È il primo spin off
dell'università di Palermo e in questi mesi compie il suo quarto compleanno.
Nato con un capitale iniziale di 100mila euro dopo anni di ricerca da un gruppo
di cinque studiosi dotati di competenze diversificate, dalla fisica delle particelle
all'astrofisica, oggi MediCad è attiva nella produzione di Computer Aided
Detection, un software basato su sofisticati algoritmi in grado di rilevare
lesioni in immagini biomediche, con lo scopo di aiutare il medico nella
identificazione di potenziali tumori evidenziando la densità dei tessuti.
A comporre il team due fisici
universitari, Giuseppe Raso e Francesco Fauci, un radiologo, Raffaele Ienzi, un
dottorando, Donato Cascio, e un assegnista di ricerca, Rosario Magro.
«Realizziamo una specie di secondo occhio delle immagini radiologiche, in
quanto avulso da problemi di affaticamento e routine - spiegano i ricercatori
-. Le applicazioni più promettenti si sono riscontrate nella mammografia,
proponendosi come un'indispensabile tecnologia nei reparti di radiologia
senologica».
Lo strumento creato da MediCad
viene di norma inserito nelle cosiddette stazioni di refertazione
mammografiche, le quali vengono impiegate nei centri senologici per refertare
le immagini mammografiche digitali. «Il prodotto si rivolge ai centri
ospedalieri pubblici e privati, studi privati di radiologia, università e
centri di ricerca».
Dato il successo (altri sistemi
analoghi sono stati intanto sviluppati negli Usa), oggi i ricercatori sono al
lavoro per migliorare il prodotto seguendo due direttrici. «Da un lato puntiamo
sull'aumento delle performance nelle applicazioni mammografiche, dall'altro -
concludono - sull'estensione della tecnologia ad altri iter diagnostici, come
le patologie polmonari e del colon».
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