EUTANASIA/ Quella falsa morale che lega Francia, Olanda e Australia - INT.
Lyle Shelton, giovedì 8 marzo 2012
La Corte suprema di Brisbane, in
Australia, ha condannato un uomo di 50 anni per avere aiutato un suo conoscente
malato di cancro a togliersi la vita. Il giudice ha ritenuto Merin Nielsen
colpevole per avere procurato a Frank Ward, 76 anni, una dose mortale di
Nembrutal, un anestetico veterinario acquistato in Messico. A suscitare diversi
sospetti sul modo in cui sarebbero andate le cose, influenzando la scelta della
Corte suprema di condannare Nielsen, è anche il fatto che quest’ultimo era
indebitato con Ward ed era beneficiario del suo testamento. La vicenda in Australia
ha scatenato un vivace dibattito, proprio mentre un altro Paese, la Francia,
sta discutendo sulla difesa della vita dopo che un’associazione francese a
favore dell’eutanasia ha lanciato una campagna pubblicitaria in cui si ritrae
il presidente Nicholas Sarkozy, diffondendola sulla rivista Les Inrocks e su
diversi siti Internet. Nel frattempo anche l’Olanda si sta spaccando
sull’ipotesi dell’eutanasia per il principe Johan Friso van Oranjen. Il
secondogenito della regina Beatrice è in coma dopo che una valanga lo ha
colpito mentre faceva sci fuoripista in una località austriaca. I media dei
Paesi Bassi hanno avviato un’accanita discussione sull’opportunità di tenere
ancora in vita il principe Friso. Ilsussidiario.net ha intervistato Lyle
Shelton, capo staff dell’Australian Christian Lobby (ACL), per chiedergli qual
è la posta in gioco della battaglia culturale su temi come il suicidio
assistito e l’eutanasia.
Ward era un membro
dell’associazione Exit International, favorevole all’eutanasia. Ritiene che sia
una prova sufficiente della sua scelta consapevole di porre fine alla sua vita?
L’appartenenza di Frank Wards a
Exit International può essere interpretata in diversi modi. Nel condannare
Merin Nielsen, il giudice Jean Dalton ha detto che Ward voleva “togliersi la
vita se si fosse venuto a trovare in una situazione in cui, a suo giudizio, non
fosse stato più indipendente o con una qualità di vita inaccettabile”.
Nell’ipotesi in cui Ward fosse
stato consenziente, ritiene che Nielsen sia ugualmente da condannare?
Secondo la posizione di ACL circa
il processo nel Queensland, Nielsen è comunque colpevole di avere aiutato Ward
a suicidarsi, sia che quest’ultimo fosse consenziente sia che non lo fosse.
Tuttavia, il dibattito sul fatto che Ward fosse o meno consenziente è stato
probabilmente preso in considerazione dal giudice Dalton nel condannare
Nielsen.
Nielsen era indebitato con Ward
ed era il beneficiario del suo testamento. Lo ritiene un elemento estraneo alla
scelta di Nielsen di aiutare Ward a suicidarsi, o può averla condizionata?
Il fatto che Nielsen fosse un
beneficiario del testamento di Ward porta a sospettare dei motivi che possono
aver spinto ad aiutarlo nel suicidio. Nella sentenza, il giudice Dalton ha
affermato che questo fatto era rilevante e che non vi erano prove della gravità
della malattia dell’anziano, né che fosse avvenuta una prognosi o stesse
seguendo una cura.
Philip Nitschke, direttore di
Exit International, ha affermato di considerare un diritto quello di “cercare
di aiutare una persona cara a conseguire una morte pacifica”. Che cosa ne pensa
di questa dichiarazione?
ACL non crede che sia un diritto
aiutare una persona a morire. Una delle maggiori preoccupazioni di ACL circa la
legalizzazione dell’eutanasia è il potenziale rischio di abusi e sfruttamento
dei più deboli. Anche il nostro Primo Ministro, Julia Gillard, che ha ammesso
di avere una posizione combattuta nei confronti dell’eutanasia, afferma che non
è probabilmente possibile formulare una legge con adeguate garanzie.
Qual è stata la rilevanza data
dai media australiani al caso di Ward, e fino a che punto ne hanno parlato in
modo equilibrato, fornendo uguale spazio ai sostenitori del suicidio assistito
e a coloro che sono contrari?
Sui media, il caso ha messo in
luce i pericoli della legalizzazione dell’eutanasia. I commenti del giudice
Dalton suonano come un avvertimento nei confronti della legalizzazione
dell’eutanasia, di fronte ai suoi sostenitori. Sempre Nitschke ha dichiarato:
“Credo che sia una tragedia, quando una persona resta vittima di leggi come
questa, perché i politici non hanno il coraggio di cambiarle”.
Ritiene che il clamore mediatico
intorno alla vicenda di Ward sia anche finalizzata a cambiare la legge sul
suicidio assistito in Australia?
É nella natura dei media
occuparsi di una vasta gamma di argomenti, incluse anche materie quali
l’eutanasia, che in Australia è appoggiata da una minoranza. Il dottor Philip
Nitschke è da parecchi anni un accanito sostenitore dell’eutanasia in
Australia. Negli ultimi tre anni, l’eutanasia è stata presa in considerazione
in quattro Parlamenti statali dell’Australia. Sono state condotte numerose
inchieste parlamentari, sentiti molti testimoni, scritti diversi rapporti e
tenute votazioni tormentate. Dopo tutti questi scrupolosi approfondimenti,
nessun Parlamento ha accolto la proposta di legalizzare l’eutanasia, ma il
dottor Nitschke continua a cercare di attirare l’attenzione dei media.
Qual è invece la posizione della
maggioranza dei membri e dei principali partiti politici nel Parlamento
federale? Dopo la sua bocciatura da parte dei singoli Stati, ritiene probabile
una nuova legge sul suicidio assistito a livello federale?
In occasione dell’elezioni del
2010, ACL sottopose un questionario ai partiti politici. Il Partito Laburista
Australiano, che è nel governo di minoranza, disse che non avrebbe apportato
modifiche alla legge esistente per legalizzare l’eutanasia. La Coalizione composta
dai partiti Liberale e Nazionalista dichiarò che se fosse stato presentato in
Parlamento un progetto per legalizzare l’eutanasia, sarebbe stata lasciata ai
suoi parlamentari la libertà di votare secondo coscienza. Il Partito dei Verdi
sostiene fortemente l’eutanasia e ha promosso molti dei progetti di legge
presentati nei vari Stati in favore della sua legalizzazione. Nel settembre
2010, il Senato dell’Australia Occidentale ha respinto il progetto di legge dei
Verdi per la legalizzazione dell’eutanasia in quello Stato, dopo che progetti
simili sponsorizzati dai Verdi erano stati respinti nel 2009 e 2010 in
Australia Meridionale e nel 2008 nel Victoria. In Tasmania si è in attesa di un
documento sull’eutanasia che dovrebbe uscire a breve ed è probabile che il
premier laburista, Lara Giddings, e il parlamentare dei Verdi, Nick McKim,
presentino un disegno di legge per legalizzare l’eutanasia. È ormai chiaro che
i sostenitori dell’eutanasia puntano a modificare l’attuale legislazione
attraverso una strategia di logoramento del Parlamento.
(Pietro Vernizzi)
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