dello sperma, la danese Cryos
International, la cui migliore pubblicità è insita nei caratteri somatici dei
donatori: alti, biondi, occhi azzurri.
La Cryos, contando su 220 donatori
attivi, esportava lo sperma scandinavo in 40 Paesi, Kenya e Cina compresi. Il
successo commerciale era indubbio e Avvenire, nel descrivere il «processo
produttivo», segnalava che «la legge danese, molto permissiva, offre ben 25
possibilità di diventare padre a ogni donatore. Con il suo seme l’uomo record
della Cryos è diventato padre di 101 bambini in giro per il mondo». Il giro di affari
del commercio internazionale di sperma, definito allora «in forte espansione»,
era stimato in un valore di oltre 100 milioni di dollari. Oggi il mercato è più
florido e ha cominciato a far nascere i primi dubbi sul «lato etico di questo business
che finora – per citare l’australiano International Business Time – è stato
trascurato».
Effettivamente le possibilità di
incesto, di trasmissione di malattie ereditarie e il diritto a conoscere la
propria origine genetica sono state finora alquanto sottostimate...
Oggi la Cryos esibisce le 19mila
gravidanze ottenute dal 1991 e un catalogo di 400 donatori. Online è possibile
visionare nei dettagli caratteristiche e attitudini di ciascuno, oltre alla
professione e alla foto del donatore da bambino. Quanti bimbi biondi e paffuti
assomiglieranno ad Abild, donatore danese doc, alto 1.86, 43 di piede, che da
grande vuol fare lo psicologo? O forse qualcuno veramente pensava che aun
donatore potesse corrispondere un solo figlio?
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