All'origine dell’odio contro i copti in Egitto di Valentina Colombo, 15-10-2011,
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La nuova recente strage di copti
(che in tutto sono il 10% della popolazione egiziana, ma comunqe la più grande
comunità di cristiani del Medio Oriente) ricorda i termini di una emergenza
sempre più grave dovuta all’ideologia discriminante ed estremista dei Fratelli
Musulmani che da tempo si espande nel Paese a macchia d’olio.
Tale ideologia considera il
cristianesimo una religione che ha alterato la verità e i cristiani delle
persone di seconda categoria che vanno ricondotte all’unica vera religione,
l’islam. Ebbene, le violenze che da nni si susseguono, e che non hanno visto
modificarsi granché la situazione dopo la cacciata di Hosni Mubarak, hanno
tutte un precedente culturale inquietante.
Il 16 dicembre 2009 sul
quotidiano arabo internazionale al-Sharq al-Awsat si leggeva ilinfatti seguente titolo: Al-Azhar ritira un libro di
Muhammad Ammara perché i cristiani sostengono contenga ‘un oltraggio alla loro
religione. Per meglio intendere la rilevanza di quella notizia è utile chiarire
di chi e di che cosa si sta parlando.
Al-Azhar è l’università islamica
del Cairo, spesso definita il "Vaticano dell’islam" poiché ne è una
delle istituzioni più importanti e autorevoli. Ne consegue che un libro
pubblicato da al-Azhar avrà certamente più riscontro e più seguito di un testo
edito altrove. Muhammad Ammara è membro del Centro di ricerche islamiche
dell’università di al-Azhar ed è uno degli intellettuali più seguiti dagli
ambienti legati ai Fratelli musulmani. Il testo in questione s’intitolava
semplicemente "Relazione scientifica" [nella foto la copertina] e fu
pubblicato come allegato alla rivista ufficiale dell’ateneo cairota. A pagina
148 della tawsiyya, ovvero nella raccomandazione che viene posta alla fine del
rapporto, vengono presentate le conclusioni dell’autore. Vi si legge questo:
«Per i suddetti motivi a
proposito dell’opuscolo "Pronti a rispondere" si raccomanda quanto
segue: 1. Non farlo circolare perché incita alla secessione e all’odio da parte
dei cristiani nei confronti dell’islam poiché mente circa il testo coranico e
fabbrica menzogne sui teologi musulmani e schernisce i profeti e gli inviati;
2. Si raccomanda di pubblicare questa replica in allegato alla rivista di
al-Azhar affinché gli spropositi di questo libro vengano resi noti alle
persone, è necessario rispondere per rafforzare le menti contro le menzogne e
le calunnie, affinché coloro che percorrono questa strada tortuosa sappiano che
il Centro di ricerche islamiche della nobile al-Azhar è pronto a difendere la
religione, per fare trionfare la verità e per diffondere l’armonia tra i devoti
delle religioni celesti.
Iddio è dietro questo intento …
da Lui deriviamo il sostegno e l’approvazione.
Dottor Muhammad Ammara
Membro del Centro di ricerche
islamiche di al-Azhar».
Una rapida analisi della
"relazione scientifica" dell’ideologo Ammara relativa all’opuscolo di
52 pagine "Pronti a rispondere" di Samir Markus fa comprendere quanto
certi testi, soprattutto se sponsorizzati da una delle principali istituzioni
dell’islam, siano estremamente pericolosi. Già nell’introduzione si percepiscono
il tono provocatorio, il desiderio di scontro con l’altro, in questo caso i
cristiani, e la bieca ideologia a scapito della realtà storica dei fatti.
Facendo riferimento a una
conferenza tenutasi negli Stati Uniti che ha dato poi origine all’opuscolo
"incriminato", alla pagina 3 si accusano gli organizzatori di volere
fare proselitismo tra i musulmani, anzi di volere convertire tutti i musulmani
e si aggiunge: «Dal punto di vista storico la diffusione del cristianesimo è
strettamente connessa alle conquiste coloniali dell’Occidente nel mondo
islamico». Una siffatta affermazione sottintende che il cristianesimo sarebbe
giunto nel mondo islamico e si sarebbe imposto con la forza, quindi la presenza
del cristianesimo è frutto di un attacco militare, di conseguenza, in base alla
teoria classica del jihad, rende una reazione anche militare da parte della
nazione islamica. Una siffatta affermazione implica una volontà di cancellare
l’oggettività dei dati storici ovvero tace volutamente il fatto che prima delle
conquiste islamiche tutto il Nord Africa era cristiano e venne man mano
convertito all’islam con l’uso delle armi.
A pagina 5 si scrive che a
partire dalla conferenza americana il fine ultimo dei cristiani è quello «di
penetrare l’islam e non di arrivare a uno scontro violento e diretto con
l’islam». Ebbene, secondo Ammara i cristiani metterebbero in pratica nel mondo
islamico la stessa tattica dei Fratelli musulmani in Occidente, e l’opuscolo in
questione sarebbe uno strumento di questo tentativo di penetrazione da arginare
in ogni modo.
A pagina 33 inizia una vera e
propria invettiva contro il Vangelo in quanto testo "corrotto":
«Dov’è questo Vangelo? Il Vangelo del Messia? […] non esiste una sola copia di
questo Vangelo». Si tratta di una ripresa della teoria islamica, detta tahrif,
che vuole che i testi delle religioni precedenti all’islam siano alterati e
corrotti.
A pagina 35 Ammara ribadisce che
tre Vangeli su quattro non risalgono ai tempi di Gesù, che i contenuti dei
Vangeli sono stati notevolmente alterati dalle traduzioni nelle varie lingue,
che la traduzione è un "tradimento" del testo originale che i
cristiani non posseggono e conclude: «Quindi ci troviamo innanzi a brani
religiosi che non hanno alcun legame con il testo originale».
A pagina 39 nega che il Vangelo
possa essere parola di Dio.
A pagina 42 a conferma della
corruzione del testo evangelico si fa riferimento al brano del Vangelo di
Giovanni che viene considerato dall’islam uno dei testi più corrotti poiché il
Paracleto (Gv 14, 26), il Consolatore (paràcletos) annunciato da Gesù sarebbe
invece il Famoso o il Molto degno di lode (periclutòs), in arabo Ahmad o
Muhammad, dunque il nome del Profeta dell’islam. L’argomento del Paracleto
trova conferma nella sura coranica dei Ranghi serrati, là dove Gesù figlio di
Maria dichiara: «Figli di Israele! Io sono il Messaggero di Dio inviato a voi
per confermare quella Torah che fu data prima di me e per annunciare un
Messaggero che verrà dopo di me e il cui nome è Ahma»” (LXI, 6).
A pagina 45 Ammara ribadisce che
«i più antichi manoscritti di questi Vangeli sono stati redatti in epoca più
recente rispetto al Messia».
A pagina 52 si trova
un’affermazione che ci avvicina a quella che è la teoria che sottende a tutto
l’opuscolo ovverosia che il cristianesimo è una religione politeista. Si
riporta la seguente frase del celebre teologo mu’tazilita Abd al-Jabbar,
vissuto nell’XI secolo: «Il cristianesimo quando è giunto a Roma, non ha
conquistato Roma, bensì è stato il cristianesimo a "romanizzarsi"»,
il che equivale a dire che il cristianesimo è stato conquistato dal paganesimo.
Nelle pagine successive Ammara
sottolinea che esistono molti più Vangeli rispetto ai quattro canonici e che
questi Vangeli non riconosciuti sono cronologicamente più vicini all’epoca in
cui visse Gesù, sottointendendo la volontà di scegliere testi più lontani.
Anche questa osservazione è islamicamente confermata dal fatto che le nozioni
sulla religione cristiana contenute nel Corano dipendono soprattutto dai vangeli
apocrifi. Alla luce dei molteplici fatti di sangue contro i copti è
sorprendente notare che l’unico luogo che viene citato nel testo di Ammara è
proprio Naga Hammadi, già sede del micidiale attentato avvenuto il 7 gennaio
2010: «Così i Vangeli che sono stati scoperti tra i manoscritti di Naga Hammadi
- nell’Egitto meridionale - nel 1947 contengono 53 testi per un totale di 1153
pagine conservate in 13 volumi». E a pagina 55 Ammara conclude: «Ammesso questo
diventa palese la verità della non autenticità di questi Vangeli, sono solo
racconti […] e registrazione di una cultura orale. I romani fecero riferimento
a solo quattro di questi testi».
A partire da pagina 70 Ammara
dibatte sulla divinità di Gesù negata dall’islam. A pagina 74 cita i versetti
72-77 della sura della Tavola imbandita in cui si definiscono i cristiani
"miscredenti": «O gente del Libro, voi non vi appoggiate su nulla di
solido, finché non vi atterrete al Pentateuco, al vangelo e a quanto vi è stato
fatto scendere da parte del vostro Signore; e ciò che è stato fatto scendere a
te dal tuo Signore, accrescerà per certo la ribellione e la miscredenza di
molti di essi; però tu non ti crucciare per i miscredenti. […] in verità sono
miscredenti quelli che dicono: "in verità, Dio è il Messia, figlio di
Maria" poiché il Messia disse: "O figli di Israele, servite Dio,
signor mio e signor vostro"; chiunque associ a Dio altre divinità, Dio gli
interdirà l’entrata del paradiso e sua dimora sarà il fuoco e gli iniqui non
avranno soccorritori. Miscredenti sono invero quelli che dicono: "in
verità, Dio è il terzo di tre" mentre non v’è altro Dio se non un dio
unico e se essi non desisteranno da quel che dicono, un castigo doloroso
coglierà quelli di essi che non credono».
Credo che basterebbe questa
citazione per comprendere la pericolosità del testo di Ammara. Purtroppo nel
testo coranico la sorte dei miscredenti è ribadita molto spesso. Ad esempio,
nella sura del pentimento al versetto 29 si legge: «Combattete contro quelli
che non credono in Dio né nel giorno estremo, e non considerano proibito quel
proibisce Dio e il Suo Messaggero, e quelli che non professano la religione
della verità, ossia coloro ai quali è stato dato il Libro, finché non versino
umilmente la jizya, e siano soggiogati».
Come se ciò non bastasse a pagina
83 si legge a proposito del »angelo di Giovanni: «Questo Vangelo - solo questo
- giunge sulla soglia dell’idolatria e del politeismo quando trasforma il Verbo
- il Messia - in Dio stesso»
A questo punto risulta più che
chiara la finalità del testo dell’ideologo islamico: istigazione all’odio e
alla violenza.
La "relazione
scientifica" essendo allegata alla rivista di al-Azhar di sicuro è giunta
in tutte le moschee egiziane, compresa quella di Naga Hammadi, prima di essere
ritirata. Non possiamo affermare con certezza che sia stata l’elemento
scatenante dei tragici fatti di allorsa, ma di sicuro fino a quando gli
ideologi dell’estremismo islamico, come Ammara, e le istituzioni dell’islam,
come al-Azhar, potranno pubblicare testi o emettere fatwe che istigano all’odio
e alla violenza contro gli Altri, non dovremo stupirci se le persecuzioni dei
cristiani nel mondo islamico continueranno. Spetta alla comunità internazionale
monitorare e fermare la diffusione delle idee e degli scritti degli ideologi
dell’odio che si annidano anche nelle moschee d’Europa.
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