UDIENZA DEL PAPA AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO SULLE STAMINALI ADULTE - ll
dialogo fra scienza ed etica è della massima importanza - CITTA' DEL VATICANO,
domenica, 13 novembre 2011 (ZENIT.org)
ZI11111308 - 13/11/2011
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Riprendiamo di seguito il
discorso pronunciato da Papa Benedetto XVI in occasione dell'Udienza concessa
ai partecipanti al Convegno Internazionale promosso dal Pontificio Consiglio
della Cultura, che si è svolto dal 9 all’11 novembre in Vaticano sul tema
"Adult Stem Cells: Science and the Future of Man and Culture".
***
Eminenza,
Cari Fratelli Vescovi,
Eccellenze,
distinti ospiti,
cari amici,
desidero ringraziare il Cardinale
Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per le
sue cordiali parole e per aver promosso questa Conferenza Internazionale su
Cellule staminali adulte: la scienza e il futuro dell'uomo e della cultura.
Desidero ringraziare anche l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del
Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della
Salute), e il Vescovo Ignacio Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia
Accademia per la Vita, per il loro contributo a questo sforzo particolare. Una
speciale parola di gratitudine va ai numerosi benefattori il cui sostegno ha
reso possibile questo evento. A tale proposito, desidero esprimere
l'apprezzamento della Santa Sede per tutta l'opera svolta da varie istituzioni
per promuovere iniziative culturali e formative volte a sostenere una ricerca
di massimo livello sulle cellule staminali adulte e a studiare le implicazioni
culturali, etiche e antropologiche del loro uso.
La ricerca scientifica offre una
opportunità unica per esplorare la meraviglia dell'universo, la complessità
della natura e la bellezza peculiare dell'universo, inclusa la vita umana.
Tuttavia, poiché gli esseri umani sono dotati di anima immortale e sono creati
a immagine e somiglianza di Dio, ci sono dimensioni dell'esistenza umana che
stanno al di là di ciò che le scienze naturali sono in grado di determinare.
Se questi limiti vengono
superati, si corre il grave rischio che la dignità unica e l'inviolabilità
della vita umana possano essere subordinate a considerazioni meramente
utilitaristiche. Tuttavia, se, invece, questi limiti vengono doverosamente
rispettati, la scienza può rendere un contributo veramente notevole alla
promozione e alla tutela della dignità dell'uomo: infatti in questo sta la sua
utilità autentica.
L'uomo, l'agente della ricerca
scientifica, a volte, nella sua natura biologica, sarà l'oggetto di quella
ricerca. Ciononostante, la sua dignità trascendente gli dà il diritto di
restare sempre il beneficiario ultimo della ricerca scientifica e di non essere
mai ridotto a suo strumento.
In questo senso, i benefici
potenziali della ricerca sulle cellule staminali adulte sono considerevoli,
poiché essa dà la possibilità di guarire malattie degenerative croniche
riparando il tessuto danneggiato e ripristinando la sua capacità di
rigenerarsi. Il miglioramento che queste terapie promettono costituirebbe un
significativo passo avanti nella scienza medica, portando rinnovata speranza ai
malati e alle loro famiglie. Per questo motivo, naturalmente la Chiesa offre il
suo incoraggiamento a quanti sono impegnati nel condurre e sostenere ricerche
di questo tipo, sempre che vengano condotte con il dovuto riguardo per il bene
integrale della persona umana e il bene comune della società.
Questa condizione è della massima
importanza. La mentalità pragmatica che tanto spesso influenza il processo
decisionale nel mondo di oggi è fin troppo pronta ad approvare qualsiasi
strumento disponibile a ottenere l'obiettivo desiderato, nonostante siano ampie
le prove delle conseguenze disastrose di questo modo di pensare. Quando
l'obiettivo prefissato è tanto desiderabile quanto la scoperta di una cura per
malattie degenerative, è una tentazione per gli scienziati e per i responsabili
delle politiche ignorare tutte le obiezioni etiche e proseguire con qualunque
ricerca sembri offrire la prospettiva di un successo. Quanti difendono la
ricerca sulle cellule staminali embrionali nella speranza di raggiungere tale
risultato compiono il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita
di tutti gli esseri umani dal momento del concepimento fino alla morte
naturale. La distruzione perfino di una sola vita umana non si può mai
giustificare nei termini del beneficio che ne potrebbe presumibilmente conseguire
per un'altra. Tuttavia, in generale, non sorgono problemi etici quando le
cellule staminali vengono prese dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue
del cordone ombelicale al momento della nascita o da feti che sono morti per
cause naturali (cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, istruzione
Dignitas personae, n. 32).
Ne consegue che il dialogo fra
scienza ed etica è della massima importanza per garantire che i progressi
medici non vengano mai compiuti a un prezzo umano inaccettabile. La Chiesa
contribuisce a questo dialogo aiutando a formare le coscienze secondo la retta
ragione e alla luce della verità rivelata. Così facendo, cerca, non di impedire
il progresso scientifico, ma, al contrario, di guidarlo in una direzione che
sia veramente feconda e benefica per l'umanità.
Infatti, la Chiesa è convinta che
tutto ciò che è umano, inclusa la ricerca scientifica, «non solamente è accolto
e rispettato dalla fede, ma da essa è anche purificato, innalzato e
perfezionato» (ibidem, n. 7). In questo modo, la scienza può essere aiutata a
servire il bene comune di tutta l'umanità, con particolare riguardo per i più
deboli e i più vulnerabili.
Nel richiamare l'attenzione sui
bisogni degli indifesi, la Chiesa non pensa soltanto ai nascituri, ma anche a
quanti non hanno accesso facile a trattamenti medici costosi. La malattia non è
selettiva con le persone e la giustizia richiede che venga fatto ogni sforzo
per porre i frutti della ricerca scientifica a disposizione di tutti coloro che
sono nella condizione di averne bisogno, indipendentemente dalle loro
possibilità economiche. Oltre a considerazioni meramente etiche, bisogna
affrontare questioni di natura sociale, economica e politica per garantire che
i progressi della scienza medica vadano di pari passo con una offerta giusta ed
equa dei servizi sanitari. Qui, la Chiesa è in grado di offrire assistenza
concreta attraverso il suo vasto apostolato sanitario, attivo in così tanti
Paesi nel mondo e volto a una sollecitudine particolare per i bisogni dei poveri
del mondo.
Cari amici, concludendo le mie
osservazioni, desidero assicurarvi del mio ricordo speciale nella preghiera e
affido alla intercessione di Maria, Salus infirmorum, tutti voi che lavorate
tanto duramente per portare guarigione e speranza a quanti soffrono.
Prego affinché il vostro impegno
nella ricerca sulle cellule staminali adulte porti grandi benedizioni per il
futuro dell'uomo e arricchimento autentico alla sua cultura. A voi, alle vostre
famiglie e ai vostri collaboratori nonché a tutti i pazienti che possono
beneficiare della vostra generosa competenza e dei risultati del vostro lavoro,
imparto volentieri di tutto cuore la mia Benedizione Apostolica. Grazie molte!
© Copyright 2011 - Libreria
Editrice Vaticana
(Traduzione Osservatore Romano)
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