EGITTO - Verità e giustizia sul massacro dei copti, contro la menzogna
e la superficialità di Bernardo Cervellera, 14/10/2011, http://www.asianews.it
I risultati delle autopsie
saranno diffusi il 27 ottobre. Ma da ora vi è una campagna dell’esercito
egiziano a tacere, manipolare la verità e accusare i copti di violenza, contro
tutte le testimonianze oculari e i video. Shenouda III si schiera contro la
versione dei militari. Anche Obama suppone che i copti siano stati violenti.
Per non dimenticare, AsiaNews pubblica alcune immagini del massacro, inviateci
da organizzazioni copte.
Roma (AsiaNews) - I corpi
martoriati dei cristiani copti uccisi il 9 ottobre scorso attendono verità e
giustizia. I 26 cadaveri ancora insanguinati, le teste sfracellate dalla
violenza degli autoblindo militari, sono ammucchiati in alcune sale
dell’ospedale copto del Cairo e in altri ospedali della città nell’attesa di
autopsia. Ihsan Kamel, capo dell’ufficio di medicina legale, ha dichiarato che
ci vorrà tempo e che i risultati saranno pubblicati solo il 27 ottobre. Egli ha
anche affermato che tutto quanto si dichiara in questi giorni da parte di
medici forensi potrebbe essere inaccurato.
Forse quest’ultimo avvertimento è
dovuto a scrupolo ed accuratezza scientifici. Ma non vorremmo che sia dettato
dal tentativo di squalificare testimonianze di dimostranti e medici che in
questi giorni hanno sottolineato che la morte di diverse vittime è stata
causata da proiettili di armi da fuoco e dal peso schiacciante di veicoli
pesanti.
Ieri, Magda Adly, capo di El
Nadeem, un Centro di riabilitazione per le vittime della tortura, ha dichiarato
di aver assistito all’autopsia sul corpo di otto degli uccisi a Maspero (la
zona vicina a piazza Tahrir, dove è avvenuto il massacro). Secondo la Adly è
evidente che sei cadaveri erano stati schiacciati da “veicoli pesanti” e due
avevano ricevuto un “eccessivo” numero di pallottole.
La testimonianza della Adly
coincide con quella dei molti sopravvissuti al massacro del 9 ottobre,
documentata con ampiezza da molti video pubblicati su internet (v. ad esempio:
http://www.youtube.com/watch?v=v0y77M-FjHk&NR=1&skipcontrinter=1;
http://www.light-dark.net/vb/showthread.php?t=6804;
http://www.light-dark.net/vb/showthread.php?p=7917#post7917).
In queste immagini è evidente che
i soldati hanno sparato contro la folla inerme, come pure è evidente che gli
autoblindo hanno puntato diritto sui dimostranti indifesi.
In Egitto e nel mondo vi è il
tentativo di nascondere la verità. Un solo esempio: Mina Daniel, un cristiano
che era anche uno dei leader della “primavera araba” di piazza Tahrir, è stato
ucciso il 9 giugno con colpi di armi da fuoco e poi sfracellato da un
autoblindo. Ma il suo certificato medico non dice nulla delle cause della sua
morte.
Il tentativo più potente di
cancellare quanto è successo il 9 ottobre viene dai militari. Due giorni fa in
una conferenza stampa, l’esercito ha rigettato tutte le accuse contro di esso.
Mostrando ai giornalisti video e foto, i due generali Adel Emara e Mahmoud
Hegazy, hanno detto che i soldati non avevano munizioni letali e che gli
autoblindo cercavano in tutti i modi di evitare di investire le persone che
invece lanciavano molotov e pietre.
Contro questo tentativo di
cancellare la verità e la giustizia si è levato anche il capo degli ortodossi
copti, papa Shenouda III. Incontrando ieri il premier Essam Sharaf, egli ha
ribadito che la manifestazione dei copti lo scorso 9 ottobre “era pacifica e i
dimostranti non avevano armi”.
Nella sua catechesi del mercoledì
pomeriggio, due giorni fa ha ribadito lo stesso concetto e ha dichiarato che il
massacro dei giorni scorsi “non ha precedenti” nella storia recente della
Chiesa in Egitto. Egli stesso ha citato i primi risultati delle autopsie
secondo cui due terzi dei martiri uccisi presentano ferite di armi da fuoco e
che i restanti sono stati travolti e schiacciati da veicoli militari.
Molti cristiani e musulmani si
domandano anche perché - se la manifestazione dei copti era autorizzata - vi
era uno spiegamento di centinaia di poliziotti e migliaia di soldati. Ciò fa
supporre che lo scontro fosse premeditato, forse per ritardare le elezioni,
forse per mantenere lo stato di emergenza.
La condanna dell’esercito e dei
suoi metodi “fascisti”, peggiori che al tempo di Mubarak, sta unendo i molti
rappresentanti della “primavera araba”, ma anche tanta parte della popolazione
egiziana. Eppure, contro tutto questo, vi è lo scandalo annunciato ieri: sul
massacro di Maspero vi sarà solo un’inchiesta ed essa sarà condotta dai militari.
Il ritornello dell’esercito è che
fra i dimostranti vi erano persone violente, armate, che hanno iniziato gli
scontri con le forze dell’ordine. Il ministro per la giustizia, Mohamed
El-Guindy, ha dichiarato che sono iniziati gi interrogatori dei dimostranti
arrestati e che gli accusati saranno giudicati non da un tribunale civile, ma
militare.
Le organizzazioni copte
dell’Europa, in un loro comunicato giunto ad AsiaNews, condannano il “trionfo
della vergogna” per l’esercito egiziano. Esse puntano il dito anche verso il
ministro dell’informazione, Osama Heikal e per i media a lui sottomessi, che
hanno lanciato gli appelli contro i copti che “stavano uccidendo” l’esercito e
l’Egitto.
L’occidente sembra distante da
quanto succede in Egitto. Pressata dai problemi dell’euro, la Ue ha condannato
la violenza e ha chiesto più rispetto per i diritti delle minoranze; la Casa
Bianca ha addirittura sposato la tesi dell’esercito egiziano. Il presidente
Obama, infatti ha deplorato la “tragica perdita di vite fra i dimostranti e le
forze di sicurezza”, aggiungendo che “è tempo di moderazione da entrambe le
parti”.
Così le richieste di democrazia,
libertà di stampa, parità di diritti per cristiani e musulmani – il cuore delle
lotte della “primavera araba” egiziana – sembrano allontanarsi. Di questa
visione democratica fa parte anche il diritto dei cristiani a edificare luoghi
di culto alla pari dei musulmani.
Ancora una volta, la libertà
religiosa si manifesta come l’elemento chiave dei diritti umani. La manifestazione
dei copti – appoggiata anche da molti musulmani – era nata per rivendicare il
diritto di una chiesa ad Assuan, distrutta dagli integralisti, appoggiati dal
governatore locale (un ex generale). Con la sua tragica conclusione, essa ha
però manifestato anche i tanti diritti umani di cui la popolazione egiziana è
derubata.
Alcune organizzazioni copte ci
hanno inviato alcune foto terribili sul massacro dei loro fratelli di fede,
chiedendo che vengano pubblicate. Pur con qualche esitazione e avvertimento abbiamo
deciso di pubblicarle. “Il sangue dei martiri – ha detto Shenouda III ai
funerali di alcune vittime – non è a basso prezzo”: esso è il prezzo enorme che
gli egiziani pagano per la dittatura dei loro capi e per la superficialità
dell’occidente. Finché non sarà fatta giustizia ai massacrati di Maspero, non
ci sarà giustizia per nessun egiziano.
ATTENZIONE: Le immagini che
presentiamo sono molto crude e potrebbero impressionare un pubblico sensibile.
Per vedere le immagini clicca qui.
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