IL PARADOSSO DELLE PARALIMPIADI - Molti atleti applauditi se fossero
inglesi non sarebbero mai nati venerdì 7 settembre 2012, http://crocevia-adhoc.blogspot.it
C’è un paradosso evidente che non
può non saltare agli occhi in questi giorni in cui le Paralimpiadi di Londra
riempiono come mai prima le pagine dei giornali. Il paradosso è ancora più
lampante sfogliando siti e giornali inglesi, i quali dedicano quotidianamente
decine di articoli alle imprese di atleti portatori di handicap che grazie a
duri allenamenti e anni di fatica conquistano vittorie e medaglie uniche (anche
al netto della tanta retorica mielosa sparsa sull’evento da chi lo commenta).
Prima ancora che cominciassero – certamente sull’onda del successo delle
Olimpiadi – i Giochi paralimpici avevano già fatto il tutto esaurito di
biglietti. Una partecipazione straordinaria – inimmaginabile anche soltanto
qualche mese fa – a una manifestazione che sta commuovendo il pubblico con
storie e imprese di uomini e donne paraplegici, amputati, non vedenti e con
altri forti deficit fisici.
Il paradosso è presto spiegato:
buona parte degli atleti che emozionano il pubblico inglese probabilmente non
sarebbero mai nati se fossero stati inglesi. Nel Regno Unito la legge infatti
permette l’aborto “per motivi sociali” fino alla ventiquattresima settimana di
vita del feto (sesto mese di gravidanza), ma è possibile praticare aborti
ancora più tardivi motivati da “malattie gravi del feto”. Da circa un anno i
dati che si riferiscono a questa scelta sono stati resi pubblici, e si è venuto
a sapere che tra le “malattie del feto” si considerano la spina bifida, la
sindrome di Down ma anche difetti rimediabili come il labbro leporino, il piede
torto e alcune malformazioni del palato. Questo tipo di aborti Oltremanica è
aumentato di circa il trenta per cento dal 2000 al 2010. Terra in cui spesso le
più disparate teorie eugenetiche trovano alveo e ribalta, l’Inghilterra si
trova di colpo spiazzata dalla realtà, capace di dimostrarsi più forte delle
teorie che fanno decidere preventivamente se una vita sarà degna di essere
vissuta (e, parafrasando Plinio, che sarebbe meglio per loro non essere mai
nati). Jambs Parker, coordinatore di questa edizione dei Giochi paralimpici, ha
chiesto che Londra ripensi i limiti dell’aborto. Vorrà dire qualcosa se i più
applauditi in Inghilterra oggi sono persone con una “qualità della vita
inaccettabile”.
da Ilfoglio.it
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