Emilia, Costituzione a fumetti: «salta» l'articolo sulla famiglia di
Andrea Zambrano, 16-09-2011, http://www.labussolaquotidiana.it
Illustrare la Costituzione a
fumetti per far conoscere i valori della Carta è da sempre una delle ambizioni
di molte amministrazioni pubbliche. Questa volta però la Regione Emilia Romagna
ha superato ogni limite: omissioni, libere ricostruzioni e addirittura alcune
immagini che richiamano alla pornografia, in una pubblicazione destinata ai
bambini. Un consigliere regionale del PdL - Fabio Filippi - ha denunciato la
vicenda.
«La Regione cancella la
famiglia», ha tuonato. I fatti partono dalla pubblicazione di un opuscolo, a
spese dei contribuenti, per “interpretare” in modo libero (sic!) gli articoli
che compongono la Costituzione. E per l’occasione non si sono fatti mancare i
migliori vignettisti e fumettisti sulla piazza: da Altan a Daniele Luttazzi.
Nell'opuscolo, ciascun articolo
della Costituzione è affiancato dal fumetto esplicatvo.
Ma è all’articolo 30 che tutto si
complica. E’ quello relativo al dovere e diritto dei genitori di mantenere,
istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio.A spiegazione
dell’articolo è stata affiancata, con una scelta di pessimo gusto, l’immagine
di un bambino (o di un adulto, non si capisce bene ndr.) che legge una rivista
dal titolo “porno sex” e una donna nuda stilizzata.
Filippi chiederà di ritirare il
libretto, in quanto «diseducativo nella parte relativa ai rapporti
etico-sociali». Nell'opuscolo però non ci sono solo immagini che richiamano
alla pornografia, ma anche la totale assenza strategica di due articoli. Quali?
Gli articoli 29 e 31 della Costituzione, che evidentemente richiamano concetti
non graditi alla giunta guidata da Vasco Errani.
Non certo articoli a caso. Nel
primo si ribadisce che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come
società naturale fondata sul matrimonio”. Nel secondo che “La Repubblica
agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia
e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie
numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti
necessari a tale scopo».
Non è la prima volta che la
Regione Emilia Romagna si trova al centro di di iniziative a dir poco
discutibili: prima l'approvazione di una legge sui Dico regionali, poi
l'introduzione di una normativa sui ticket sanitari che favorisce le coppie di
fatto. Ora ci riprova producendo un opuscolo, con soldi pubblici, dal quale
sono stati cancellati gli articoli fondamentali della Costituzione che
riguardano la famiglia in quanto istituzione.
Sul caso, il consigliere Filippi
ha preannunciato interpellanze per conoscere quanto è costata alla collettvitià
la trovata che a Bologna non mancherà di far discutere.
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