giovedì 8 marzo 2012


Staminali, perché l’ideologia in cattedra? il caso di Graziella Melina -  La manifestazione divulgativa che domani si svolgerà in 20 città per 160 scuole e 9mila studenti reca l’impronta dei fautori dell’uso di embrioni, Avvenire, 8 marzo 2012

E’ alla quarta edizione l’iniziativa che UniStem, il Centro di ricerca sulle staminali dell’Università Statale di Milano, dedica alla divulgazione sulle cellule staminali. Domani, infatti, in venti città oltre 9mila studenti di 160 scuole saranno coinvolti in attività «collegate alla ricerca e alle sue aspettative culturali, al lavoro quotidiano dello scienziato e ai meccanismi della scoperta scientifica». La giornata, si legge nella presentazione, ha come principio ispiratore il «creare un’occasione per l’apprendimento, la scoperta, il confronto nell’ambito della ricerca» sulle staminali.
Novità di quest’anno è la presenza di atleti come Daniele Gilardoni, campione mondiale di canottaggio, e di Paolo Rossi, campione mondiale di calcio 1982. «Ciascun evento – spiegano gli organizzatori – sarà accompagnato da una nota di saluto del presidente della Repubblica Napolitano». Alcuni accademici che hanno partecipato all’iniziativa negli anni precedenti hanno però manifestato la loro delusione per il clima generale della manifestazione, ritenuto ideologico. Non è difficile convenire con questo giudizio, pebreraltro, se si dà un’occhiata al sito (www.unistem.it), per esempio a proposito della sentenza dell’Ue che vieta i brevetti sulle staminali embrionali. «Un caso alla Corte Europea minaccia la ricerca sulle staminali: dai il tuo supporto!», è il titolo di un articolo allarmato.
Dopo la sentenza europea, Elena Cattaneo, direttore del Centro milanese e da sempre a favore dell’uso di embrioni umani in laboratorio, dichiara: «Mi chiedo se gli interessi dei pazienti siano stati presi in considerazione dalla Corte. È chiaro che abbiamo fatto un regalo inaspettato agli Usa e all’Asia. Loro saranno in grado di brevettare, le compagnie investiranno laggiù e noi, in Europa, pagheremo per i farmaci che le loro scoperte eventualmente produrranno». E in un’intervista su Embo Reports aggiunge: «Si parla di etica delle cellule staminali embrionali umane, mi piacerebbe assistere a un dibattito sull’etica di chi gestisce i fondi pubblici». E ancora, inevitabilmente: «È la dimensione politica della Chiesa che si ripercuote sulla scienza, e non la dimensione religiosa, di cui condivido molti principi». 

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